Djokovic salta l’allenamento, a Wimbledon scatta l’allarme. Aveva il campo vicino a Sinner
dal nostro inviato Massimo CalandriLondra – Jannik e Novak: l’appuntamento è per domani sul Centrale, semifinale di Wimbledon (inizio intorno alle 18, prima c’è Alcaraz-Fritz). Ma oggi i due avrebbero già potuto ritrovarsi – racchetta in mano -, uno accanto all’altro. Sinner aveva infatti prenotato alle 12.30 locali (le 13.30, in Italia) e per un’ora il campo numero 1 dell’Aorangi Park, nella parte settentrionale del complesso dell’All England Club. Djokovic aveva fatto lo stesso, ma a partire della 13 inglesi, nel campo 3: proprio di fianco. C’era la concreta possibilità che palleggiassero in parallelo per almeno 30 minuti buoni, però all’ultimo il serbo ha cambiato idea: meglio aspettare che Jannik finisca, e fare con calma. Poi un altro colpo di scena: il serbo non si è alenato, a meno che non lo abbia fatto di nascosto.
Londra – Jannik e Novak: l’appuntamento è per domani sul Centrale, semifinale di Wimbledon (inizio intorno alle 18, prima c’è Alcaraz-Fritz). Ma oggi i due avrebbero già potuto ritrovarsi – racchetta in mano -, uno accanto all’altro. Sinner aveva infatti prenotato alle 12.30 locali (le 13.30, in Italia) e per un’ora il campo numero 1 dell’Aorangi Park, nella parte settentrionale del complesso dell’All England Club. Djokovic aveva fatto lo stesso, ma a partire della 13 inglesi, nel campo 3: proprio di fianco. C’era la concreta possibilità che palleggiassero in parallelo per almeno 30 minuti buoni, però all’ultimo il serbo ha cambiato idea: meglio aspettare che Jannik finisca, e fare con calma. Poi un altro colpo di scena: il serbo non si è alenato, a meno che non lo abbia fatto di nascosto.
Sinner: “La priorità al riposo”
«La priorità adesso va al riposo», diceva il numero uno del mondo al termine del quarto di finale vinto con Shelton. «Non devo forzare il gomito destro. Cahill e Vagnozzi con ogni probabilità preferirebbero non muovessi un dito, come martedì. Ma bisogna tenere il corpo vivo, io in particolare sono uno che proprio non può fermarsi per una giornata intera». Ieri il dolore - complice il taping e una manicotto per impedire le vibrazioni dell’arto, ma soprattutto il lavoro psicologico che la Volpe ha fatto su sé stesso fin dal mattino: «Devi giocare!» – non si è fatto particolarmente sentire. «Solo una fitta, quando ho ‘steccato’ un servizio potente di Ben. Però si vede che sta passando», ha raccontato. «Vediamo come starò domani».
"Relax, con Djokjovic sarà un match molto duro”
Poi le sensazioni al termine dell’allenamento alla radio di Wimbledon: «Oggi è soprattutto un giorno di relax, cercando di trovare le sensazioni buone per domani. Sarà un match molto duro. Con Novak è sempre speciale e bellissimo: ma è il tennis che voglio, quello dei Grand Slam. E sono felice di essere dove sono».
Jannik puntuale al campo
Oggi si è svegliato con calma. Dopo la colazione ha cominciato un blando, mirato riscaldamento prima di raggiungere l’Aorangi Park. E’ arrivato puntuale. Lo aspettava Pierluigi ‘Pigi’ Basile, pugliese di Martina Franca,18 anni appena compiuti, già campione italiano U16, eliminato nel torneo junior al primo turno dal britannico Gusic Wan. Sinner ha cominciato subito molto forte, diversamente da ieri. Ha lavorato da fondo, poi sulla risposta, in particolare sulla seconda di servizio a uscire. L’allenamento è durato più del previsto, un’ora un quarto. «E’ impressionante la velocità dei suoi colpi», ha raccontato al termine Basile.
Djokovic maestro di strategia
Nel finale del match con Cobolli, Novak Djokovic ha perduto l’equilibrio ed è caduto, allargando le gambe: impressionante «spaccata» accompagnata da un urlo di dolore. Sembrava un infortunio grave, invece il serbo si è subito ripreso e ha chiuso l’incontro. «E’ stata una brutta caduta, ed è stato tutto molto imbarazzante» ha poi piegato, sorridendo. «Succede, sull’erba: durante la mia carriera ne ho avute parecchie, su questa superficie». Ma come stai, Nole? «Ovviamente, il mio corpo oggi non è lo stesso di un tempo», diceva ieri sera, «quindi immagino che il vero impatto o effetto di quello che è successo lo sentirò in seguito. Spero che nelle prossime 24-48 ore, la gravità di quello che è successo non sia eccessiva, e che venerdì potrò giocare al meglio e senza dolore». Djokovic poi non si è presentato al campo: strategia o effettivo problema fisico? Per la verità basta attendere qualche ora.