✕

Sinner travolge Djokovic con un triplo 6-4 ed è in finale a Wimbledon. Giocherà contro Zverev

Ascolta l'audio

Semifinale senza storia a Londra: il n. 1 al mondo non dà chances al serbo. Domenica affronterà il tedesco per confermare il titolo del 2025
2 minuti di lettura

Londra – Tre set a zero, triplo 6-4. Un Sinner praticamente perfetto – glaciale, nell’afa dell’All England Club – ha liquidato Sua Maestà Djokovic in appena 2 ore e 20 minuti: Jannik, campione in carica, è in finale a Wimbledon per il secondo anno consecutivo. Domenica se la vedrà con Zverev, che nel frattempo è salito al secondo posto del ranking Atp, complice il lungo infortunio di Alcaraz. Lo spagnolo, grande assente, sembra l’unico in grado davvero di impensierire il fenomeno azzurro, che sull’erba di Church Road – dal primo, sofferto match con Kecmanovic alla impressionante prestazione odierna – è stato protagonista di uno strepitoso crescendo. Oggi ha servito il 65% di prime palle con l’88% di vincenti (!),16 ace e nessun doppio fallo. Djokovic, che ha costruito una carriera straordinaria sulla risposta, non ha mai visto la pallina. Ma l’italiano è stato anche efficace nell’opporsi alla battuta dell’altro (66% di vincenti sulla seconda), ha messo a segno 40 vincenti contro i 26 …

Londra – Tre set a zero, triplo 6-4. Un Sinner praticamente perfetto – glaciale, nell’afa dell’All England Club – ha liquidato Sua Maestà Djokovic in appena 2 ore e 20 minuti: Jannik, campione in carica, è in finale a Wimbledon per il secondo anno consecutivo. Domenica se la vedrà con Zverev, che nel frattempo è salito al secondo posto del ranking Atp, complice il lungo infortunio di Alcaraz. Lo spagnolo, grande assente, sembra l’unico in grado davvero di impensierire il fenomeno azzurro, che sull’erba di Church Road – dal primo, sofferto match con Kecmanovic alla impressionante prestazione odierna – è stato protagonista di uno strepitoso crescendo. Oggi ha servito il 65% di prime palle con l’88% di vincenti (!),16 ace e nessun doppio fallo. Djokovic, che ha costruito una carriera straordinaria sulla risposta, non ha mai visto la pallina. Ma l’italiano è stato anche efficace nell’opporsi alla battuta dell’altro (66% di vincenti sulla seconda), ha messo a segno 40 vincenti contro i 26 dell’avversario. Se continua a giocare così, chi potrà fermarlo? Zverev il mese scorso a Parigi si è preso il primo Slam della carriera, è ispiratissimo: ha perso gli ultimi 9 scontri diretti con Jannik, ma ci vuole provare.

LA DIRETTA DEL MATCH

Jannik sorride: “Ho alzato ancora il livello”

Jannik sorride al termine dell’incontro: «Giocare un’altra finale, nel torneo più speciale, e dopo aver battuto Novak che è stato ed è una ispirazione per tutti, è stata una sensazione incredibile». Non c’è stata partita: «Le nostre sfide sono sempre dure, ho imparato molto dall’ultima sconfitta in Australia e ho aggiustato un paio di cose, anche dopo averlo osservato nella partita con Auger-Aliassime: sono stato molto aggressivo e ho cambiato spesso la battuta, perché lui ha la migliore risposta del circuito». È migliorato un match dopo l’altro. «Sull’erba è diverso, ti devi adattare: ma sono felice di avere alzato il livello, sono contento che la squadra mi abbia spinto fin quassù». Gli chiedono un commento su tutte le stelle della moda presenti nel Royal Box, a partire dall’amica Anne Wintour, direttrice di Vogue. Gli scappa da ridere: «Mi piace la moda, ma in questo momento per me la cosa più importante è giocare a tennis e mettere le palline dentro il campo. Però, grazie per il sostegno del pubblico».

Sedici ace, e nessun doppio fallo

Nel primo set Jannik ha avuto un’occasione nel quinto gioco per togliere il servizio a Novak, che in qualche modo ha rimediato. Ma dopo 34 minuti – sul 4-4, servizio Djokovic – è bastato che Nole alzasse per un istante il piede dall’acceleratore perché arrivassero due opportunità: fallita la prima con uno smash in rete, l’azzurro ha chiuso i conti con la seconda, passando l’avversario con un rovescio lungolinea chirurgico. Concentratissimo, il numero 1 del mondo si è preso il primo set 5 minuti più tardi, costringendo il serbo a sbagliare su un suo attacco di dritto. Nella seconda frazione, l’impressione è stata subito di Djokovic sempre in leggero ritardo e costretto a inseguire negli scambi da fondo, con l’azzurro implacabile di dritto e più rapido negli spostamenti. Il serbo è stato obbligato ai giochi di prestigio per venire a capo di due palle break concesse nel quinto gioco. Altre due possibilità al giro seguente, e questa volta Sinner si è messo in tasca il servizio dell’altro con una palla corta che – dopo un’ora e 19 minuti di gioco – è sembrata indirizzare la partita in modo chiarissimo. Anche questa volta alla fine è stato un 6-4, forse ancora più netto del risultato in sé. Nel terzo set, subito break del ragazzo dai capelli rossi. Quando Nole ha avuto una palla per restituirgli la cortesia, Jannik ha risposto con un ace. Ingiocabile. Qualcuno gli ha gridato dal pubblico: «Novak, sei il più forte!», lui ha risposto – con un sorriso rassegnato – «Forse qualche anno fa». Il serbo annulla un’altra palla break. Però a un certo punto rinuncia. Si arrende. Jannik chiude con un game a zero. E questa partita sembra un passaggio di consegne tra una leggenda e un campione che promette di diventarlo.

L'abbraccio tra Sinner e Djokovic a fine partita 

Leggi i commenti