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Djokovic e la danza con la piccola Tara che fa impazzire il pubblico di Wimbledon

Novak Djokovic 
Dopo il successo con Kecmanovic, il numero 100 sull’erba inglese, il serbo ha ballato con la figlia di 8 anni tra gli applausi del Centrale
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«Guarda, mia figlia la sta ballando proprio adesso. Tesoro, vuoi fare vedere al pubblico la nostra danza?». Microfono in mano, al termine del match appena vinto con Kecmanovic (vittoria numero 100 a Wimbledon), Novak Djokovic si rivolge alla piccola Tara, 8 anni. E la figlia del campione, una biondina con un sorriso reso ancora più irresistibile da qualche dentino che manca, dalla tribuna comincia a muovere le braccia da una parte altra, i pugni serrati.

Il balletto di Nole e Tara

Il pubblico di Wimbledon si scioglie in un lungo applauso di simpatia per il tennista serbo e la sua famiglia. «Pump it up» è il titolo di una canzone house del belga Danzel, incisa 21 anni fa. «Un vecchio pezzo, che abbiamo riascoltato a casa (con la moglie Jelena e i bambini: Stefan, 11 anni, e Tara, ndr), ballandolo insieme. Ha un bel ritmo». Nole si mette a cantare: ‘Don't you know, pump it up, you got to pump it up’. E spiega. «È diventato il nostro gioco: una tradizione, quando vinco le parti…

«Guarda, mia figlia la sta ballando proprio adesso. Tesoro, vuoi fare vedere al pubblico la nostra danza?». Microfono in mano, al termine del match appena vinto con Kecmanovic (vittoria numero 100 a Wimbledon), Novak Djokovic si rivolge alla piccola Tara, 8 anni. E la figlia del campione, una biondina con un sorriso reso ancora più irresistibile da qualche dentino che manca, dalla tribuna comincia a muovere le braccia da una parte altra, i pugni serrati.

Il balletto di Nole e Tara

Il pubblico di Wimbledon si scioglie in un lungo applauso di simpatia per il tennista serbo e la sua famiglia. «Pump it up» è il titolo di una canzone house del belga Danzel, incisa 21 anni fa. «Un vecchio pezzo, che abbiamo riascoltato a casa (con la moglie Jelena e i bambini: Stefan, 11 anni, e Tara, ndr), ballandolo insieme. Ha un bel ritmo». Nole si mette a cantare: ‘Don't you know, pump it up, you got to pump it up’. E spiega. «È diventato il nostro gioco: una tradizione, quando vinco le partite. Era già successo dopo il match con Muller, e quello con Evans. Faccio qualche gesto rivolto a loro, in tribuna: ‘Pumpaj’, dico in serbo. E cominciano a ‘pompare’».

Novak Djokovic 

Djokovic chiarisce, nessun gesto politico

All’inizio qualcuno aveva pensato che il gesto avesse qualche connotazione politica. «Pump it up» lo cantavano anche gli studenti serbi scesi in piazza nel novembre scorso per protestare contro il governo. «Sono dei campioni», aveva commentato allora Djokovic. «Ma in questo caso, nessun riferimento alle proteste. È solo una tradizione familiare. E speriamo possa continuare anche nei prossimi incontri», sorride Nole, che lunedì negli ottavi di finale incontrerà l’australiano De Minaur.

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