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Paolini e il cambio dello staff di Sinner: “Bisogna avere intorno sempre le persone giuste”

Jasmine Paolini 

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L’azzurra parla del numero 1 al mondo e rilancia la sfida a Wimbledon, dove lo scorso anno fu finalista: “Quella sconfitta paradossalmente mi ha dato fiducia”
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LONDRA — Il segreto di questo Wimbledon? “Tenere le aspettative molto basse. Perché tutto può succedere”. Jasmine Paolini si presenta in sala stampa a Londra con il sorriso ma anche la determinazione di sempre. Trionfatrice agli Internazionali del Foro Italico, la 29enne nata a Bagni di Lucca ci riprova a Church Road. Dove l’anno scorso arrivò clamorosamente in finale, per poi perderla, altrettanto a sorpresa, contro la ceca Barbora Krejcikova.

"La finale persa lo scorso anno mi ha dato fiducia”

La delusione di quella finale persa quanta spinta in più le darà quest’anno, le chiediamo. “Quella partita poi mi ha dato paradossalmente molta più fiducia”, spiega Paolini, “perché l’erba è una superficie sempre difficile. Speriamo di avere la chance di vincere più partite possibili anche stavolta e poi vediamo. Bisogna tenere le aspettative basse. Rispetto all’anno scorso sarà tutto diverso. Bisogna liberarsi di quella partita nella testa”.

LONDRA — Il segreto di questo Wimbledon? “Tenere le aspettative molto basse. Perché tutto può succedere”. Jasmine Paolini si presenta in sala stampa a Londra con il sorriso ma anche la determinazione di sempre. Trionfatrice agli Internazionali del Foro Italico, la 29enne nata a Bagni di Lucca ci riprova a Church Road. Dove l’anno scorso arrivò clamorosamente in finale, per poi perderla, altrettanto a sorpresa, contro la ceca Barbora Krejcikova.

"La finale persa lo scorso anno mi ha dato fiducia”

La delusione di quella finale persa quanta spinta in più le darà quest’anno, le chiediamo. “Quella partita poi mi ha dato paradossalmente molta più fiducia”, spiega Paolini, “perché l’erba è una superficie sempre difficile. Speriamo di avere la chance di vincere più partite possibili anche stavolta e poi vediamo. Bisogna tenere le aspettative basse. Rispetto all’anno scorso sarà tutto diverso. Bisogna liberarsi di quella partita nella testa”.

"Poco tempo per allenarmi sull’erba”

“Ma, stranamente”, continua Jasmine, “ho più ricordi di quella finale e non della vittoria in doppio di Parigi quest’anno”. Perché? “Perché qui a Wimbledon si sente di più la storia del torneo. È qualcosa di magico. Sono certa che anche quest’anno può succedere qualsiasi cosa. Bisogna dare il meglio, e prendere quello che viene. Anche perché non ho avuto il tempo di allenarmi per bene sull’erba, ci sono troppi tornei di fila”.

"Vincere in doppio aiuta anche nel singolo”

Paolini è ai suoi massimi livelli: numero 4 del mondo. Pensa di arrivare un giorno in cima? Ride: “Il numero 1 è un traguardo molto difficile ma sinceramente nemmeno ci penso. Penso solo a rimanere a questi livelli il più possibile”. Vincere in doppio aiuta anche nel singolo? “Sì, molto, specialmente nell’ultimo anno. Mi ha dato tanta più fiducia, anche quando gioco da sola”.

Paolini: “Sinner? Bisogna sempre avere lo staff giusto”

Un’ultima battuta sull’impatto del cambio di allenatore. Ieri Jannik Sinner ha clamorosamente concluso il suo rapporto con il preparatore Marco Panichi e il fisioterapista Ulises Badio, a pochi giorni dall’inizio di Wimbledon.. Anche Paolini, due mesi fa, ha cambiato il suo storico coach Renzo Furlan con Marc Lopez: “Personalmente per me è stato qualcosa di naturale, con Marc mi sono trovata bene. Bisogna sempre avere staff e collaboratori giusti intorno. Soprattutto a livello personale, oltre alla loro competenza”.

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