Preparatevi a vedere Vettel sempre sbarbato di tutto punto: ora è ambasciatore globale della Braun e il nuovo sponsor ovviamente non ammetterà deroghe... Il maxi sponsor però fa già qualcosa di buono: riporta Vettel a Spa e lo costringe (con la forza dei soldi) a una nuova conferenza stampa dove l'argomento del giorno è (ovvio) la conquista del suo quarto titolo mondiale.
Vettel si schernisce subito e, anzi, va all'attacco: "Ho potuto dormire poco. Mi succede sempre dopo una grande vittoria. Mi continuano a venire in mente le immagini della corsa ed è difficile prendere sonno. Sono molto felice per la vittoria ma non credo che sia tutto fatto". Insomma massima cautela: "Bisogna andare un passo alla volta e rimanere concentrati".
Si scade nel superbanale quando si arriva a dire "mi piacerebbe riuscire a vincere il quarto campionato mondiale consecutivo ma c'è molto da fare prima di riuscirci", eppure nonostante la linea di pensiero Vetteliana nessuno ci crede: il tedesco terribile ha la bellezza di 46 punti di vantaggio su Alonso, il che gli consentirebbe di andare in vacanza per due Gp e rimanere sempre in testa al mondiale...
E poi c'è la RB, quella micidiale Red Bull che rischia di fargli vincere tutti gli otto Gp rimanenti da qui alla fine della stagione... Così la conquista del suo quarto titolo appare così scontata che c'è anche qualcuno che azzarda paragoni con sua maestà Schumi. E già perché uno che ad appena 26 anni vince il suo quarto titolo mondiale poi può arrivare anche a sorpassare il record di Michael che dall'alto dei suoi sette allori domina la F1.
Ma anche qui Vettel prosegue con il minimalismo: "E' ridicolo che io possa paragonarmi a Schumacher. Ho vinto tre titoli che non sono niente se comparati ai suoi sette. Battere il suo record non è qualcosa che possa accadere nei prossimi due anni quindi non me lo pongo. Ho avuto alcuni anni molto buoni ma potrebbe cambiare tutto improvvisamente", ha aggiunto il leader del mondiale.
Sul suo prossimo compagno di scuderia alla Red Bull, Vettel usa l'ironia: "E' la prima volta che me lo domandano...". Poi più serio, il tre volte campione del mondo ha elencato le principali virtù che servono per occupare il sedile della Red Bull: "Dovrebbe essere un pilota che si adatti bene alla squadra e che remi per l'obiettivo comune. In pista poi non mi importa troppo, perchè lì ognuno lotta per i propri obiettivi".
Vettel si schernisce subito e, anzi, va all'attacco: "Ho potuto dormire poco. Mi succede sempre dopo una grande vittoria. Mi continuano a venire in mente le immagini della corsa ed è difficile prendere sonno. Sono molto felice per la vittoria ma non credo che sia tutto fatto". Insomma massima cautela: "Bisogna andare un passo alla volta e rimanere concentrati".
Si scade nel superbanale quando si arriva a dire "mi piacerebbe riuscire a vincere il quarto campionato mondiale consecutivo ma c'è molto da fare prima di riuscirci", eppure nonostante la linea di pensiero Vetteliana nessuno ci crede: il tedesco terribile ha la bellezza di 46 punti di vantaggio su Alonso, il che gli consentirebbe di andare in vacanza per due Gp e rimanere sempre in testa al mondiale...
E poi c'è la RB, quella micidiale Red Bull che rischia di fargli vincere tutti gli otto Gp rimanenti da qui alla fine della stagione... Così la conquista del suo quarto titolo appare così scontata che c'è anche qualcuno che azzarda paragoni con sua maestà Schumi. E già perché uno che ad appena 26 anni vince il suo quarto titolo mondiale poi può arrivare anche a sorpassare il record di Michael che dall'alto dei suoi sette allori domina la F1.
Ma anche qui Vettel prosegue con il minimalismo: "E' ridicolo che io possa paragonarmi a Schumacher. Ho vinto tre titoli che non sono niente se comparati ai suoi sette. Battere il suo record non è qualcosa che possa accadere nei prossimi due anni quindi non me lo pongo. Ho avuto alcuni anni molto buoni ma potrebbe cambiare tutto improvvisamente", ha aggiunto il leader del mondiale.
Sul suo prossimo compagno di scuderia alla Red Bull, Vettel usa l'ironia: "E' la prima volta che me lo domandano...". Poi più serio, il tre volte campione del mondo ha elencato le principali virtù che servono per occupare il sedile della Red Bull: "Dovrebbe essere un pilota che si adatti bene alla squadra e che remi per l'obiettivo comune. In pista poi non mi importa troppo, perchè lì ognuno lotta per i propri obiettivi".