✕

La resa di Alcaraz: “Sinner mi ha portato al limite. Non riuscivo a reagire”

Carlos Alcaraz 

Ascolta l'audio

Lo spagnolo dopo la sconfitta: “Mentalmente, è stato davvero difficile. In certi momenti non sapevo cosa fare, perché sentivo che Jannik era migliore di me”
1 minuti di lettura

Londra – Stavolta il torero scatenato è un altro. Dopo due trionfi consecutivi a Wimbledon, Carlos Alcaraz è tornato “picaro”, almeno per una notte, come il piccolo protagonista del Lazarillo de Tormes. Non ha potuto niente contro Jannik Sinner, ieri un gigante che lo ha incastrato in un labirinto alla Borges, con missili al servizio, colpi ferali e classe spietata.

Alcaraz: “Ho dato tutto, ma Sinner è stato incredibile”

Carlito’s Way. «Perdere è sempre una brutta sensazione, ed è ancor peggio quando perdi una finale», dice Alcaraz ai giornalisti dopo la partita. È la prima sconfitta dopo 24 vittorie consecutive, la prima contro Jannik dopo cinque trionfi di fila e la seconda sconfitta dopo 32 match sull’erba da quell’incontro proprio contro Jannik nel 2022 qui a Church Road. «Ma nel complesso sono davvero orgoglioso di tutto ciò che ho fatto nelle ultime quattro settimane sull’erba qui a Londra, Queen’s incluso. Esco da Wimbledon con la testa veramente alta, perché oggi ho dato tutto…

Londra – Stavolta il torero scatenato è un altro. Dopo due trionfi consecutivi a Wimbledon, Carlos Alcaraz è tornato “picaro”, almeno per una notte, come il piccolo protagonista del Lazarillo de Tormes. Non ha potuto niente contro Jannik Sinner, ieri un gigante che lo ha incastrato in un labirinto alla Borges, con missili al servizio, colpi ferali e classe spietata.

Alcaraz: “Ho dato tutto, ma Sinner è stato incredibile”

Carlito’s Way. «Perdere è sempre una brutta sensazione, ed è ancor peggio quando perdi una finale», dice Alcaraz ai giornalisti dopo la partita. È la prima sconfitta dopo 24 vittorie consecutive, la prima contro Jannik dopo cinque trionfi di fila e la seconda sconfitta dopo 32 match sull’erba da quell’incontro proprio contro Jannik nel 2022 qui a Church Road. «Ma nel complesso sono davvero orgoglioso di tutto ciò che ho fatto nelle ultime quattro settimane sull’erba qui a Londra, Queen’s incluso. Esco da Wimbledon con la testa veramente alta, perché oggi ho dato tutto. Ma ho giocato contro qualcuno che ha disputato una partita incredibile».

"Nessuno come me e Jannik”

Ma stavolta Sinner ha prima distorto, poi spezzato la sinfonia di Alcaraz. Curiosità: la sera prima della finale, il fenomeno spagnolo ha mangiato pizza in un ristorante italiano di West London. «È stato un po’ complicato oggi. Bassa percentuale di prime palle. Inoltre ho giocato contro quello che risponde meglio del circuito, senza dubbio. Il servizio è stato un’arma che avrei voluto usare meglio. Ma oggi, coi nervi e tutto il resto, è stato difficile. Devo migliorare sotto questo aspetto».

Carlitos smentisce un calo fisico: «No. Era Jannik che mi metteva sempre al limite in ogni punto. Mentalmente è davvero difficile mantenere la giusta concentrazione, quando vedi l’avversario giocare così bene. In certi momenti non sapevo cosa fare, perché sentivo che lui era migliore di me. Non riuscivo a reagire. Penso che la chiave sia stata la seconda di servizio. Lui rispondeva davvero bene quelle mie seconde palle».

Dopo questa delusione, come evolverà la rivalità di Alcaraz con Sinner? «Sono davvero felice di questa rivalità con lui. È fantastico per noi e per il tennis. Il livello che portiamo in campo è molto alto. Non vedo altri come noi. Sono molto grato di questo perché mi offrirà l’opportunità di dare il 100% in ogni allenamento, ogni giorno, se voglio battere Jannik». Ánimo, Carlitos. Diceva Garcia Lorca: «Mi sono spesso perso, prima di ritrovare il fuoco che tiene tutti svegli».

Leggi i commenti