Il segnale più chiaro era l’assenza di segnali. L’ufficio comunicazione di Sinner è da sempre blindato come un conclave: chi lavora con Jannik, firma un contratto dalle rigorosissime clausole di riservatezza. Le chiavi della cassaforte le possiede Alex Vittur, il manager della Val Pusteria che gestisce il numero 1 del mondo. Decide lui, con parsimonia. Ma qualcosa, prima o poi, arriva. Invece, il silenzio assordante d’agosto. Le foto delle visite al J-Medical torinese e alla Physioclinic di Milano, in questi tempi social, erano inevitabili. Ma poi? L’ultimo video di un allenamento al Country Club di Montecarlo era del 30 luglio, quindi un generico «va tutto bene» attribuito a qualcuno dello staff, erano un chiaro indicatore che no, non andava per niente tutto bene. Una breve sequenza mentre sale a bordo della sua Ferrari 812 da competizione. E domenica, la foto sorridente su Instagram nel giorno del venticinquesimo compleanno.
Il segnale più chiaro era l’assenza di segnali. L’ufficio comunicazione di Sinner è da sempre blindato come un conclave: chi lavora con Jannik, firma un contratto dalle rigorosissime clausole di riservatezza. Le chiavi della cassaforte le possiede Alex Vittur, il manager della Val Pusteria che gestisce il numero 1 del mondo. Decide lui, con parsimonia. Ma qualcosa, prima o poi, arriva. Invece, il silenzio assordante d’agosto. Le foto delle visite al J-Medical torinese e alla Physioclinic di Milano, in questi tempi social, erano inevitabili. Ma poi? L’ultimo video di un allenamento al Country Club di Montecarlo era del 30 luglio, quindi un generico «va tutto bene» attribuito a qualcuno dello staff, erano un chiaro indicatore che no, non andava per niente tutto bene. Una breve sequenza mentre sale a bordo della sua Ferrari 812 da competizione. E domenica, la foto sorridente su Instagram nel giorno del venticinquesimo compleanno.
Il problema al ginocchio destro
Tutto qui? Molto strano. La verità è uscita fuori sul suo profilo ufficiale: «Nonostante abbia lavorato duramente insieme alla mia squadra e al mio staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione che quest’anno non potrò partecipare agli US Open. Negli ultimi due giorni siamo tornati in campo a Monte Carlo e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di altro tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo davvero l’ora di tornare e giocare davanti al grande pubblico, in quell’atmosfera elettrizzante». Cuoricino. I primi ad augurargli un pronto recupero sono stati gli organizzatori di Wimbledon: l’ultima partita l’ha giocata da loro, sono trascorsi 40 giorni.
La delusione degli americani
Quelli di Flushing Meadows, dove la prossima settimana comincia lo Slam, ci sono rimasti malissimo: hanno annunciato in una riga il ritiro, aggiungendo che il posto sarà preso dallo spagnolo Carlos Taberner, numero 400 Atp. Sui social preferiscono puntare sul ritorno di Alcaraz («Carlos is back»). Chissà se la decisione del catalano di rientrare – dopo oltre 4 mesi di assenza – ha in qualche modo influenzato il «no, grazie» dell’azzurro, che si è ufficialmente arreso neppure 24 ore dopo l’ok del rivale.
Ipotesi rientro a Shanghai
La leadership mondiale non è in pericolo, non ora: qualsiasi cosa accada, Sinner resterà davanti a tutti almeno sino alla vigilia delle Atp Finals torinesi di novembre. Jannik dovrebbe rientrare a Shanghai, nella prima metà di di ottobre. Il campione si trascina la lesione al ginocchio dal match d’esordio a Wimbledon con Kecmanovic, 29 giugno. Nella stessa partita, la scarpa destra gli si era macchiata di sangue per una ferita a un’unghia del piede. «Nessun problema», aveva minimizzato. È arrivato in fondo al torneo, vincendolo, ma al rientro degli allenamenti, dopo una meritata vacanza, il suo corpo gli ha presentato il conto.