✕

Wimbledon, errore dell’occhio elettronico e punto ripetuto. Pavlyuchenkova: “Mi rubate il game”

Ascolta l'audio

Nel match contro la britannica Kartal, l’Electronic Line Calling sbaglia su una palla fuori di diversi centimetri. Il punto viene rigiocato e scoppia la protesta. Dubbi anche da Raducanu, Draper e Alcaraz
2 minuti di lettura

Il nome ufficiale è Electronic Line Calling e da inizio torneo sta facendo molto discutere. Si tratta del nuovo sistema tecnologico introdotto da quest’anno a Wimbledon che dice se una palla è dentro o fuori. Un computer al posto dei giudici di linea. Che oggi, dopo l'ennesimo errore, ha riacceso il dibattito sulle chiamate automatizzate. Durante il quarto turno tra Sonay Kartal e Anastasia Pavlyuchenkova, sul Centrale di Wimbledon, l’Electronic Line Calling si blocca su una palla chiaramente fuori. Nessuna chiamata, niente segnale. Il giudice di sedia ferma il gioco, si consulta con il supervisor e decide di rigiocare il punto. La russa, che riesce a vincere game e partita, al cambio campo esplode lo stesso: “Mi hanno rubato il game. Lei gioca in casa, possono fare quello che vogliono”.

Il caso: niente chiamata, punto rigiocato

Sul punteggio di 4-4 nel primo set, con Pavlyuchenkova al servizio ai vantaggi, un rovescio della Kartal termina lungo di diversi centimetri. Ma nessun …

Il nome ufficiale è Electronic Line Calling e da inizio torneo sta facendo molto discutere. Si tratta del nuovo sistema tecnologico introdotto da quest’anno a Wimbledon che dice se una palla è dentro o fuori. Un computer al posto dei giudici di linea. Che oggi, dopo l'ennesimo errore, ha riacceso il dibattito sulle chiamate automatizzate. Durante il quarto turno tra Sonay Kartal e Anastasia Pavlyuchenkova, sul Centrale di Wimbledon, l’Electronic Line Calling si blocca su una palla chiaramente fuori. Nessuna chiamata, niente segnale. Il giudice di sedia ferma il gioco, si consulta con il supervisor e decide di rigiocare il punto. La russa, che riesce a vincere game e partita, al cambio campo esplode lo stesso: “Mi hanno rubato il game. Lei gioca in casa, possono fare quello che vogliono”.

Il caso: niente chiamata, punto rigiocato

Sul punteggio di 4-4 nel primo set, con Pavlyuchenkova al servizio ai vantaggi, un rovescio della Kartal termina lungo di diversi centimetri. Ma nessun segnale audio o correzione automatica. Il giudice di sedia Nico Helwerth interrompe tutto, fa trasmettere il replay sugli schermi e si confronta con il supervisor: "Il sistema purtroppo non è riuscito a tracciare l'ultimo punto, quindi lo ripeteremo". Una decisione che ha lasciato sbigottita Pavlyuchenkova, viste le immagini chiare mostrare sul maxischermo del Centrale di Wimbledon: il punto viene rigiocato, va alla britannica che strappa il servizio e sale 5-4.

Cosa è successo?

A spiegare il contesto è la stessa organizzazione di Wimbledon: “Gli episodi di mancato tracciamento sono rarissimi, ma esistono procedure chiare: se non è possibile determinare con certezza l’esito di un colpo, il punto viene rigiocato”. Il sistema, adottato integralmente dal torneo nel 2025 al posto dei giudici di linea umani, è costruito “per offrire decisioni affidabili e imparziali grazie a una rete di 18 telecamere ad alta velocità installate su ogni campo”, sottolineano ancora gli organizzatori.

(afp)

"Gli arbitri sono però velocissimi a dare i warning”

Anastasia Pavlyuchenkova ne ha continuato a parlare a fine partita: «Penso che anche per lui (l’arbitro, ndr) fosse una situazione difficile. Probabilmente aveva paura di prendere una decisione così grossa. Ma credo che dovrebbe farlo. È per questo che stanno lì seduti sulla sedia. È per questo che abbiamo un giudice di sedia. Altrimenti, tanto vale giocare senza. Giusto? Presto sarà tutto automatico. E credo che così si stia perdendo un po’ del fascino di avere esseri umani in campo: i raccattapalle, per esempio. Durante il Covid non c’erano, ed era tutto un po’ strano, robotico. Però, ripeto, a dare multe e warning sono velocissimi. Su quello non sbagliano mai. Basta una sciocchezza e sono subito pronti. Preferirei che fossero altrettanto attenti nel controllare le linee e nel chiamare gli errori».

I precedenti e le critiche dei giocatori

Wimbledon 2025 è il primo nella storia del torneo a disputarsi senza giudici di linea: tutte le chiamate sono automatizzate e non è più possibile chiedere il challenge. Ma la novità ha già sollevato dubbi. Emma Raducanu, eliminata al terzo turno da Sabalenka, ha protestato in diretta per una prima giudicata buona dal sistema e sembrata invece fuori: “È un po’ deludente che le chiamate siano così sbagliate, anche se per la maggior parte sono state corrette”. Sulla stessa linea Jack Draper: “Non credo sia precisa al 100%. Ho visto segni sul campo, ma non si può più verificare”. Persino Carlos Alcaraz, dopo la vittoria su Struff, ha ammesso: “Avrei voluto chiedere il challenge. Non sono sicuro di alcune chiamate”.

“Accuratezza pienamente all’altezza”

Il direttore del torneo Jamie Baker ha difeso la scelta, ricordando che “due Slam già usano questo sistema da anni” e che “accuratezza e affidabilità sono pienamente all’altezza delle esigenze del tennis professionistico”. A fine match, Sonay Kartal difende la scelta del giudice: “Penso che rigiocare il punto sia stata la decisione più giusta. È una situazione rara, credo non sia mai successa. Il sistema ha avuto un malfunzionamento”. E sul colpo dubbio: “Non ho visto bene dove fosse finita la palla, sono bassa e spesso perdo la visuale della riga. Pensavo si fosse fermato tutto per un let”. Quando le viene chiesto se avrebbe concesso il punto, ammette: “Se avessi visto che era chiaramente fuori, allora sì. Ma se è una palla stretta, che puoi fare?”

Leggi i commenti