GRENOBLE - L'aria di tragedia è qualcosa di palpabile, è nelle parole dei medici che pure non vogliono entrare nel dettaglio tecnico (ma quello che dicono, basta e avanza), è nei loro sguardi, è negli occhi arrossati dal pianto di Sabine Kehm, la portavoce storica di Schumacher. L'aria di tragedia prende corpo all'Ospedale Nord di Grenoble, un insieme di palazzoni bianchi alla periferia della città, quando il dottor Stephan Chabardes, il neurochirurgo che ha operato il pilota nella notte, comincia a dire "emorragie diffuse bilaterali, grave sofferenza cerebrale, lesioni multiple". In quel preciso istante, si ha la certezza che Michael Schumacher faticherà a non morire, e se resterà vivo rischierà danni cerebrali gravissimi.
In poche ore, il palazzo bianco è diventato un centro televisivo internazionale, una sala stampa affollatissima e un luogo di raduno di tifosi. Ci sono persone che bivaccano nella hall con il berrettino rosso della Ferrari, qualcuno prova a salire al quinto piano, dov'è situato il blocco operatorio della neurochirurgia e dove Schumi è in un letto della terapia intensiva, in coma da ieri pomeriggio. Si percorre un lungo corridoio dalle pareti beige e rosse, poi due guardie del corpo fermano tutti, è giusto così. Oltre le barelle e le porte blu, Sabine sta parlando con il primario Emmanuel Gay. Poi, tutti scendono nella sala "Gilbert Faure" per esporre la situazione a stampa e tivù. Bastano poche frasi, bastano gli occhi.
Impossibile fare pronostici sul destino del più grande pilota di tutti i tempi, i medici sono tassativi in questo. "Il futuro? Per me dura un'ora, e poi un'altra", dichiara la portavoce. Sabine Kehm si limita poi a confermare la presenza della moglie e dei figli di Schumacher, su al quinto piano (il giovane Mick era accanto al padre al momento dell'incidente). "Da tutto il mondo piloti, amici e tifosi si stanno mettendo in contatto con noi, all'inizio non sembrava una cosa così grave, è terribile". Nessuno può vedere Michael, solo la moglie e per pochi istanti. Nessuno può dire come finirà questa tremenda storia, anche se in tanti temono di saperlo.
In poche ore, il palazzo bianco è diventato un centro televisivo internazionale, una sala stampa affollatissima e un luogo di raduno di tifosi. Ci sono persone che bivaccano nella hall con il berrettino rosso della Ferrari, qualcuno prova a salire al quinto piano, dov'è situato il blocco operatorio della neurochirurgia e dove Schumi è in un letto della terapia intensiva, in coma da ieri pomeriggio. Si percorre un lungo corridoio dalle pareti beige e rosse, poi due guardie del corpo fermano tutti, è giusto così. Oltre le barelle e le porte blu, Sabine sta parlando con il primario Emmanuel Gay. Poi, tutti scendono nella sala "Gilbert Faure" per esporre la situazione a stampa e tivù. Bastano poche frasi, bastano gli occhi.
Impossibile fare pronostici sul destino del più grande pilota di tutti i tempi, i medici sono tassativi in questo. "Il futuro? Per me dura un'ora, e poi un'altra", dichiara la portavoce. Sabine Kehm si limita poi a confermare la presenza della moglie e dei figli di Schumacher, su al quinto piano (il giovane Mick era accanto al padre al momento dell'incidente). "Da tutto il mondo piloti, amici e tifosi si stanno mettendo in contatto con noi, all'inizio non sembrava una cosa così grave, è terribile". Nessuno può vedere Michael, solo la moglie e per pochi istanti. Nessuno può dire come finirà questa tremenda storia, anche se in tanti temono di saperlo.