Jasmine Paolini: “Il tennis non è tutto, andare al ristorante e lo shopping aiutano a vivere meglio”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLondra – Il segreto di Jasmine Paolini per resistere e vincere quando le cose vanno male? «Sorridere, sempre». Del resto, Dio ti ha messo un sorriso in faccia, cantavano i Coldplay. E la tennista toscana non ha dubbi. Anche l’anno scorso non era partita benissimo a Wimbledon, almeno secondo lei, pur battendo in due set la spagnola Sorribes. Quest’anno l’esordio è stato ancora più complicato, contro la lettone Sevastova, alla fine regolata lunedì con un 2-6, 6-3, 6-2. In una saletta di Church Road incontriamo la vincitrice di Parigi nel doppio con Sara Errani e finalista l’anno scorso.
Paolini, anche questa volta ci ha fatto spaventare, come contro Shnaider a Roma: soffrendo all’inizio, per poi uscire alla grande alla distanza. «È vero, ma ogni partita è diversa. Lunedì non sono partita bene: un po’ di nervosismo, non mi sentivo al massimo. Ma il primo turno degli Slam è sempre difficile. Poi piano piano ho ingranato, trovando le giuste sensazioni, anche se ci ho messo tanto. È st…
Londra – Il segreto di Jasmine Paolini per resistere e vincere quando le cose vanno male? «Sorridere, sempre». Del resto, Dio ti ha messo un sorriso in faccia, cantavano i Coldplay. E la tennista toscana non ha dubbi. Anche l’anno scorso non era partita benissimo a Wimbledon, almeno secondo lei, pur battendo in due set la spagnola Sorribes. Quest’anno l’esordio è stato ancora più complicato, contro la lettone Sevastova, alla fine regolata lunedì con un 2-6, 6-3, 6-2. In una saletta di Church Road incontriamo la vincitrice di Parigi nel doppio con Sara Errani e finalista l’anno scorso.
Paolini, anche questa volta ci ha fatto spaventare, come contro Shnaider a Roma: soffrendo all’inizio, per poi uscire alla grande alla distanza. «È vero, ma ogni partita è diversa. Lunedì non sono partita bene: un po’ di nervosismo, non mi sentivo al massimo. Ma il primo turno degli Slam è sempre difficile. Poi piano piano ho ingranato, trovando le giuste sensazioni, anche se ci ho messo tanto. È stata tosta da quel punto di vista».
Però la sua determinazione spesso scavalca ogni ostacolo. Le viene naturale? Oppure ci lavora? «A volte mi viene naturale, altre ci lavoro. Per esempio, lunedì contro Sevastova le cose stavano andando male. Allora, ho cercato di accettarlo e di sdrammatizzare, sorridendo. Questo mi rilassa e mi toglie nervosismo. Perché in certe occasioni non è facile stare su un campo da tennis. Solo sdrammatizzando, io trovo la giusta via».
Altrimenti giocherebbe peggio? «Sì, entrerei in un vortice di nervosismo e tensione. Bisogna sempre rifocalizzarsi, rilassarsi un attimo. Altrimenti le cose vanno peggio. Me lo ripeto ogni volta: “Se perdi non succede niente. Ma non innervosirti. E provaci alla fine”. Certo, bisogna sempre vincere, ma non si può giocare sempre con la pressione e il peso dalle spalle. Questo atteggiamento mi aiuta molto».
In questo momento in cui lei è la numero 4 del mondo il tennis è tutta la sua vita? Oppure bisogna staccare? «Serve anche altro nella vita. È ovvio che il tennis ne occupa gran parte e l’obiettivo è di migliorarsi tutti i giorni. Ma io credo che anche altre cose fuori dal campo ti portino a giocare meglio. Meglio staccare a volte».
Per esempio? «Fare un giro per la città del torneo, mangiare in un ristorante che ti piace, ma anche fare shopping, perché no?». Anche il doppio l’aiuta quando poi gioca da sola? «Sì, soprattutto nelle volée e nel servizio».
L’esperienza dell’anno scorso per lei è qualcosa da ripetere oppure no? «Sì, ma non troppo. Questo è un anno nuovo. Certo bisogna prendere le cose positive dell’anno scorso, ma ora spero che la seconda partita oggi mi faccia giocare un po’ meglio. Sono contenta di migliorare piano piano».
A proposito, oggi gioca il secondo turno contro la russa Rakhimova. Sensazioni? «Non credo di averla mai vista giocare sull’erba. Ma dovrò pensare soprattutto a limitare i miei errori».
La generazione di Fognini ed Errani che cosa le ha insegnato? «Fabio è incredibile come gioca e lo ha dimostrato meravigliosamente lunedì contro Alcaraz. Il suo talento mi affascina sempre. La generazione sua e di Errani mi hanno sempre convinto a credere in me stessa. È un messaggio per me fondamentale. Sì, ci hanno mostrato la strada giusta».