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ll nuovo Sinner: “Cambiamenti senza bacchetta magica”

Jannik Sinner in allenamento all'All England Lawn Tennis and Croquet Club (reuters)

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Jannik debutta lunedì sull’erba di Londra: “Bisogna adattarsi al fatto che fa sempre più caldo”. Ancora polemica sui premi
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LONDRA – Viva il re. A guardarlo in volto appena arriva, questo mese senza tennis gli ha fatto bene: viso rilassato, fisico sinuoso come un cigno, il duca bianco di Wimbledon è tornato. Anzi, il re, perché il campione in carica Jannik Sinner vuole conservare l’epico titolo dell’anno scorso. Manca l’infortunato Alcaraz, Djokovic ha 39 anni e lunedì c’è l’esordio contro il serbo Kecmanovic, numero 51 Atp. Ma prima bisogna rialzarsi dal malore di Parigi contro Cerundolo e dalle sue incognite, colpa del caldo che almeno risparmierà Londra la prossima settimana.

Sinner: “È un processo lungo”

"Dopo il Roland Garros, abbiamo fatto dei piccoli cambiamenti negli allenamenti. Ma è un processo lungo. Non ho la bacchetta magica", spiega Sinner in conferenza stampa nel glorioso “All England Lawn Tennis Club” di Church Road. Quando Repubblica gli chiede quali sono stati questi cambiamenti, Jannik risponde: "Posso dire che per esempio…

LONDRA – Viva il re. A guardarlo in volto appena arriva, questo mese senza tennis gli ha fatto bene: viso rilassato, fisico sinuoso come un cigno, il duca bianco di Wimbledon è tornato. Anzi, il re, perché il campione in carica Jannik Sinner vuole conservare l’epico titolo dell’anno scorso. Manca l’infortunato Alcaraz, Djokovic ha 39 anni e lunedì c’è l’esordio contro il serbo Kecmanovic, numero 51 Atp. Ma prima bisogna rialzarsi dal malore di Parigi contro Cerundolo e dalle sue incognite, colpa del caldo che almeno risparmierà Londra la prossima settimana.

Sinner: “È un processo lungo”

"Dopo il Roland Garros, abbiamo fatto dei piccoli cambiamenti negli allenamenti. Ma è un processo lungo. Non ho la bacchetta magica", spiega Sinner in conferenza stampa nel glorioso “All England Lawn Tennis Club” di Church Road. Quando Repubblica gli chiede quali sono stati questi cambiamenti, Jannik risponde: "Posso dire che per esempio abbiamo modificato dei dettagli sul lavoro fisico, facendo una sessione di allenamento molto più lunga, sia in palestra che in campo. Tutto insieme, senza pause come prima, per sentire più cose possibili di quello che provo in campo. Adesso vediamo come reagisco in partita".

Anche Paolini ad ammirare le sue scivolate

In allenamento, intanto, tutto bene. Un’ora e mezza filata dalle 13 sabato, solida e senza soste, contro il polacco Kamil Majchrzak, che l’anno scorso condannò Berrettini. Al fianco di Jannik, i mentori Vagnozzi e Cahill piuttosto silenziosi, oltre a Umberto Ferrara e Alejandro Resnicoff che curano il fisico del fenomeno italiano. Nel campo accanto, l’altra campionessa in carica, la polacca Iga Swiatek. Sugli spalti del complesso di allenamento “Aorangi” anche Jasmine Paolini ad ammirare le celebri scivolate sull’erba del numero uno e pure un sensazionale tweener. Applausi.

Sinner: “Non puoi simulare al 100% quel che capita in partita”

Sinner rimane vago sui test medici cui si è sottoposto a Milano e sulle sue condizioni in queste ultime settimane: "Abbiamo imparato da quanto successo a livello di salute, dovevamo essere sicuri che tutto fosse a posto. Anche perché oramai fa sempre più caldo, in ogni luogo dove gioco, quindi è un tema fondamentale. Abbiamo fatto dei cambiamenti nella mia routine, certo non puoi simulare al 100% quello che può capitare in partita, perché lì devi aggiungere anche la tensione e altri fattori. Sono cambiamenti non enormi, ma credo molto nella differenza che fanno i piccoli dettagli. Al momento siamo soddisfatti".

"Mi piace mettermi in dubbio”

A Parigi abbiamo visto che anche Sinner è fragile come tutti. Lui come l’ha presa? Il 24enne Jannik svia la domanda: "Io ho sempre detto che faccio tutto il possibile per essere la miglior versione di tennista, è una competizione contro me stesso, mi piace mettermi in dubbio. Però è importante avere una vita normale anche fuori dal campo, mi piace ancora moltissimo stare con la mia famiglia, gli amici, è la cosa più importante… ho fatto sacrifici, ma l’obiettivo sarà sempre il tennis, e fin quando giocherò sarà sempre così".

Lo sciopero contro l’organizzazione

Sinner parla per dieci minuti scarsi, perché anche lui come quasi tutti i tennisti (Djokovic a parte) sta scioperando contro l’organizzazione dell’All England Lawn Tennis Club, che destina soltanto il 15% del fatturato ai premi degli sportivi, già aumentati del 20% l’anno scorso a 64 milioni di sterline. Ma per Sinner e gli altri non bastano. Aryna Sabalenka precisa: "Lo facciamo per quelli che guadagnano meno, non per noi big". Jannik non vuole commentare la vicenda con i giornalisti: "Non è solo questione di soldi, ma ora preferisco non rispondere". Intanto i costi di Wimbledon salgono, come scrive il Financial Times, e il suo modello di business è "sotto pressione". Ora però giochiamo.

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