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Volandri: “Dopo la sconfitta di Sinner a Parigi si voleva creare un caso”

(agf)

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Il capitano azzurro: “Non ho mai dubitato di lui. Che paura con Dimitrov ma poi non ha più sbagliato nulla”
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Londra – Non ha tremato quando è andato a servire per il match: e non è proprio una cosa banale, quando giochi la tua prima finale a Wimbledon». Filippo Volandri, capitano azzurro, in queste due settimane di Wimbledon non ha perso una partita — e soprattutto, un allenamento — di Sinner, così come degli altri tennisti italiani.

Volandri, nella seconda metà di novembre, Bologna ospiterà le Finals della Davis. Siamo i campioni uscenti. Con una punta così, si può esser ottimisti.

«Quando indossa la maglia della Nazionale, si mette subito a disposizione della squadra. È uno degli aspetti più belli di Jannik: sempre disponibile a far crescere anche gli altri, e il sistema».

Da dove nasce questa rivoluzione del tennis italiano?

«Credo che la finale di Berrettini nel 2021 a Wimbledon sia stata la svolta per il nostro movimento».

Oggi abbiamo 6 italiani nei primi 50 del ranking Atp. Con un “centravanti” come Jannik che non sbaglia un colpo.

«Ha giocato una partita strepitosa, contro Alcaraz. S…

Londra – Non ha tremato quando è andato a servire per il match: e non è proprio una cosa banale, quando giochi la tua prima finale a Wimbledon». Filippo Volandri, capitano azzurro, in queste due settimane di Wimbledon non ha perso una partita — e soprattutto, un allenamento — di Sinner, così come degli altri tennisti italiani.

Volandri, nella seconda metà di novembre, Bologna ospiterà le Finals della Davis. Siamo i campioni uscenti. Con una punta così, si può esser ottimisti.

«Quando indossa la maglia della Nazionale, si mette subito a disposizione della squadra. È uno degli aspetti più belli di Jannik: sempre disponibile a far crescere anche gli altri, e il sistema».

Da dove nasce questa rivoluzione del tennis italiano?

«Credo che la finale di Berrettini nel 2021 a Wimbledon sia stata la svolta per il nostro movimento».

Oggi abbiamo 6 italiani nei primi 50 del ranking Atp. Con un “centravanti” come Jannik che non sbaglia un colpo.

«Ha giocato una partita strepitosa, contro Alcaraz. Soprattutto dal punto di vista mentale».

Alla vigilia del torneo aveva interrotto il suo rapporto col preparatore atletico, Panichi, e il fisioterapista Badio e si è appoggiato ai professionisti dell’Atp e soprattutto della Federazione italiana.

«Il problema al gomito non era una cosa da poco: è stato fatto un lavoro eccezionale, quotidiano, complimenti allo staff medico della Federazione che ancora una volta si è fatto trovare presente. Lui è sempre molto attento a curare anche il minimo dettaglio, ed è quello che poi fa la differenza: dopo il delicatissimo match con Dimitrov non ha sbagliato più nulla».

Si temeva potesse soffrire il contraccolpo della sconfitta nella finale di Parigi.

«Ha giocato la finale del Roland Garros in maniera straordinaria, ma dopo la sconfitta con Bublik a Halle c’era già qualcuno pronto a sollevare un caso Sinner. Noi, vedendolo ogni giorno, non abbiamo mai avuto dubbi. In fondo, 2 anni fa abbiamo vinto una Davis salvando 3 match point in semifinale contro un certo Djokovic. E chi c’era dall’altra parte della rete? Lui, il ragazzo straordinario».

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