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F1, Ecclestone al capolinea: rinvio a giudizio e dimissioni

Il patron della F1 è accusato di aver pagato una tangente di 44 milioni di dollari. Si è dimesso dalla società che organizza il mondiale, ma continuerà a gestire il Circus
di MARCO MENSURATI

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MONACO DI BAVIERA - Bernie Ecclestone sarà processato in Germania per corruzione e istigazione alla frode. Lo ha confermato un portavoce del tribunale di Monaco all'agenzia tedesca Dpa. "Il tribunale regionale di Monaco ha accolto la denuncia presentata dalla procura contro Ecclestone", ha spiegato il portavoce.

Ma la vera notizia non è questa: la vera notizia è che il manager inglese, padrone del vapore praticamente da sempre, stavolta ha accusato il colpo e si è dimesso dal board della Fom la società che organizza il mondiale. E' la rivoluzione più grande nella storia della F1. Ecclestone continuerà comunque a gestire il Circus ma il suo ruolo, ad oggi, appare drammaticamente ridimensionato.

L'83enne patron della F1 è accusato di avere pagato una tangente di 44 milioni di dollari a Gerhard Gribkowsky, ex presidente della banca tedesca Bayern LB, per convincerlo a cedere al fondo di investimento Cvc a lui vicino le partecipazioni della banca nel 'circus'.

Gribkowsky è già stato condannato a 8 anni e mezzo di carcere per corruzione ed evasione fiscale e nel processo a suo carico ha ammesso di avere ricevuto la somma da Ecclestone. Il processo a carico di Ecclestone si svolgerà a fine aprile. Il magnate britannico rischia una condanna fino a 10 anni di carcere.

LA DIFESA - "Ecclestone non ha fatto nulla, le accuse sono false", sostengono i legali del patron della F1. "Il fatto che sia stata accolta la denuncia non prova nulla. La presunta corruzione non c'è stata", affermano gli avvocati Sven Thomas e Norbert Sharf che difendono Ecclestone.
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