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F1, ancora strapotere Red Bull

La prima giornata di prove libere a Melbourne ha dimostrato che Vettel è il pilota da battere. Lauda: "Hanno fatto passi avanti, il looro vantaggio è enorme"dall'inviato STEFANO ZAINO
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MELBOURNE  -  Più che allarme Ferrari è strapotere Red Bull. Qualcuno, osservando i test invernali a Jerez e Barcellona e vedendo che mai Vettel o Webber avevano realizzato il miglior tempo, si era illuso: stai a vedere che finalmente, dopo anni di monopolio, il solito missile disegnato da Newey batte in testa e lascia spazio anche agli altri, agli inferociti rivali, magari, sogno degli italiani, proprio alla rossa di Maranello. Niente di più falso: si arriva a Melbourne, si comincia a fare sul serio ed ecco Vettel prendersi per intero la scena, dominare su tutti i campi, all'ora di pranzo, nella prima sessione di prove libere, quando il lavoro è concentrato su gomme a mescola più dura e sul passo da gara, e a metà pomeriggio, secondo round, quando i piloti montano le super soft e cercano di capire cosa accadrà in qualifica, nella battaglia per la pole position in scena domani all'alba italiana. Comunque la si giri, la Red Bul…
MELBOURNE  -  Più che allarme Ferrari è strapotere Red Bull. Qualcuno, osservando i test invernali a Jerez e Barcellona e vedendo che mai Vettel o Webber avevano realizzato il miglior tempo, si era illuso: stai a vedere che finalmente, dopo anni di monopolio, il solito missile disegnato da Newey batte in testa e lascia spazio anche agli altri, agli inferociti rivali, magari, sogno degli italiani, proprio alla rossa di Maranello. Niente di più falso: si arriva a Melbourne, si comincia a fare sul serio ed ecco Vettel prendersi per intero la scena, dominare su tutti i campi, all'ora di pranzo, nella prima sessione di prove libere, quando il lavoro è concentrato su gomme a mescola più dura e sul passo da gara, e a metà pomeriggio, secondo round, quando i piloti montano le super soft e cercano di capire cosa accadrà in qualifica, nella battaglia per la pole position in scena domani all'alba italiana. Comunque la si giri, la Red Bull è imprendibile, come gli altri anni, e la cosa che più preoccupa è che fra gli addetti ai lavori nessuno è sorpreso, come se il monopolio del campione del mondo uscente, seguito a ruota dal compagno di squadra Webber, fosse un male inevitabile. Incontri Niki Lauda, vecchio campione e oggi capo Mercedes, nel paddock e speri in una parola di conforto. Niente, anche lui invita ad alzare bandiera bianca: "Hanno fatto  -  sentenzia  -  un grosso passo avanti e al momento il loro vantaggio è enorme. Non so se sarà così anche in gara, di sicuro questo è il quadro che prevedo in qualifica, nel giro secco. La Lotus potrebbe dargli un po' di fastidio, mentre la Ferrari, al pari di noi della Mercedes, è dove me la aspettavo. Discreta, ma non all'altezza di quei mostri".

I mostri, uomini Red Bull, sembrano davvero tali, se si ascolta il racconto di Vettel al termine della seconda sessione. Ha stabilito la migliore prestazione in mezzo ad un mare di disavventure. Aveva le gomme nuove e stava facendo un tempone, quando nell'ultimo settore si è trovato di fronte una Force India e ha dovuto rallentare. "Poco male ho pensato, ci riproverò, ma intanto resto in pista e percorro un giro a passo più lento". Poi dai box l'ordine:  prova dopo il traguardo a spingere di nuovo. E' vero, le gomme sono al terzo giro, ma vediamo cosa succede. Detto, fatto, Vettel spinge e manda in tilt il cronometro. Non bastasse, altro dato inquietante: "Non mi funzionava il kers" rivela, facendo capire che quel riscontro cronometrico, due decimi a Webber, quattro a Rosberg e Raikkonen, sette a Grosjean, otto alla Ferrari di Alonso (sesto nella seconda sessione) e alla Mercedes di Hamilton, nove abbondanti alla Ferrari di Massa (ottavo), avrebbe potuto essere ancora più esaltante. Il kers fuori uso lo ha rallentato, lo stesso problema che ha avuto Massa nel suo tentativo più importante: solo che il brasiliano per conseguenza ha dovuto commentare un nono tempo e non invitare tutti alla calma come l'inafferrabile tedesco.

La Red Bull fa paura. E' il solito ritornello. La Ferrari però non allarma, o almeno così fanno filtrare dai box gli uomini in rosso. Alonso al termine delle due sessioni di prove libere ha preferito rimanere in silenzio, lasciando per intero l'analisi al suo compagno di squadra. Un Massa che ha provato a diffondere ottimismo: "In inverno abbiamo lavorato bene, siamo messi molto meglio dell'anno scorso. La Red Bull non mi sorprende, nei test si era nascosta, ma noi in gara non dovremmo essere male". Si dice meglio di tutti gli altri come ritmo, o al massimo, Red Bull a parte, al pari della sola Mercedes. Il problema rischia di essere sempre lo stesso, il giro veloce, dove va temuta anche la Lotus. Unica consolazione è la crisi (momentanea o reale?) della McLaren. Al primo assaggio sia Button che Perez sono parsi in seria difficoltà e nei box in tanti si grattavano la testa. Alla Mercedes non lo hanno fatto per i tempi, ma per la solita affidabilità a rischio. Hamilton è andato a sbattere e subito Lauda si è affrettato a difenderlo: "Non è un suo errore, aveva problemi al fondo della vettura". Stop anche per Rosberg e di nuovo dichiarazione del team: "Lo abbiamo fermato noi, per precauzione. Il cambio era in pericolo". Lo sono anche i sogni. Se queste macchine non diventano un po' meno fragili.