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Sinner: il ballo con Linda Noskova, le vacanze, poi il sogno di fare il pieno di Masters 1000

(agf)

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Primo giorno di relax per il campione di Wimbledon in attesa di una seconda parte di stagione che si preannuncia intensissima
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Londra – Le vacanze di Janniksono appena cominciate, dopo il primo ballo di ieri sera con Linda Noskova al tradizionale Champion’s Dinner che segue la premiazione di Wimbledon. Una settimana meritatissima, con la famiglia e Laila, la fidanzata. Tutto suggerisce che tornerà ad allenarsi lunedì prossimo a Montecarlo. «Non vedo l’ora: ci sono tante piccole cose che posso migliorare. Ma adesso, staccare per qualche giorno e vivere una vita normale mi farà bene». Nel mirino c’è il Masters1000 di Montreal: si comincia il primo di agosto. Il sogno non confessato è quello di essere il primo tennista nella storia a vincere tutti e 9 i Masters1000 in un anno. Per ora, si è messo in tasca i primi 5 appuntamenti della stagione: Indian Wells e Miami a marzo, Montecarlo ad Aprile, Madrid e Roma a maggio. Ora di potrebbe ripartire dal Canada, poi Cincinnati, Shanghai e Parigi. «Ne riparliamo tra qualche giorno: ci sono tante opzioni, non voglio pensare con troppo anticipo a quello che sarà». Ne hann…

Londra – Le vacanze di Janniksono appena cominciate, dopo il primo ballo di ieri sera con Linda Noskova al tradizionale Champion’s Dinner che segue la premiazione di Wimbledon. Una settimana meritatissima, con la famiglia e Laila, la fidanzata. Tutto suggerisce che tornerà ad allenarsi lunedì prossimo a Montecarlo. «Non vedo l’ora: ci sono tante piccole cose che posso migliorare. Ma adesso, staccare per qualche giorno e vivere una vita normale mi farà bene». Nel mirino c’è il Masters1000 di Montreal: si comincia il primo di agosto. Il sogno non confessato è quello di essere il primo tennista nella storia a vincere tutti e 9 i Masters1000 in un anno. Per ora, si è messo in tasca i primi 5 appuntamenti della stagione: Indian Wells e Miami a marzo, Montecarlo ad Aprile, Madrid e Roma a maggio. Ora di potrebbe ripartire dal Canada, poi Cincinnati, Shanghai e Parigi. «Ne riparliamo tra qualche giorno: ci sono tante opzioni, non voglio pensare con troppo anticipo a quello che sarà». Ne hanno parlato ieri sera, ne riparleranno oggi. A differenza dello scorso anno, prima della tappa canadese ci sono 3 (e non 2) settimane di stop: si può fare. A metà del percorso, a settembre, c’è il quarto Slam del 2026: gli Us Open. Consapevoli che la presenza di Alcaraz è ancora in dubbio. Rivedremo il “vero” Carlos solo il prossimo anno? «Spero che torni prima possibile: perché è un grande amico, ma anche perché – così come Zverev – mi aiuta ad alzare ogni giorno i miei limiti.

Jannik, una carriera senza limiti

Ecco: i limiti. Dove può arrivare questo ragazzo straordinario, che il mese prossimo compirà solo 25 anni? Con la doppietta di Wimbledon, quella australiana e un successo a New York, si è già messo in tasca 5 titoli Major. «Avrà una carriera lunga e ricca di successi e avrà tante altre occasioni per vincere Slam. Non credo che questo fosse più importante degli altri, ma posso dire che vincerlo è stato davvero qualcosa di speciale», diceva ieri sera Darren Cahill. I fantasmi del Roland Garros, quel mezzo collasso che gli è costato la sconfitta con Cerundolo, sono alle spalle. «Quello che è successo a Parigi fa parte dello sport. Non abbiamo una spiegazione precisa. È tornato a lavorare, ha fatto tutti gli esami necessari e ha apportato qualche modifica alla preparazione, soprattutto per affrontare meglio le giornate molto calde», continua il supercoach di origine australiana. «Continuerà a progredire: almeno fino ai 28 anni», ha sempre detto Cahill. E poi, gestirà quel livello. Un tempo sognavamo un italiano in finale all’All England Club. Oggi, ci domandiamo se potrà battere il primato di Federer, 8 titoli sull’erba di Church Road.

Vagnozzi e i segreti di un servizio formidabile

Simone Vagnozzi è il tecnico che dal 2022 ha accompagnato l’evoluzione tecnica di Jannik. Ieri sera, a Wimbledon, ha pianto, «Solo un pochino», confessa. Ha raccontato che questo successo è «molto più complesso» di quello dello scorso anno. «Sul servizio ha fatto dei miglioramenti enormi», spiega. «Abbiamo cominciato a lavorarci seriamente dopo la sconfitta con Alcaraz negli Us Open dello scorso anno. In passato. Qualcosa era già cominciato dopo Parigi, ma Jannik non era troppo convinto. Poi, ha accettato». Tanti piccoli – fondamentali – dettagli: della palla è più vicino. L’appoggio del piede perno: prima era un movimento brusco, quasi una frenata, ora arriva, appoggia e spinge. I tempi sono diversi, c’è una grandissima attenzione a trovare gli angoli giusti. Non è la battuta più potente, ma è più precisa. E anche la seconda di servizio è migliorata tanto. Ogni giorno con lui devo calibrare le cose: fare in modo che sia decisivo nei momenti giusti. E lui ha il carattere perfetto, per recepire tutti questi suggerimenti».

Ora la vacanza, pensando a una carriera più lunga

Però, ora è giusto lasciarlo andare. Almeno per una settimana. «Non è più il ragazzo di qualche anno fa, che viveva solo di tennis. È cresciuto, ci sono altre cose. Ed è bene che prenda il tempo che gli serve, per recuperare». Vagnozzi è come un fratello maggiore. «Io e Darren dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo a lungo: perché se la sua vita fosse solo tennis – 24 ore al giorno, per 365 giorni l’anno – non raggiungerebbe la lunga carriera cui invece tutti puntiamo». A proposito: Cahill lo scorso anno perse la scommessa con Sinner, e restò un altro anno. Questa volta, niente puntate: se ne andrà a fine 2026? « Il mio impegno è fino alla fine del 2026. Poi vedremo. Avevo detto che avrei smesso alla fine del 2025, ma ho cambiato idea. Arriviamo alla fine della stagione e poi ci siederemo insieme per capire quale sarà la soluzione migliore per Jannik», taglia corto Darren. E Simone: «Io e Cahill siamo una bella coppia, ci integriamo perfettamente. Ma se lui dovesse smettere, sicuramente arriverà qualcun altro. Da solo, non ce la faccio».

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