Vagnozzi: “Sinner-Alcaraz è una finale da 50 e 50. Ma il servizio conta di più”
dal nostro inviato Massimo CalandriJannik Sinner con Simone Vagnozzi e Darren Cahill
(reuters)LONDRA – «Ieri sera ci siamo rilassati, ne avevamo bisogno. Stamani cominciamo a pensare alla partita». Simone Vagnozzi sembra tranquillo. L’allenatore di Jannik, insieme al supercoach Darren Cahill, ha la faccia di uno che ha dormito bene. Tra poco arriva Sinner: sarà una giornata dedicata al recupero fisico – riattivazione muscolare verso mezzogiorno, poi un po’ di lavoro sul campo -, e alla preparazione della finale di domani.
Jannik dice che il favorito è Alcaraz: ha vinto le ultime 2 edizioni di Wimbledon, sta giocando un tennis superlativo.
«Secondo me, è una partita da 50 e 50: vediamo domani chi starà meglio. Ancora una volta, credo che si deciderà tutto in pochi punti. Sarà fondamentale come i due entreranno in campo. I primi giochi. Le …
LONDRA – «Ieri sera ci siamo rilassati, ne avevamo bisogno. Stamani cominciamo a pensare alla partita». Simone Vagnozzi sembra tranquillo. L’allenatore di Jannik, insieme al supercoach Darren Cahill, ha la faccia di uno che ha dormito bene. Tra poco arriva Sinner: sarà una giornata dedicata al recupero fisico – riattivazione muscolare verso mezzogiorno, poi un po’ di lavoro sul campo -, e alla preparazione della finale di domani.
Jannik dice che il favorito è Alcaraz: ha vinto le ultime 2 edizioni di Wimbledon, sta giocando un tennis superlativo.
«Secondo me, è una partita da 50 e 50: vediamo domani chi starà meglio. Ancora una volta, credo che si deciderà tutto in pochi punti. Sarà fondamentale come i due entreranno in campo. I primi giochi. Le sensazioni iniziali, chi prenderà il comando. Perché sulla terra hai più possibilità di variare un po’ il gioco, sull’erba molte di meno».
I precedenti dicono 8 a 4 in favore di Carlitos. Che, soprattutto, ha vinto le ultime 2 finali di Roma e Parigi.
«Non mi sembra che Jannik sia uscito ridimensionato da quei 2 appuntamenti. Anzi. Soprattutto a Parigi, se l’è giocata benissimo sulla superficie preferita da Alcaraz: è andato molto vicino alla vittoria. Certo, non credo sia uscito felice dal campo. Però penso anche sia rimasto molto contento del livello che ha raggiunta sulla terra, che non è mai stato il terreno più amato».
Sinner ha sottolineato anche i grandi progressi che ha fatto sull’erba: “Servo bene, mi muovo bene”.
«Sicuramente sull’erba cambiano gli stili di gioco. È più faticoso, difendersi. Ci si muove con maggior difficoltà. Soprattutto, il servizio conta un po’ di più e si fa un po’ più fatica a difendersi».
Sul servizio avete lavorato moltissimo, prima di questo appuntamento. Una nuova impugnatura che ha regalato belle sensazioni.
«Solo nel match con Dimitrov è stato condizionato dalla caduta e serviva più piano, peggio. Anche il dritto era più lento. Se giochi piano, per il tuo avversario è più facile variare il gioco. Devi impedirglielo. Anche perché noi pensiamo che Alcaraz cercherà appunto di variare molto, e usare lo slice».
Carlitos punterà a togliere ritmo all’azzurro, insomma. Perché Sinner ha dimostrato – soprattutto con Djokovic – di avere un passo incredibile. Una potenza e una velocità quasi ingiocabili.
«Vediamo. Di sicuro, sarà un’altra bellissima partita».
Ieri pomeriggio il termometro viaggiava intorno ai 32°-34°. Domani dovrebbe essere più nuvoloso. E umido.
«Col caldo la pallina rimbalza di più sull’erba, rispetto a quando è umido. Ma qui Jannik ha giocato delle buonissime partite in tutte le condizioni. Non penso che il meteo farà tanto la differenza».
Il gomito destro sembra a posto.
«Ogni giorno va meglio, anche se quando sei in campo non è facile capire cosa ti sta succedendo. Abbiamo fatto una risonanza e diversi test: Jannik sta gestendo bene la situazione e si sta concentrando su quello che può fare. Antidolorifici? Non voglio parlare di questa cosa qua, però…».
Al Roland Garros il pubblico aveva tifato sfacciatamente - e in alcuni casi in maniera poco sportiva – per Alcaraz.
«Onestamente, non è un argomento che affrontiamo prima di una partita. Preferiamo concentrarci sulla tattica, altre. Sicuramente credo che qui a Wimbledon gli spettatori si comporteranno in maniera diversa. Ci dovremo abituare tutti a vederli sempre in finale: o almeno, lo spero».