Cobolli travolto a sorpresa da Fery. Il battibecco con il padre: “Cosa vuoi che ti dica?”
dal nostro inviato Massimo CalandriLondra – Ahi, Flavio: che peccato: reduce dalla finale del Roland Garros, dopo aver raggiunto per la seconda volta consecutiva i quarti di Wimbledon, Cobolli si è buttato via, prigioniero delle proprie incertezze e di troppi errori, soggiogato da un avversario – Arthur Fery, entrato nel tabellone principale solo grazie a una wild card – che giocava in casa e sulle ali dell’entusiasmo ha annullato le differenze di rango (ci sono 104 posizioni di differenza tra i 2, nella classifica Atp). Sostenuto dal pubblico, l’inglese ha vinto in soli 3 set (6-4, 7-6. 6-0) e vola in semifinale, dove venerdì incontrerà il tedesco Sasha Zverev, che ha battuto l’americano Fritz. Per l’azzurro una lezione durissima. Ma il percorso nel torneo resta comunque positivo: da lunedì raggiungerà la nona posizione nel ranking mondiale, mai così in alto.
LA DIRETTA DEL MATCH
La favola Fery, wild card come Ivanisevic (che vinse il torneo)
Basta guardare al numero di errori non forzati commessi da “Cobbo”, per rend…
Londra – Ahi, Flavio: che peccato: reduce dalla finale del Roland Garros, dopo aver raggiunto per la seconda volta consecutiva i quarti di Wimbledon, Cobolli si è buttato via, prigioniero delle proprie incertezze e di troppi errori, soggiogato da un avversario – Arthur Fery, entrato nel tabellone principale solo grazie a una wild card – che giocava in casa e sulle ali dell’entusiasmo ha annullato le differenze di rango (ci sono 104 posizioni di differenza tra i 2, nella classifica Atp). Sostenuto dal pubblico, l’inglese ha vinto in soli 3 set (6-4, 7-6. 6-0) e vola in semifinale, dove venerdì incontrerà il tedesco Sasha Zverev, che ha battuto l’americano Fritz. Per l’azzurro una lezione durissima. Ma il percorso nel torneo resta comunque positivo: da lunedì raggiungerà la nona posizione nel ranking mondiale, mai così in alto.
LA DIRETTA DEL MATCH
La favola Fery, wild card come Ivanisevic (che vinse il torneo)
Basta guardare al numero di errori non forzati commessi da “Cobbo”, per rendersi conto di cosa è accaduto: 41, contro i 15 dell’altro. Il romano ha servizio il 60% di prime palle, ed è stato pochissimo incisivo sulle seconde: solo il 34% vincenti, contro il 65% di Fery, che è sembrato subito ispiratissimo e ha comandato per tutte le due ore e quarto di gioco. «Semplicemente non ci posso credere. Avevo già battuto Flavio in Australia a gennaio, e avevo fiducia di poter fare bene. Però l’emozione è stata fortissima». Nella storia, solo un'altra wild card aveva raggiunto le semifinali sui prati di Church Road: Goran Ivanisevic, che quell’anno vinse il torneo (ed era 124 Atp, Arthur oggi è ancora 114). «Cosa posso dire? È tutto nuovo, per me. Spero solo di andare più avanti possibile».
Flavio, 41 errori non forzati: ma lunedì sale al 9° posto Atp
Quella di Fabio è stata una partita a inseguire fin dal primo scambio. Solo al settimo gioco del primo set “Cobbo” è stato davanti, con una preziosissima palla break che magari avrebbe potuto indirizzare il match in un certo modo, invece è stata buttata via. E allora il servizio lo ha strappato Fery all’azzurro, alla prima occasione ne decimo game: 39 minuti di gioco, 6-4 per il ragazzo cresciuto a due passi da Wimbledon. Nel secondo set, mentre gli organizzatori dell’All England Club facevano scorrere piano piano di qualche metro il tetto del Center Court, in modo che la Regina Camilla non rimanesse sotto il sole, il tennista romano aveva subito reagito togliendo la battuta all’altro, ma perdendola poco dopo a sua volta. Il pubblico a ogni colpo vincente di Arthur esplodeva di gioia, il giudice di sedia invitava a non stappare lo champagne durante gli scambi. Nella seconda frazione i due si sono alternati nel punteggio, ma sempre con Flavio un pochino più in affanno, fino al tie-break: e qui Fery ha avuto la meglio nettamente. «Devi metterti in competizione con lui, fatti sentire!», urlava dal box papà Stefano, l’allenatore. il figlio ha ribattuto: «Ma tu dimmi qualcosa». E il padre: «E cosa ti devo dire?». A quel punto il tennista romano aveva commesso il triplo di errori non forzati rispetto all’inglese, sembrava ormai in balìa di sé stesso: dopo aver ceduto il gioco iniziale, ha annullato 4 palle break nel suo turno successivo. Ma si è arreso alla quinta. Ed è crollato, cedendo a zero il terzo set e lasciando mestamente lo stadio.
Cobolli: “Non sono abbastanza umile”
Dopo la partita Cobolli ha ammesso: “Forse hanno ragione quelli del mio team quando dicono che non sono stato abbastanza umile. In campo non riuscivo a cambiare le cose: avevo bisogno di aiuto, mi sentivo solo. Mi sentivo impotente, e ho sfogato la mia frustrazione prendendomela con mio padre, che non se lo merita. Giocavo contro un avversario fuori dalla Top100, reduce da una partita-maratona: ero sicuro che sarebbe stato il mio giorno. Invece lui è stato eccezionale e io non ho espresso neppure il 50% del mio tennis”. E ancora: “Non è la prima volta che perdo con avversari molto lontani da me in classifica. Non li sottovaluto, ma evidentemente succede qualcosa nel mio inconscio. Devo imparare a gestire i match in cui dicono che sono favorito. “Sono molto triste. Proverò a resettare, anche se adesso fa male. Ma sono comunque fiero del mio torneo, alla vigilia avevo dei dubbi”.