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Mai dire Mondiali, Wimbledon non fa vedere le partite in tv. Ma i tifosi hanno la soluzione

Gli spettatori dell'All England Club non possono vedere le partite dei Mondiali sugli schermi dell'impianto (reuters)

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“Qui pensiamo solo al tennis”, fanno sapere i vertici dell’organizzazione, che vogliono preservare l’atmosfera esclusiva e il silenzio sacro della competizione. I tifosi dell’Inghilterra scelgono allora lo streaming
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Mai dire Mondiali. A Wimbledon il calcio è vietato: le centinaia di televisioni sparse per l’All England Club non possono trasmettere nessuna partita della Coppa del Mondo, neanche quelle dell’Inghilterra. Ordini dall’alto: “Qui siamo concentrati sul tennis. Quindi, come abbiamo fatto in passato, non trasmetteremo altre competizioni”, ha spiegato Sally Bolton, amministratrice delegata dell’impianto, che non vuole snaturare l'atmosfera esclusiva e l'eleganza del torneo più antico e prestigioso.

La soluzione? I cellulari e lo streaming

Ma il fascino del calcio – a casa di chi l’ha inventato – è davvero irresistibile, soprattutto quando gioca l’Inghilterra. I tifosi hanno trovato quindi una soluzione: il cellulare con la diretta streaming dei Mondiali, mentre osservano dal vivo le partite di tennis. Il primo luglio il caso più emblematico, durante il secondo turno tra Barbora Krejcikova e Mirra Andreeva, che si sovrapponeva ai sedicesimi di finale dei Mondiali tra Inghilterra e Cong…

Mai dire Mondiali. A Wimbledon il calcio è vietato: le centinaia di televisioni sparse per l’All England Club non possono trasmettere nessuna partita della Coppa del Mondo, neanche quelle dell’Inghilterra. Ordini dall’alto: “Qui siamo concentrati sul tennis. Quindi, come abbiamo fatto in passato, non trasmetteremo altre competizioni”, ha spiegato Sally Bolton, amministratrice delegata dell’impianto, che non vuole snaturare l'atmosfera esclusiva e l'eleganza del torneo più antico e prestigioso.

La soluzione? I cellulari e lo streaming

Ma il fascino del calcio – a casa di chi l’ha inventato – è davvero irresistibile, soprattutto quando gioca l’Inghilterra. I tifosi hanno trovato quindi una soluzione: il cellulare con la diretta streaming dei Mondiali, mentre osservano dal vivo le partite di tennis. Il primo luglio il caso più emblematico, durante il secondo turno tra Barbora Krejcikova e Mirra Andreeva, che si sovrapponeva ai sedicesimi di finale dei Mondiali tra Inghilterra e Congo. Proprio mentre la ceca stava per vincere il set decisivo sul Centrale di Wimbledon, il tempio londinese del tennis ha preso vita, infrangendo la sacra legge del silenzio. "Forza!", hanno gridato dalle tribune.

Andreeva irritata dal boato dei tifosi dell’Inghilterra

Ma l’esortazione non era certo per Krejcikova: in quel momento, a 6.770 chilometri di distanza, Harry Kane aveva appena segnato il pareggio contro il Congo, spianando la strada alla rimonta inglese. Irritata dal boato, la russa Andreeva ha scosso la testa, mentre l'arbitro richiamava tutti al silenzio. Undici minuti più tardi, tutto l’All England Club ha festeggiato la doppietta di Kane. "Penso proprio che l'Inghilterra abbia segnato”, ha sorriso Coco Gauff, che aveva appena battuto l’argentina Solana Sierra. Il divieto viene quindi aggirato con facilità dai tifosi e il pallone riesce lo stesso a farsi largo tra l’erba di Church Road.

L’organizzazione: “Se usate i telefoni, non vi impediremo di vedere le partite”

"Chiaramente, se le persone hanno i loro telefoni, non gli impediremo di guardare le partite di calcio… ”, ha aggiunto Bolton. Ma l’amore tra il pallone e la racchetta non è mai sbocciato. Due anni fa, durante gli Europei, un’altra celebre interruzione di gioco: era in corso il terzo turno tra Nole Djokovic e Alexei Popyrin e il Centrale di Wimbledon impazzì di gioia, non certo per i colpi spettacolari dei due tennisti: l’Inghilterra aveva appena battuto la Svizzera ai calci di rigore dei quarti di finale. Djokovic comprese subito il motivo dell’esultanza e reagì a modo suo, improvvisando un siparietto che fece il giro del mondo: rincorsa e tiro di un rigore immaginario. Il rivale Popyrin alzò le braccia fingendo una parata, suscitando le risate del pubblico. “Ho provato a sorprenderlo con il mancino, ma Alexei ha parato bene”, scherzò Nole dopo la partita. Per il fuoriclasse serbo non c’è nulla di profano in tutto questo: “È normale che le persone guardino in contemporanea le nostre partite e quelle della loro Nazionale. È la febbre calcistica di questo periodo”, il suo commento. A due anni di distanza, non è cambiato nulla: il divieto prosegue e l’alternativa è sempre la stessa: il cellulare.

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