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L’emozione di mamma Siglinde: “Come sto? Eh, bella domanda”. E quell’abbraccio a papà Hanspeter

Jannik Sinner con la madre

 

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La madre di Sinner parla a “Repubblica” con il marito: “Una grande impresa, bisogna ancora capire cosa è successo...”. Il campione: “Mio fratello qui perché non c’erano gare di F1”. Nessun rappresentante del governo italiano a Wimbledon
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Londra – La prima che incontriamo è mamma Siglinde, all’uscita dal campo centrale di Wimbledon, tra la fiumana di fedeli che lasciano il Vaticano del tennis, direbbe Giorgio Bassani. A Parigi le sue lacrime erano state amarissime. Per questo, spesso Siglinde non ce la fa emotivamente a seguire il figlio. A Roma si dovette allontanare durante la partita contro Tommy Paul.

La gioia della mamma

Ora, invece, il suo volto è dipinto di gioia per il figlio Jannik Sinner, nuovo re di Wimbledon, che l’ha accarezzata appena vinto il match. «Come sto? Eh, bella domanda…», risponde Siglinde a Repubblica, mentre trattiene a fatica la commozione. Dopo tutto quello che è successo al Roland Garros… «Eh sì meglio, molto meglio», racconta la mamma di Jannik con orgoglio e una sfumatura di rivincita, «una volta va così, un’altra volta in un altro modo…». Ma quanto è fiera di suo figlio? «Devo ancora realizzare quello che è successo…». Sorride.

Londra – La prima che incontriamo è mamma Siglinde, all’uscita dal campo centrale di Wimbledon, tra la fiumana di fedeli che lasciano il Vaticano del tennis, direbbe Giorgio Bassani. A Parigi le sue lacrime erano state amarissime. Per questo, spesso Siglinde non ce la fa emotivamente a seguire il figlio. A Roma si dovette allontanare durante la partita contro Tommy Paul.

La gioia della mamma

Ora, invece, il suo volto è dipinto di gioia per il figlio Jannik Sinner, nuovo re di Wimbledon, che l’ha accarezzata appena vinto il match. «Come sto? Eh, bella domanda…», risponde Siglinde a Repubblica, mentre trattiene a fatica la commozione. Dopo tutto quello che è successo al Roland Garros… «Eh sì meglio, molto meglio», racconta la mamma di Jannik con orgoglio e una sfumatura di rivincita, «una volta va così, un’altra volta in un altro modo…». Ma quanto è fiera di suo figlio? «Devo ancora realizzare quello che è successo…». Sorride.

Il sorriso dei Sinner

Avanti, a guidare sua moglie tra la folla, c’è papà Hanspeter: nelle sue braccia si è abbandonato il campione. Molti italiani (ma non solo) riconoscono lui e Siglinde: «Complimenti!», «Viva Jannik!», urlano alla coppia. «Grazie, grazie davvero a vostro figlio», li omaggia una connazionale addetta alla sicurezza a Church Road. I Sinner sorridono, e si godono il momento. Il prode Jannik ha scalato pure questa montagna. Camicia azzurra, pantaloni beige, occhiali da sole da Daft Punk, Hanspeter e sua moglie in abito blu sono le star della calca: «Oh my God, Jannik’s parents!», urla una ragazza inglese.

«No, non posso parlare», ci dice papà Hanspeter, che guada nella folla verso l’All England Lawn Tennis & Croquet Club, per ricongiungersi con Sinner dopo la partita. Ma il momento è storico, epico, unico. Quindi qualche parola se la lascia sfuggire pure il signor Sinner: «È una sensazione bellissima, bellissima…». Ma se lo aspettava da Jannik? «No… non ci avrei mai pensato, sinceramente…». E prima di scomparire: «Beh, è stata un’impresa».

Festa stasera? «Non lo so», risponde mamma Siglinde, seduta lontana dal marito sugli spalti, forse per scaramanzia. Pare che Jannik non sia mai andato in discoteca in vita sua: «Ballare? Non so, qualche volta mi riesce…», risponde lui dopo la partita con una vena di timidezza. Ma contano altre cose. E cioè: «Condividere questo momento con la mia famiglia per me è straordinario», dice dopo la partita «incluso mio fratello Mark», presente a differenza dello scorso weekend causa Formula Uno a Silverstone, «sono momenti emozionanti, anche se non piango…».

L’affaccio dalla terrazza

Ma ecco l’affaccio, attesissimo, dalla terrazza di South West Hall, mentre imbraccia il trofeo d’oro. Il pugno della vittoria. Il pollice in alto. Sotto adoranti italiani, britannici e fan che non avevano il biglietto per accedere a questa impresa. La sicurezza fa fatica a placarli. A differenza del Royal Box dove, secondo alcuni vicini di posto, solo l’ex tennista ceco Kodes tifava per Jannik. Eppure, come nel 2021 per gli Europei di calcio, Londra è tricolore. Poco prima Sinner incontra il principe ereditario William e la principessa Kate, patron del torneo, per poi aggiungere, come apprende Repubblica: «Qui oggi ha vinto l’Italia, e sono molto felice di questo». Poi Jannik spiega loro un po’ di partita e come è riuscito a vincerla. «Congratulations», rispondono i reali. Mentre i principini George e Charlotte ricevono con ammirazione le palline firmate da Jannik.

Membro a vita del club

Ora anche Jannik avrà tutti i privilegi di membro a vita dell’Aeltc, insieme agli altri 565 ammessi di varie categorie. Spogliatoi e bagni privati, campi per tutto l’anno, due posti riservati a vita sul Centre Court, famiglia sempre very welcome. «Finalmente ce l’abbiamo fatta», dice l’ambasciatore italiano Inigo Lambertini, «è stata una emozione fortissima e sono contento di assistere a questa prima storica volta per l’Italia a Wimbledon».

Governo italiano assente

Ma stona l’assenza di un rappresentante del governo italiano in questa giornata leggendaria. Mentre la Spagna ha mandato re Felipe VI e pure il ministro dell’Interno Grande-Marlaska. L’organizzazione di Wimbledon non ha mai ricevuto alcuna richiesta da Roma, fino all’ultimo. Proprio nel giorno della nascita di Giulio Cesare, il 13 luglio (o il 12) del 101 a.C. Il giorno perfetto per riconquistare la Britannia. E l’Olimpo del tennis.

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