MELBOURNE - Poche ore e si saprà se la nuova Formula Uno è un frullatore con tanti ingredienti come quella dell'anno scorso, sette vincitori diversi nei primi sette gran premi, oppure è un circolo ristretto, con un duello annunciato, la Red Bull contro la Ferrari, Vettel a caccia del quarto titolo consecutivo contro Alonso che con la rossa mai è salito sul tetto del mondo, e gli altri rivali destinati a guardare. Poche ore e con le prime libere di Melbourne in Australia, in scena nella notte italiana, si capirà quali influenze potranno avere le tante incognite di queste stagione, in apparenza poco rivoluzionata, per via di regole abbastanza simili a quelle del 2012, ma in realtà foriera di dubbi e ansie nei piloti per via dei pochi test effettuati (appena dodici giorni in tre sessioni) e per le nuove gomme Pirelli, dal comportamento totalmente sconosciuto.
Si riparte dall'assalto a Vettel, e questa è la costante, visto che il tedesco sta diventando vecchio a suon di trionfi, ora ha quasi ventisei anni, ma dal 2010 ai rivali non lascia che le briciole. Lui sostiene di non essere ancora sazio, tanto è vero che ha soprannominato la sua vettura "Heidi affamata", a sottolineare quell'incredibile voglia di vincere che ancora lo attanaglia, ma sono gli altri, a partire dai tifosi della Ferrari, ad essere stufi e a sognare che il monopolio finalmente sia interrotto. Fra tutti chi pare crederci di più è proprio Alonso, il predestinato alla successione, il pilota chiamato ad azzerare questo ciclo incredibile e a mettere sul trono un altro marchio. Lo spagnolo, come in tutte le vigilie, gioca al coperto, sostiene di non sapere a quale livello sia la sua vettura, "però nei test abbiamo svolto un buon lavoro e arriviamo in Australia al cento per cento del nostro potenziale", e afferma che sono almeno cinque le squadre e dieci i piloti in grado di vincere la prima gara. Poi però giura "che non ci sarà più l'equilibrio dell'anno scorso" e con certi sguardi ammiccanti fa capire di sentirsi molto forte con la nuova Ferrari, "duecento volte migliore della vecchia".
Solo la pista potrà dire se l'ottimismo dei due protagonisti annunciati, ma anche di Hamilton al debutto con la Mercedes o del sornione Raikkonen con l'imprevedibile Lotus, è giustificato, come solo l'asfalto rivelerà se è vero che quest'anno in gara, con le fragili (volutamente) gomme Pirelli, ci saranno tantissimi pit stop, e se in qualifica la limitazione del Drs (utilizzato solo in pochi punti, come in gara, e non in maniera costante come nella stagione passata) potrà creare sconquassi oppure continuerà a porre la Red Bull su un inarrivabile piedistallo. La prova pratica, verso la quale il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli, emetterà i giusti verdetti, per ora in questa incandescente vigilia ci sono solo le parole, a cominciare dalle schermaglie fra Alonso e Vettel, due che non si amano, e non riescono a fingere nemmeno quando nella prima conferenza stampa, davanti agli occhi del mondo, i politicamente corretti li vorrebbero amici e sinceri. Vettel, giusto per fare uno sforzo, ha invitato lo spagnolo a bere assieme una Red Bull, "perché io il caffè non lo amo", Alonso ha risposto che il tedesco è un grande campione, ma che lui è abituato a frequentare altra gente.
Entrambi si giustificano evidenziando la generazione diversa, ma fra i due ci sono solo sei anni e tale alibi ripara meno di una foglia di fico. In realtà la rivalità è enorme e sia l'uno che l'altro non vedono l'ora di sfogarla in pista. Intanto Vettel, giusto per mettere le cose in chiaro, approfitta dell'ultima frase prima del via per sfoderare la prima polemica. Hanno limitato il Drs al sabato e lui se ne frega. Ma hanno anche imposto di mutare l'ala anteriore e la cosa non lo lascia indifferente. La sua Red Bull potrebbe risentirne e il tedesco chiosa con un po' di veleno: "Giocano tutti contro di noi, Ogni volta cambiano per fermarci. Il problema è che noi siamo talmente bravi, da avere sempre un'idea migliore". Alonso è avvertito. Se vuole che questo 2013 partorisca la tanto attesa fumata bianca (ultimo Mondiale vinto da Maranello nel 2007) dovrà lottare come un matto. A partire dalla prima curva di Melbourne. Alle prime luci dell'alba domenica in Italia.
Si riparte dall'assalto a Vettel, e questa è la costante, visto che il tedesco sta diventando vecchio a suon di trionfi, ora ha quasi ventisei anni, ma dal 2010 ai rivali non lascia che le briciole. Lui sostiene di non essere ancora sazio, tanto è vero che ha soprannominato la sua vettura "Heidi affamata", a sottolineare quell'incredibile voglia di vincere che ancora lo attanaglia, ma sono gli altri, a partire dai tifosi della Ferrari, ad essere stufi e a sognare che il monopolio finalmente sia interrotto. Fra tutti chi pare crederci di più è proprio Alonso, il predestinato alla successione, il pilota chiamato ad azzerare questo ciclo incredibile e a mettere sul trono un altro marchio. Lo spagnolo, come in tutte le vigilie, gioca al coperto, sostiene di non sapere a quale livello sia la sua vettura, "però nei test abbiamo svolto un buon lavoro e arriviamo in Australia al cento per cento del nostro potenziale", e afferma che sono almeno cinque le squadre e dieci i piloti in grado di vincere la prima gara. Poi però giura "che non ci sarà più l'equilibrio dell'anno scorso" e con certi sguardi ammiccanti fa capire di sentirsi molto forte con la nuova Ferrari, "duecento volte migliore della vecchia".
Solo la pista potrà dire se l'ottimismo dei due protagonisti annunciati, ma anche di Hamilton al debutto con la Mercedes o del sornione Raikkonen con l'imprevedibile Lotus, è giustificato, come solo l'asfalto rivelerà se è vero che quest'anno in gara, con le fragili (volutamente) gomme Pirelli, ci saranno tantissimi pit stop, e se in qualifica la limitazione del Drs (utilizzato solo in pochi punti, come in gara, e non in maniera costante come nella stagione passata) potrà creare sconquassi oppure continuerà a porre la Red Bull su un inarrivabile piedistallo. La prova pratica, verso la quale il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli, emetterà i giusti verdetti, per ora in questa incandescente vigilia ci sono solo le parole, a cominciare dalle schermaglie fra Alonso e Vettel, due che non si amano, e non riescono a fingere nemmeno quando nella prima conferenza stampa, davanti agli occhi del mondo, i politicamente corretti li vorrebbero amici e sinceri. Vettel, giusto per fare uno sforzo, ha invitato lo spagnolo a bere assieme una Red Bull, "perché io il caffè non lo amo", Alonso ha risposto che il tedesco è un grande campione, ma che lui è abituato a frequentare altra gente.
Entrambi si giustificano evidenziando la generazione diversa, ma fra i due ci sono solo sei anni e tale alibi ripara meno di una foglia di fico. In realtà la rivalità è enorme e sia l'uno che l'altro non vedono l'ora di sfogarla in pista. Intanto Vettel, giusto per mettere le cose in chiaro, approfitta dell'ultima frase prima del via per sfoderare la prima polemica. Hanno limitato il Drs al sabato e lui se ne frega. Ma hanno anche imposto di mutare l'ala anteriore e la cosa non lo lascia indifferente. La sua Red Bull potrebbe risentirne e il tedesco chiosa con un po' di veleno: "Giocano tutti contro di noi, Ogni volta cambiano per fermarci. Il problema è che noi siamo talmente bravi, da avere sempre un'idea migliore". Alonso è avvertito. Se vuole che questo 2013 partorisca la tanto attesa fumata bianca (ultimo Mondiale vinto da Maranello nel 2007) dovrà lottare come un matto. A partire dalla prima curva di Melbourne. Alle prime luci dell'alba domenica in Italia.