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F1, test a Jerez: la Mercedes già vola, Red Bull nel panico

Dopo tre giorni sul circuito spagnolo situazione chiara, a causa dei nuovi motori che hanno cambiato il volto della Formula Uno: la macchina tedesca (ma anche McLaren, Williams e Force India) vanno in tutta sicurezza. La Ferrari va bene ma non brilla, i campioni del mondo sono in difficoltà
dal nostro inviato MARCO MENSURATI

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JEREZ (Spagna) - Alla fine del terzo giorno è tutto molto più chiaro di quanto chiunque, alla vigilia di questa nuova stagione di F1, si aspettasse. La Mercedes galoppa, la Ferrari trotta, la Red Bull è ancora nella stalla.
Tutta colpa dei nuovi motori. Che hanno cambiato il volto della F1. Le caratteristiche imposte dalla Federazione ai nuovi propulsori (non sono più dei motori normali, ma delle power unit, composte da un motore 1,6 turbo, e da due motori elettrici a recupero di energia) hanno alzato l'asticella della sfida ingegneristica che finalmente non è più concentrata solo sull'aerodinamica, ma anche sulla meccanica e l'elettronica.

Il risultato è questo: tutte le scuderie che montano una power unit Mercedes (Mercedes, McLaren, Williams e Force India) stanno girando a tutta velocità e in tutta sicurezza. Quelle che montano una 'pu' griffata Ferrari (Ferrari, Sauber e Marussia) vanno bene, pur senza brillare troppo. Quelli che invece montano le Renault (Red Bull, Toro Rosso, Caterham e Lotus) - il costruttore che ha vinto gli ultimi quattro mondiali - sono nel panico. Problemi con gli accumulatori, a quanto pare. Mercoledì sera i francesi avevano detto che avrebbero risolto tutto quanto prima, già nella notte; e invece oggi, in pista le cose sono andate male.

La Red Bull, in particolare ha fatto due giri, poi si è rotta; in tre giorni i campioni del mondo sono riusciti  a fare appena 12 giri e mezzo (per dire la Ferrari solo ieri ne ha fatti 57, la Mercedes 62). A quanto pare si tratta di un problema piuttosto grave: seguendo la tradizionale filosofia di estremizzare ogni componente, il team anglo austriaco ha deciso per un "impacchettamento" molto ambizioso della propria macchina. Per ottimizzare i volumi e la distribuzione dei pesi, gli uomini di Newey hanno rischiato troppo, tra miniaturizzazioni e alleggerimenti, e ora stanno avendo gravi problemi di surriscaldamento. Si spiegano così, gli stop, le esplosioni e i principi di incedi o riscontrati in questi giorni.

Una situazione grave, della quale nessuno, nel paddock, vuole però gioire. "Siamo certi che di qui alla prima gara in Australia quelli della Red Bull riusciranno a mettere tutto a posto e allora saranno competitivi, come prima", dice Alonso che al momento non vuole guardare a quello che succede negli altri team, nemmeno alla Mercedes, dove Hamilton e Rosberg stanno girando moltissimo, e nemmeno alla McLaren dove ieri il debuttante Magnussen ha fatto registrare il miglior tempo di giornata (ma aveva le gomme morbide, contro la Ferrari che montava quelle invernali, e tra le due specifiche ci sono 1,5 secondi di differenza). "Ora - dice lo spagnolo - dobbiamo solo capire come funziona il pacchetto. Per cercare il cronometro ci sarà tempo".
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