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Linda Noskova vince Wimbledon, battuta Muchova nella finale tutta ceca

Linda Noskova (reuters)

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Primo Slam in carriera per la 21enne di Bystricka. La dedica alla mamma scomparsa due anni fa
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LONDRA – Linda Noskova, 21 anni, è la nuova regina di Wimbledon. Una finale conquistata dopo una dura lotta contro la connazionale Karolina Muchova - numero 9 al mondo e finalista al Roland Garros nel 2023 - e alla fine vinta 6-2, 5-7, 6-3, dopo due ore e 27 minuti di gioco. È la terza tennista ceca che vince in quattro anni a Church Road, dopo Vondrousova e Krejcikova per quello che è un dominio acclarato della Repubblica Ceca all’All England Lawn Tennis Club. Noskova ha dedicato la vittoria alla mamma scomparsa due anni fa: “È stato bello condividere questa finale con Karolina Muchova che è mia amica. Grazie a mio papà, che è venuto qui. La dedica di questa vittoria va a mia mamma. Non volevo piangere”, ha detto mandando un bacio al cielo. Ad applaudirla in tribuna, anche loro in lacrime, Martina Navratilova, nove volte vincitrice a Wimbledon e Petra Kivtova.

Il primo set

Noskova, numero 12 del mondo e con due titoli Wta alle spalle nel singolo e uno nel doppio, ha conquistato la vi…

LONDRA – Linda Noskova, 21 anni, è la nuova regina di Wimbledon. Una finale conquistata dopo una dura lotta contro la connazionale Karolina Muchova - numero 9 al mondo e finalista al Roland Garros nel 2023 - e alla fine vinta 6-2, 5-7, 6-3, dopo due ore e 27 minuti di gioco. È la terza tennista ceca che vince in quattro anni a Church Road, dopo Vondrousova e Krejcikova per quello che è un dominio acclarato della Repubblica Ceca all’All England Lawn Tennis Club. Noskova ha dedicato la vittoria alla mamma scomparsa due anni fa: “È stato bello condividere questa finale con Karolina Muchova che è mia amica. Grazie a mio papà, che è venuto qui. La dedica di questa vittoria va a mia mamma. Non volevo piangere”, ha detto mandando un bacio al cielo. Ad applaudirla in tribuna, anche loro in lacrime, Martina Navratilova, nove volte vincitrice a Wimbledon e Petra Kivtova.

Il primo set

Noskova, numero 12 del mondo e con due titoli Wta alle spalle nel singolo e uno nel doppio, ha conquistato la vittoria, sotto gli occhi della principessa Kate patrona di Wimbledon, con un gioco vario, solido e irresistibile, tra drop, passanti imprendibili, un servizio inappuntabile e persino palle corte tagliate con il rovescio a due mani. Il break nel primo set porta subito Noskova avanti 3-1, capitalizzato con un 4-1 grazie a una gran palla corta. Sul 5-2, Muchova, sul suo servizio annulla anche tre set point, ma nulla può su un gran lob di Noskova che chiude il set sul 6-2.

La principessa Kate 

Il secondo set

Cerca di resistere Muchova, una carriera tormentata da infortuni e alla sua prima finale a Wimbledon nonostante soffra di un’allergia all’erba combattuta con pillole, spray e colliri. Noskova sale velocemente 5-2 strappando il servizio alla rivale nel sesto game, spreca tre match point, poi un quarto in un game lunghissimo in cui Muchova fa il break alla settima opportunità (5-4). Muchova continua a giocare con grande coraggio e riesce ad annullare un altro match point di Noskova, che intanto è sempre più imprecisa steccando continuamente dritti, e anche per questo Muchova conquista un clamoroso break che la porta per la prima volta in vantaggio sul 6-5. La 29enne di Olomuc, figlia del calciatore Josef Mucha, non perdona con autorevolezza porta a casa il set con un inaspettato 7-5.

Il terzo set

Nel terzo set Noskova sembra riprendersi, anche se non è dirompente come nel primo. Si porta sull’1-0 al servizio e poi riesce anche a strappare di nuovo il break a Muchova, che continua a combattere e ha l’opportunità del controbreak ma la connazionale ha ripreso forza e si porta sul 3-0. La partita ora sembra finita, ma resta entusiasmante e piena di grandi colpi tecnici, a differenza del primo, e, senza altri break, Noskova conquista il titolo vincendo l’ultimo set 6-3. È la terza tennista nell’era open a vincere Wimbledon tra le donne dopo aver salvato almeno un match point nelle partite precedenti, come avevano già fatto Venus Williams nel 2005 e la sorella Serena nel 2009. Noskova ne ha cancellato uno al terzo turno contro la rumena Sorana Cirstea, testa di serie numero 17.

Linda Noskova al termine del match (afp)

Era una finale difficile da prevedere, la prima tutta ceca nella storia di Church Road e anche la prima volta dal 2009 che due tenniste della stessa nazione si sono affrontate nella finale del singolare femminile di Wimbledon, quando Serena Williams sconfisse la sorella Venus. Prima del match, Noskova e Muchova erano appaiate al primo posto per numero di vittorie a livello WTA sull’erba in questa stagione (11 successi e una sola sconfitta), mentre Muchova si era aggiudicata l’unico precedente tra le due contendenti, disputato al terzo turno degli US Open 2025.

Noskova ha ammesso l’altro giorno di avere moltissime scaramanzie: “Ne ho così tante che non saprei nemmeno da dove cominciare, non vorreste saperlo”, ha rivelato alla vigilia della finale di oggi, “saranno 20 o 30 cose diverse nell’arco della giornata. Sento che ormai è diventata una malattia. Seguo sempre le stesse routine al mattino, mangio praticamente lo stesso pranzo, uso lo stesso bagno, lo stesso lavandino, praticamente tutto uguale. Quindi non cambierò assolutamente nulla”.

Noskova e Muchova (reuters)

Come detto, la sfida tra Muchova e Noskova è stata la prima finale tutta ceca nella storia di Wimbledon, ma ha rappresentato anche l’ennesimo capitolo di una lunga tradizione di giocatrici di Praga e dintorni che hanno espresso meravigliosamente il loro talento sull’erba. A dare il via alla tradizione fu Martina Navratilova, tra le più grandi tenniste di tutti i tempi, che conquistò il primo dei suoi nove titoli record a Wimbledon nel 1978 - anche se, quando affrontò Hana Mandlikova nella finale del 1986, gareggiava ormai ufficialmente come cittadina statunitense. Ma poi anche Jana Novotna trionfò nel 1998, Petra Kvitova vinse due volte, nel 2011 e nel 2014, mentre Marketa Vondrousova si impose nel 2023 e Barbora Krejcikova nel 2024.

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