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Kubica ferito in un rally
la carriera è a rischio

Il pilota polacco della Renault ha perso il controllo della sua Skoda Fabia durante una prova di trasferimento. L'auto è andata a schiantarsi sul muro di una chiesa. Il pilota ha fratture multiple e rischia di perdere una mano. Illeso il navigatore

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GENOVA - Il pilota polacco Robert Kubica, 26 anni, è rimasto gravemente ferito intorno alle 9 di questa mattina durante una prova di trasferimento del Rally delle Ronde di Andora, in provincia di Savona. Un intervento chirurgico di sette ore ha ridotto le fratture e un' emorragia interna. A Kubica sono stati diagnosticati traumi multipli e diverse fratture, la più grave alla mano destra, ma anche al femore e al polso. La prognosi è riservata ma il pilota non sarebbe in pericolo di vita anche se i medici non si sbilanciano sulla possibilità di recupero della funzionalità della mano destra, indispensabile per tornare al volante di una monoposto. "I chirurghi hanno cercato di ripristinare la funzionalità della mano destra. Hanno rivascolarizzato l'arto e riparato l'impianto osseo, hanno dovuto pensare alle funzioni muscolari ma Robert ha una tempra molto forte e ce la farà". Lo ha detto il manager di Robert Kubica uscendo dall'ospedale di Pietra Ligure.

INTERVENTO DI SETTE ORE - L'equipe del professor Igor Rossello ha terminato l'intervento sulla mano del pilota di Formula 1, Robert Kubica dopo sette ore.Il professor Rossello si è detto moderatamente soddisfatto. La mano del pilota, parzialmente tranciata, è stata rivascolarizzata e le fratture sono state ricomposte. Saranno necessari alcuni giorni per capire se l'arto, da un punto di vista neurologico e vascolare, sarà in grado di tornare ad una completa funzionalità. Al pilota è stata ricomposta anche la frattura di una gamba. In sala operatoria si sono alternate due equipe di chirurghi che hanno operato ininterrottamente per oltre sette ore. Robert Kubica è stato trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Pietra Ligure. La prognosi resta riservata.

L'INCIDENTE - Kubica, prima guida della Lotus Renault per il mondiale di Formula uno al via il 13 marzo in Barhain, era per la prima volta alla guida di una vettura della categoria Super2000, una Skoda Fabia, quando ha perso il controllo sull'asfalto umido su un falsopiano a 4,6 chilometri dallo start della Ronde, in località San Lorenzo nel comune di Testico. L'auto è uscita di strada a velocità sostenuta schiantandosi contro il muro di una chiesetta. Il navigatore di Kubica, Jacub Gerber, è uscito illeso dall'auto mentre il pilota polacco è rimasto all'interno dell'abitacolo.

Kubica è poi stato estratto dalla sua Skoda ancora cosciente dagli uomini della pubblica assistenza del 118 che assistevano la corsa. Il pilota è stato intubato e stabilizzato in attesa dell'arrivo dell'elicottero dei vigili del fuoco che hanno trasportato sul luogo dell'incidente il medico: Kubica è stato sottoposto a tac dai medici ortopedici dell'ospedale Santa Corona.

ALONSO ALL'OSPEDALE - Il pilota della Ferrari, Fernando Alonso, è arrivato all'ospedale "Santa Corona" di Pietra Ligure per far visita al collega Robert Kubica, ricoverato dopo il brutto incidente di stamattina, nella seconda edizione del Rally "Ronde di Andora". Su quanto accaduto al pilota della Renault è tornato il suo agente, Daniele Morelli. "E' stata una leggera sbandata ma poi il guardrail ha fatto rimbalzare la macchina che è andata a sbattere sullo stesso guardrail in un punto in cui si interrompeva - racconta - e il guardail, anzichè fare da protezione, si è infilato dentro la macchina".

LA LOTUS LO ASPETTA - Ansia mista a sgomento, a cominciare dalle reazioni del capo della Lotus Renault Eric Boulier (scuderia nella quale Kubica è approdato l'anno scorso proveniente dalla Bmw Sauber), informato ora per ora sulle condizioni del polacco, operato per arrestare un' emorragia interna, ridurre le fratture e salvare la mano spappolata. "E' una persona a cui vogliamo molto bene, siamo estremamente tristi e ovviamente scioccati - ha detto Boulier - quello che sappiamo è che ha delle fratture multiple. La sua mano è spappolata ma non è irrecuperabile. L'attuale stato di salute di Kubica gli lascia "poche possibilità " di partecipare all'inizio della stagione, ha concordato Boulier, che però si è rifiutato di parlare di possibili sostituti. "E' disdicevole e troppo presto per pensarci. Bisognerà sapere per quanto tempo sarà indisponibile prima di prendere questo tipo di decisioni".  Ma di fatto la Lotus Renault ha due piloti di riserva, ovvero il brasiliano Bruno Senna, nipote del compianto Ayrton, e il francese Romain Grosjean. E il primo più del secondo, per esperienza e Gp corsi, appare in pole rispetto al compagno di scuderia.

KUBICA E I RALLY - Robert Kubica è arrivato a Andora venerdì e si era ritrovato con alcuni amici in due discoteche di Alassio e Diano san Pietro dove aveva incontrato molti amici dei rally che non vedeva da tempo. Il pilota era iscritto al rally Ronde di Andora con una Skoda Fabia, con la quale avrebbe dovuto correre anche al rally di Montecarlo. Qui però la sua scuderia, la Renault, aveva posto il veto. "Il mio lavoro principale d'altronde è essere pilota in Formula uno" aveva detto ieri confermando che dopo il rally di Andora e un breve periodo di vacanza, sarebbe poi partito per Jerez de la Frontera, dove era atteso per i test sulla sua Renault. A Valencia, nei primi test stagionali che si sono svolti questa settimana, la Renault del polacco era stata la più veloce. Il rally di Andora era, per Kubica, un ottimo test: quattro prove cronometrate ad anello con partenza da Armati (frazione di Stellanello), salita verso Testico, saliscendi fino all'incrocio per Paravenna e volata finale attraverso San Damiano e Villalunga.

KUBICA E WOJTILA - Kubica ebbe un altro grave incidente nel giugno del 2007, durante il Gran premio del Canada: la sua Bmw Sauber si schiantò su un muretto a 270 chilometri orari (le foto). Il pilota se la cavò con la frattura di una gamba e meno di un mese più tardi era di nuovo in pista. "E' stato un miracolo, mi ha salvato Giovanni Paolo II", aveva ammesso lo stesso Kubica, originario di Cracovia e devoto di Papa Giovanni Paolo II al punto da dedicargli una frase sul suo casco.

Un anno fa, per la precisione il 7 febbraio, il commissario tecnico della nazionale azzurra di ciclismo, Franco Ballerini, morì in un incidente durante un rally in provincia di Pistoia.
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