Sinner domina Djokovic in 3 set: è finale a Wimbledon contro Alcaraz. “Era il mio sogno da bambino”
dal nostro inviato Massimo CalandriLondra – Jannik Sinner, sempre di più: il numero uno del mondo travolge in 3 set (6-3, 6-3, 6-4) Novak Djokovic, e domenica – alle ore 17 italiane – giocherà la sua prima finale di Wimbledon contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, che ha avuto la meglio sull’americano Taylor Fritz. Che rivincita: sono trascorsi solo 35 giorni dal drammatico incontro di Parigi, perduto dall’azzurro al quinto set e dopo aver sprecato 3 match point. Con il serbo, 38 anni, vincitore per 7 volte sull’erba di Church Road, è stato un incontro senza storia: dopo essersi imposto in poco più di un’ora nelle prime 2 frazioni, Jannik ha subìto per un attimo il ritorno dell’avversario (che era ricorso al fisioterapista per un problema alla gamba sinistra), ma ha poi infilato un’impressionante serie di 6 giochi consecutivi vinti, chiudendo l’incontro. «Bravo!», gli ha detto Nole, abbracciandolo al termine. A parte il rocambolesco match con Dimitrov, in tutti gli altri successi alla Volpe sono bastati 3 set per avere la …
Londra – Jannik Sinner, sempre di più: il numero uno del mondo travolge in 3 set (6-3, 6-3, 6-4) Novak Djokovic, e domenica – alle ore 17 italiane – giocherà la sua prima finale di Wimbledon contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, che ha avuto la meglio sull’americano Taylor Fritz. Che rivincita: sono trascorsi solo 35 giorni dal drammatico incontro di Parigi, perduto dall’azzurro al quinto set e dopo aver sprecato 3 match point. Con il serbo, 38 anni, vincitore per 7 volte sull’erba di Church Road, è stato un incontro senza storia: dopo essersi imposto in poco più di un’ora nelle prime 2 frazioni, Jannik ha subìto per un attimo il ritorno dell’avversario (che era ricorso al fisioterapista per un problema alla gamba sinistra), ma ha poi infilato un’impressionante serie di 6 giochi consecutivi vinti, chiudendo l’incontro. «Bravo!», gli ha detto Nole, abbracciandolo al termine. A parte il rocambolesco match con Dimitrov, in tutti gli altri successi alla Volpe sono bastati 3 set per avere la meglio sugli avversari. Impressionante.
«Era da bambino che sognavo questo momento»
«Non ci posso credere: è un torneo che vedevo da bambino alla tv, chi poteva immaginare che un giorno avrei giocato la finale?». Jannik, che gioia. «Devo ringraziare la mia squadra per il grande lavoro che sta facendo. Poi, mio padre e mio fratello: è bellissimo avervi qui». Sinner prova ad analizzare il match: «Ho servito e mi sono mosso bene, lui nel terzo set si è un po’ fatto male ed era in difficoltà: ho cercato comunque di restare calmo, e offrire il miglio tennis possibile». E’ alla sua quinta finale consecutiva: prima di lui, nell’èra moderna, ci erano riusciti solo Federer, Nadal, Murray e Djokovic. «Bella compagnia. Ma sono soprattutto contento perché anni fa, al mio esordio sull’erba, non ra stato semplice. Come giocatore sto crescendo su ogni superficie, ed è la cosa più importante: fa parte del processo e voglio andare avanti verso altri obiettivi ancora». Che partita sarà, quella di domenica? «Con Carlos non si sa mai: ci siamo incontrati spesso, e ogni volta andiamo oltre i nostri limiti. Lui è un esempio, un grande talento. Non so se sarà possibile giocare una partita più bella di quella di Parigi, ma mi auguro vi divertirete»
E nel Centrale lo applaude anche Di Caprio
Il Centrale applaude, nella Royal Box ci sono Leonardo Di Caprio e altri attori come Benedict Cumberbatch o Rami Malek, lo stilista Tom Ford, l’icona della moda Anne Wintour, amica di Jannik (si sono conosciuti alla Fashion Week). E Bjorn Borg, che alla vigilia dava per favorito Novak. Questa volta niente balletto finale per i bimbi di Djokovic: a ogni suo successo qui all’All England Club inscenavano con papà una serie di divertenti passi di danza, cantando una vecchia canzone, Pump it Up. Il serbo, vincitore 7 volte a Wimbledon (e 14 semifinalista).
Nei primi due set non c’è stata storia
Nel primo set, dopo un gioco a testa vinto a zero, Jannik ha cominciato a far sul serio. Novak ha avuto la cattiva idea di sfidarlo con una volée stoppata, l’azzurro ha risposto con un pallonetto millimetrico e da quel punto è nato il primo break. Il secondo break è arrivato sul 5 a 3, complice anche un’azione simile: palla corta del serbo, lob dell’italiano. Al terzo set point, Sinner si è messo in tasca la prima frazione. Ha poi inaugurato il secondo set con un carosello di servizi vincenti e accelerazioni negli scambi che hanno mortificato Djokovic, incapace di replicare. Nole ha perso il servizio (e tre), permettendo al numero uno del mondo di guadagnare un prezioso vantaggio. In qualche occasione il Djoker si è aggrappato al servizio, ma con la risposta Jannik lo ha spesso messo in difficoltà (per non dire dei lungolinea, quando lo sventurato si avvicinava alla rete). Il pubblico ha sostenuto il tennista più vecchio e debole quando cercava di reagire: «Andiamo!» ha gridato il figlio Stefan, dalla tribuna, quando ha rimediato con le unghie a un altro prossimo break, molti nel Centre Court hanno addirittura applaudito al successivo doppio fallo dell’italiano. Ma non c’è stato molto da fare, perché quello ha infilato 4 punti consecutivi chiudendo il secondo set ancora per 6 a 3. Partita fino a quel momento senza storia: 62 punti complessivi a 43 per Jannik, che sul suo primo servizio ha raccolto il 94%.
La contrattura di Nole, poi l’incredibile finale di Sinner
Il serbo ha chiesto il medical time-out e l’intervento del fisioterapista per una possibile contrattura alla gamba sinistra: scena abbastanza usuale, quando Djokovic è in difficoltà. Di solito, si riprende magicamente. Infatti. Un leggero trattamento, e ha inaugurato il terzo set vincendo il suo turno di battuta a zero. Di più: subito dopo ha strappato il servizio a Sinner, ed è quindi volato sul 3-0. Ha pure avuto un’occasione per incrementare ancora il punteggio, ma l’azzurro ha rimediato con determinazione piazzando poi un impressionante parziale di 5-0 che ha fatto perdere la pazienza - e le ultime speranze - al suo avversario. La striscia di game è continuata, con Djokovic ormai alle corde ma indomito: ha annullato 2 match point, allungando ancora di qualche minuto l’incontro. Questa volta al terzo punto-partita, nel game successivo, Jannik ha finito il lavoro in un’ora e 55 minuti: Parigi è ormai alle spalle, domenica è tempo di rivincita.
Alcaraz: “Vittoria impressionante, Sinner mi ha sorpreso”
Carlos Alcaraz ha commentato il match du Sinner: “Jannik ha vinto con Novak in maniera impressionante, mi ha sorpreso. Lui è uno che impara dalle difficoltà, sono sicuro che domenica arriverà con voglia e fame, ancora più forte che a Parigi: ma lo so, e sono preparato per questo”.
“Il tennis è uno sport che può cambiare in un battito di ciglia: bastano 2 punti per cambiare un incontro di 5 ore e mezza, anche in questa finale potrà succedere di tutto”. “Di Jannik vorrei avere il rovescio: è brutale. Lui credo mi prenderebbe il tocco, la volée”.
Djokovic: “Domenica Alcaraz è favorito”
“Domenica Carlos è favorito, perché qui ha già vinto due titoli, gioca bene e con fiducia. Ma il vantaggio è sottile. Sarà un match combattuto ed equilibrato come a Parigi, una grande partita”, è il commento di Djokovic. “Jannik mi ha chiesto scusa perché non stavo bene, ma non c’è da scusarsi: è stato troppo forte ee ha buone probabilità di vincere il suo primo Wimbledon, gli auguro buona fortuna”.
Djokovic: “Questo non sarà il mio ultimo Wimbledon”
“Ero un po’ in difficoltà fisicamente, non ero in grado di muovermi come avrei voluto. Ma non voglio parlare nei dettagli del mio infortunio e di come mi abbia limitato. Ma questo non sarà il mio ultimo Wimbledon. Voglio tornare sul Centrale per giocare almeno ancora una partita”. “E’ un anno e mezzo che il corpo mi dà dei segnali, è un peccato perché quando sono fresco posso giocare un buon tennis. Ma giocare 3 set su 5 quest’anno per me è stato particolarmente difficile. Quando affronti quei due, che sono giovani, forti, in forma, se non stai bene non è possibile vincere. Così è la vita. Devo confrontarmi con la realtà e tirarne fuori il meglio. Posso pensare di prepararmi esclusivamente per gli Slam, forse rivedrò il mio programma di preparazione”.