LONDRA - Il quadro clinico di Michael Schumacher "potrebbe peggiorare e bisogna prepararsi al peggio". Lo afferma, in un'intervista al tabloid 'Sun', Gary Hartstein, ex medico della Formula Uno dal 2005 al 2012, spiegando che la causa risiede nei "gravi errori" compiuti mentre il 29 dicembre scorso, quando all'ex campione della Ferrari, furono prestati i primi soccorsi dopo la rovinosa caduta sugli sci. Nel mirino del medico, ha precisato lui stesso su Twitter, non c'è però lo staff che ha in cura Schumacher all'ospedale di Grenoble, bensì chi lo ha soccorso appena dopo l'incidente. Hartestein se la prende soprattutto con il "ritardi nel trasferimento a un centro neurochirurgico". Insieme a questo rinvio sarebbero stati "l'imperizia nel controllare un paziente agitato prima del volo, l'esperienza insufficiente in situazioni del genere e i ritardi nel controllo delle vie respiratorie" a determinare una condizione molto ardua da recuperare. "Il tempo passa", ha scritto il 24 marzo scorso, "e diventa sempre meno probabile che Michael possa uscirne".
La manager però continua a dimostrarsi ottimista: "Rimaniamo fiduciosi che Michael si sveglierà". Sono le parole di Sabine Kehm all'edizione online della 'Bild'. "Lottiamo accanto a lui con un team di medici che gode della nostra fiducia", aggiunge.
Secondo Hartstein, 58 anni, ha conosciuto e lavorato con Schumacher durante i suoi sette anni al seguito delle gare di Formula Uno, ed è rimasto sorpreso dall'affetto che ancora oggi i tifosi manifestano al pilota tedesco. "Ho visto con i miei occhi interi circuiti pieni di magliette e cappellini rossi, tutti per Michael. Ho sempre saputo che era adorato ovunque - le parole del medico statunitense -. Ma sono esterrefatto dalla profondità e dalla persistenza dell'amore dei suoi tifosi. Penso però che bisogna cominciare a prepararsi al peggio, la mancanza di aggiornamenti da parte del suo entourage ci sta dando la possibilità di cominciare a distaccarci da lui".
Secondo Hartstein, oggi a capo del pronto ,soccorso dell'ospedale universitario di Liegi, che ha citato "fonti solitamente impeccabili" per le sue rivelazioni e che basa le sue dichiarazioni sui rari bollettini medici emessi dall'ospedale francese e da qualche confidenza raccolta tra colleghi, Schumi ha perso molti chili, almeno un terzo del suo peso corporeo, e presto potrebbe essere trasferito in un centro specializzato di terapia intensiva. Indiscrezioni che però finora non hanno trovato conferma nell'entourage del tedesco. Ancora la settimana scorsa la sua portavoce Sabine Kehm aveva rivelato che è in corso una fase di graduale risveglio dal coma, non specificando però la tempistica: "Durerà il tempo necessario". Uno spiraglio di ottimismo che non convince la stampa tedesca secondo cui lo staff medico avrebbe già informato la moglie Corinna che Michael è destinato a restare in stato vegetativo permanente per il resto dei suoi giorni, a meno che non succeda un miracolo. Una tragica prospettiva condivisa dallo stesso Hartstein.
La manager però continua a dimostrarsi ottimista: "Rimaniamo fiduciosi che Michael si sveglierà". Sono le parole di Sabine Kehm all'edizione online della 'Bild'. "Lottiamo accanto a lui con un team di medici che gode della nostra fiducia", aggiunge.
Secondo Hartstein, 58 anni, ha conosciuto e lavorato con Schumacher durante i suoi sette anni al seguito delle gare di Formula Uno, ed è rimasto sorpreso dall'affetto che ancora oggi i tifosi manifestano al pilota tedesco. "Ho visto con i miei occhi interi circuiti pieni di magliette e cappellini rossi, tutti per Michael. Ho sempre saputo che era adorato ovunque - le parole del medico statunitense -. Ma sono esterrefatto dalla profondità e dalla persistenza dell'amore dei suoi tifosi. Penso però che bisogna cominciare a prepararsi al peggio, la mancanza di aggiornamenti da parte del suo entourage ci sta dando la possibilità di cominciare a distaccarci da lui".
Secondo Hartstein, oggi a capo del pronto ,soccorso dell'ospedale universitario di Liegi, che ha citato "fonti solitamente impeccabili" per le sue rivelazioni e che basa le sue dichiarazioni sui rari bollettini medici emessi dall'ospedale francese e da qualche confidenza raccolta tra colleghi, Schumi ha perso molti chili, almeno un terzo del suo peso corporeo, e presto potrebbe essere trasferito in un centro specializzato di terapia intensiva. Indiscrezioni che però finora non hanno trovato conferma nell'entourage del tedesco. Ancora la settimana scorsa la sua portavoce Sabine Kehm aveva rivelato che è in corso una fase di graduale risveglio dal coma, non specificando però la tempistica: "Durerà il tempo necessario". Uno spiraglio di ottimismo che non convince la stampa tedesca secondo cui lo staff medico avrebbe già informato la moglie Corinna che Michael è destinato a restare in stato vegetativo permanente per il resto dei suoi giorni, a meno che non succeda un miracolo. Una tragica prospettiva condivisa dallo stesso Hartstein.