LONDRA – In bilico ma felice, di essere qui. Lorenzo Musetti l’anno scorso a Wimbledon fece meglio di Jannik Sinner, arrivando addirittura in semifinale contro Djokovic. Ora il numero 7 è teso per l’ infortunio di Parigi: «Speravo di sbagliarmi, abbiamo fatto anche diversi esami, ma tutti hanno confermato la lesione di primo grado all’adduttore sinistro. In genere ci vuole un mese per recuperare, ma grazie al lavoro, alle terapie e anche alla mia età ce l’ho fatta a esserci». E adesso? «Non ho obiettivi, perché per la prima volta arrivo qui senza aver giocato prima sull’erba. Non so cosa potrò combinare quest’anno».
L’esordio di Berrettini
Stessi travagli fisici per Matteo Berrettini, che oggi esordisce contro il polacco Majchrzak, ma no…
LONDRA – In bilico ma felice, di essere qui. Lorenzo Musetti l’anno scorso a Wimbledon fece meglio di Jannik Sinner, arrivando addirittura in semifinale contro Djokovic. Ora il numero 7 è teso per l’ infortunio di Parigi: «Speravo di sbagliarmi, abbiamo fatto anche diversi esami, ma tutti hanno confermato la lesione di primo grado all’adduttore sinistro. In genere ci vuole un mese per recuperare, ma grazie al lavoro, alle terapie e anche alla mia età ce l’ho fatta a esserci». E adesso? «Non ho obiettivi, perché per la prima volta arrivo qui senza aver giocato prima sull’erba. Non so cosa potrò combinare quest’anno».
L’esordio di Berrettini
Stessi travagli fisici per Matteo Berrettini, che oggi esordisce contro il polacco Majchrzak, ma non gioca da Roma: «Wimbledon mi fa sentire bene. Ho deciso di provarci, di rimettermi in carreggiata, di cercare di arrivare più in forma possibile qui a Londra. Anche se saltare Stoccarda e il Queen’s è stato comunque un motivo di tristezza. La cosa forse più brutta è quando inizi a dubitare di te stesso: è peggio dell’infortunio, perché non dai il 100%. Ma il tennis di oggi è estremizzato. Abbiamo un calendario fittissimo. Probabilmente il mio corpo ha ragione quando mi dice basta…».
Il saluto di Badio
Insomma, l’Italia non arriva benissimo a questo Wimbledon 2025, considerate anche le recenti peripezie di Jannik Sinner, dopo la sconfitta di Parigi, la caduta di Halle e l’allontanamento del preparatore atletico Marco Panichi e del fisioterapista Ulises Badio, su cui Sinner è tornato: «A volte non mi sono sentito a mio agio, c’erano un po’ di cose che non mi andavano». Badio ha dedicato al campione altoatesino un elegante saluto su Instagram: «Grazie per il tempo e le sfide che abbiamo condiviso, ciao Jannik». Domani il numero 1 al mondo sarà impegnato nel derby con un altro italiano, Nardi. Oggi, oltre a Berrettini, giocano altri sei italiani: la finalista 2024 Jasmine Paolini contro Sevastova, Darderi contro Safiullin, Arnaldi contro Van de Zandschulp, Zeppieri contro Mochizuki e Bellucci contro Crawford. Infine, Fognini contro il campione in carica Carlos Alcaraz che avverte: «Un match contro Fabio è sempre pieno di trappole».
Caldo estremo a Londra
Oggi e domani saranno giorni di fuoco a Wimbledon, con temperature vicine ai 35 gradi. Ma i fiori e l’erba sono rigogliosi come sempre. Sinner ieri, nonostante il caldo, si è allenato per due ore a Church Road con i suoi due coach, Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Fondo campo, volée, poi tanti schemi sotto rete. Mission possible. È tutto pronto per l’edizione di Wimbledon più ricca di sempre. Non solo i 3,5 milioni di euro di montepremi per il vincitore. Gli organizzatori hanno messo sul piatto della bilancia 53,5 milioni di sterline, ovvero 62,8 milioni di euro aumentando il prize money del 7% rispetto all’edizione 2024. Per la prima volta non ci saranno i giudici di linea, sostituiti dalla tecnologia. Un’icona senza tempo come Billie Jean King si è pure permessa di dire al Telegraph: «Basta con queste tradizioni di Wimbledon, come quella di vestirsi di bianco. Mi danno i nervi!». Invece no. Toglieteci tutto, ma non i gesti bianchi.