Castellacci: “Sinner non è al 100%? A certi livelli anche il minimo fa la differenza”
di Marco Juric“Jannik Sinner? A questi livelli anche un 2% fa la differenza”. Il professor Enrico Castellacci, che di campioni se ne intende avendo seguito la Nazionale italiana di calcio per oltre un decennio, osserva con attenzione l’evoluzione del caso che tiene col fiato sospeso Wimbledon. Il numero uno del mondo ha riportato un infortunio al gomito nella sfida con Grigor Dimitrov, e alla vigilia del quarto di finale con Shelton ha annullato l’allenamento previsto all’aperto, sostituendolo con una breve sessione al chiuso.
Professor Castellacci, cosa ci dice la dinamica della caduta di Sinner?
“È stata una caduta banale, apparentemente senza particolare gravità. Ma l’impatto ha interessato due articolazioni: prima il polso, poi c’è stata una ripercussione sul gomito. Parliamo di un doppio trauma contusivo, uno diretto e uno da riflesso”.
Sappiamo che oggi Sinner non si è allenato all’aperto e ha svolto solo un breve lavoro indoor. Quanto pesa questa scelta?
“Il fatto che abbia cancellato la ses…
“Jannik Sinner? A questi livelli anche un 2% fa la differenza”. Il professor Enrico Castellacci, che di campioni se ne intende avendo seguito la Nazionale italiana di calcio per oltre un decennio, osserva con attenzione l’evoluzione del caso che tiene col fiato sospeso Wimbledon. Il numero uno del mondo ha riportato un infortunio al gomito nella sfida con Grigor Dimitrov, e alla vigilia del quarto di finale con Shelton ha annullato l’allenamento previsto all’aperto, sostituendolo con una breve sessione al chiuso.
Professor Castellacci, cosa ci dice la dinamica della caduta di Sinner?
“È stata una caduta banale, apparentemente senza particolare gravità. Ma l’impatto ha interessato due articolazioni: prima il polso, poi c’è stata una ripercussione sul gomito. Parliamo di un doppio trauma contusivo, uno diretto e uno da riflesso”.
Sappiamo che oggi Sinner non si è allenato all’aperto e ha svolto solo un breve lavoro indoor. Quanto pesa questa scelta?
“Il fatto che abbia cancellato la sessione di allenamento è indicativo, anche di una volontà di riservatezza. Ma potrebbe voler dire due cose: o non vuole rischiare nulla per arrivare più tranquillo al match, oppure non si sente ancora in una condizione ottimale. Il mini lavoro al coperto, senza forzare, può essere una via di mezzo. Un segnale cauto, non necessariamente negativo”.
Ha già effettuato una risonanza magnetica. Cosa si può immaginare dal punto di vista medico?
“Difficile commentare senza poter vedere la cartella clinica. Mi auguro che non ci siano lesioni ossee. Un trauma del genere può provocare edemi e infiammazioni: fastidiose, ma gestibili. Se ci fossero state fratture o problemi più seri, dubito avrebbe svolto anche solo quella mezz’ora di lavoro”.
Un fastidio al gomito, anche minimo, quanto può influenzare la prestazione di un tennista come Sinner?
“Tantissimo. Parliamo dell’arto della racchetta, in un torneo dove tutto si gioca sui dettagli. A certi livelli anche un 2 o 3% in meno di funzionalità può fare la differenza tra vincere e perdere. La precisione, la sensibilità, la spinta: tutto passa da lì”.
E dal punto di vista mentale?
“Anche quello incide. Scendere in campo sapendo di non essere al 100% ti condiziona. Però per quello che ho visto e conosco di Sinner, parliamo di un ragazzo molto forte caratterialmente. Sa affrontare anche queste situazioni con grande lucidità”.