Alcaraz vomita, lotta ma si arrende a Shelton al super tie-break: è fuori ai quarti agli Us Open
di Massimo CalandriNon dite che è colpa del lungo stop di Carlos, no: è solo merito di Ben. Shelton supera Alcaraz al termine di un incontro dalle grandi emozioni, cinque set di montagne russe (6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6), una battaglia sportiva di 4 ore e 28 minuti che si è chiusa alle 3.33 della notte newyorchese: mai a Flushing Meadows una partita era finita così tardi. Nella prima semifinale degli Us Open, il tennista statunitense affronterà il connazionale Francese Tiafoe, uscito a sua volta vincitore al super tie-break con un altro atleta a stelle e strisce, Alex Michelsen (5-7 3-6 7-5 6-3 7-6).
Us Open, Alcaraz eliminato da Shelton: il tennista spagnolo vomita durante il cambio campo
Alcaraz ha vomitato al termine del quarto set
Ben - che non aveva mai battuto Alcaraz nei tre precedenti – urla di gioia, poi fa il gesto della telefonata verso la fidanzata, Trinity Rodman (figlia dell’ex…
Non dite che è colpa del lungo stop di Carlos, no: è solo merito di Ben. Shelton supera Alcaraz al termine di un incontro dalle grandi emozioni, cinque set di montagne russe (6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6), una battaglia sportiva di 4 ore e 28 minuti che si è chiusa alle 3.33 della notte newyorchese: mai a Flushing Meadows una partita era finita così tardi. Nella prima semifinale degli Us Open, il tennista statunitense affronterà il connazionale Francese Tiafoe, uscito a sua volta vincitore al super tie-break con un altro atleta a stelle e strisce, Alex Michelsen (5-7 3-6 7-5 6-3 7-6).
Us Open, Alcaraz eliminato da Shelton: il tennista spagnolo vomita durante il cambio campo
Alcaraz ha vomitato al termine del quarto set
Ben - che non aveva mai battuto Alcaraz nei tre precedenti – urla di gioia, poi fa il gesto della telefonata verso la fidanzata, Trinity Rodman (figlia dell’ex stella del basket, Dennis): festeggia al termine di una partita ricca di ribaltamenti di fronte, in cui la differenza forse l’ha fatta il micidiale servizio del vincitore ma anche la sua raggiunta maturità, la capacità di restare sempre dentro la partita.
Dall’altra parte della rete, Alcaraz - che con questo ko mette fine alla striscia di 18 vittorie consecutive in tornei Slam - è sembrato essere tornato sui suoi straordinari livelli, non ha dato troppo l’impressione di essere affaticato nel finale anche se al termine del quarto set è stato inquadrato per un attimo mentre vomitava nell’asciugamano, probabilmente a causa dello stress fisico (e si è lamentato per il cameraman che lo inquadrava).
La speranza è che Shelton non abbia esaurito nella notte le sue energie fisiche e nervose: adesso molti faranno il tifo per lui anche nella speranza di avere finalmente trova un’alternativa (Zverev permettendo) al binomio Sinner-Alcaraz. È finalmente nato il Big Three? E perché non immaginare quattro campioni, così com’era ad un certo punto accaduto con l’inserimento di Murray nella triade Federer-Nadal-Djokovic?
Shelton: “Una vittoria per me e per tutti gli americani”
«Questa vittoria è tutta per la mia famiglia, la squadra, il pubblico: è fantastico, qui, per me e tutti gli americani, nello stadio da tennis più grande del mondo». Ben non riesce a trattenere la gioia: è la prima volta nella sua carriera che supera uno dei 3 migliori del ranking. Testa di serie numero 8 in questo torneo, ha mostrato di avere raggiunto una forma fisica strepitosa, insieme a una determinazione che in passato gli aveva fatto un po’ difetto. Perso il primo set al tie-break, nella seconda frazione ha rischiato di andare sotto 2 giochi a zero, invece: ha infilato una serie di 9 games consecutivi che gli hanno dato lo slancio per salire avanti 2 set a 1. Però Alcaraz non aveva nessuna intenzione di arrendersi, anzi: il murciano si è appoggiato a una buona palla di servizio, ha regalati alcuni colpi al volo da restare a bocca aperta e pareggiato i conti. Il quinto set è stato un’altalena di occasioni perdute, da una parte e dall’altra. Inevitabile, il super tie-break ha premiato Ben con la sua battuta. Alla fine, tra i 2 c’è solo un punticino di differenza nel computo complessivo (167-166): ma Shelton vince meritatamente. E non vuole smettere di sognare.
Shelton: “La partita più bella di tutta la mia carriera”
Ben Shelton, sfinito ma felice: «Sono stanco. È stata una guerra, una partita epica, davvero molto dura fisicamente. Carlos è già uno dei più grandi campioni del nostro sport, a soli 23 anni. È sempre divertente essere in campo contro di lui. A volte tira fuori delle cose semplicemente assurde. È stata sicuramente la partita più bella e divertente che abbia mai giocato in carriera». Ha servito benissimo, ma ha anche risposto in maniera eccezionale. «Ho risposto davvero bene. Penso di essere stato intelligente nel modo in cui ho gestito i game di risposta. Ho fatto in modo che dovesse giocare molti punti. «Credo di aver saputo approfittare dei suoi errori, per esempio quando sbagliava il bersaglio, e di non essermi preoccupato o innervosito troppo quando invece trovava il suo bersaglio e metteva a segno un ace sulla risposta. Per me è stato importante riuscire a restare dentro agli scambi, avere un piano di gioco da fondo campo, riuscire ad applicarlo e non perdere tutti i punti dalla linea di fondo. Anche questo aiuta molto, quando rispondi». Ben e il padre, sempre in sintonia: si scambiavano un “cinque” pure dopo i punti persi. «Per tutti e due è stato bellissimo essere coinvolti in una partita così, avremmo avuto il sorriso sulle labbra anche in caso di sconfitta. Ora voglio solo pensare a recuperare per il match di venerdì».
Alcaraz: “Sono felice: adesso sto di nuovo bene”
Anche Alcaraz sorride, nonostante tutto. «Rientrando in questo torneo, la mia aspettativa era scendere in campo, competere, giocare partite di questo tipo ed essere in salute. Ci sono andato vicino. Molto vicino. Non sono deluso per non aver vinto, alla fine. Sono semplicemente felice e orgoglioso di me stesso, di come ho lottato. Dopo il terzo set ero davvero stanco fisicamente, ma ho trovato il modo di reagire, di spingermi oltre e di dare qualcosa in più dal punto di vista fisico. Nel quinto set ho cominciato a sentirmi sempre meglio, ma stavo giocando contro… una “bestia”. Shelton è un giocatore incredibile, potentissimo. È riuscito a giocare davvero bene in ogni situazione, quindi gli vanno tutti i meriti. Me ne vado col sorriso, in salute, e questo era ciò di cui avevo bisogno”.