LONDRA - Il circus continua a lamentarsi dell'assenza di rumore dei nuovi motori turbo, e il boss della Formula 1, Bernie Ecclestone, assicura che si sta lavorando per trovare una soluzione condivisa. Ecclestone stesso però ammette che è difficile aumentare il volume e che la soluzione non è dietro l'angolo. "Non è una sola persona a decidere. Abbiamo un gruppo che può risolvere la situazione. Se sapessimo cosa fare, lo faremmo. E' elementare", dice al magazine 'Autosport'.
Il 'ronzio' prodotto dalle monoposto non piace agli addetti ai lavori e non infiamma il pubblico. Il Gp del Bahrain, andato in scena domenica sul tracciato di Sakhir, a quanto pare ha convinto tutto il circus, o quasi: bisogna cambiare. La nota positiva è costituita dall'apertura della Mercedes, che non si opporrebbe a misure utili per aumentare i decibel dei motori. "Le persone che potrebbero opporsi, dicendo che non sono interessate perchè hanno già la migliore power unit, sono le prime a dire che faranno il possibile", spiega Big Bernie. "Ci stanno lavorando sul serio. State tranquilli, sarà fatto", aggiunge, prospettando un lieto fine.
Il Mondiale troppo silenzioso sinora è stato un monologo della Mercedes, che ha vinto le prime 3 gare in calendario e pare destinata a dominare la stagione preceduta da una rivoluzione regolamentare. Il team tedesco non avrebbe nessun motivo per modificare il quadro normativo in questo momento. Nemmeno i padroni del campionato, però, possono ignorare l'umore degli appassionati. "E' evidente che il rumore sia diverso. Ma questo significa che è migliore o peggiore?", si chiede Toto Wolff, numero 1 di Mercedes Motorsport. "Ognuno la pensa in maniera diversa e noi dobbiamo ascoltare tutte le opinioni. Vedremo cosa possiamo fare, verificheremo tutte le ipotesi. Se c'è una soluzione sensata e realizzabile, senza rivoluzionare le regole, allora bisogna esaminarla in maniera approfondita", aggiunge.
"Abbiamo interpellato gli ingegneri e ci hanno detto che hanno bisogno di analizzare la situazione. Non è una questione semplice o scontata, perchè l'obiettivo della tecnologia adottata è utilizzare i gas di scarico per alimentare il motore e il turbo", prosegue facendo riferimento al nuovo Energy Recovery System. "Siamo più efficienti - conclude - perché non buttiamo via energia dagli scarichi".
Il 'ronzio' prodotto dalle monoposto non piace agli addetti ai lavori e non infiamma il pubblico. Il Gp del Bahrain, andato in scena domenica sul tracciato di Sakhir, a quanto pare ha convinto tutto il circus, o quasi: bisogna cambiare. La nota positiva è costituita dall'apertura della Mercedes, che non si opporrebbe a misure utili per aumentare i decibel dei motori. "Le persone che potrebbero opporsi, dicendo che non sono interessate perchè hanno già la migliore power unit, sono le prime a dire che faranno il possibile", spiega Big Bernie. "Ci stanno lavorando sul serio. State tranquilli, sarà fatto", aggiunge, prospettando un lieto fine.
Il Mondiale troppo silenzioso sinora è stato un monologo della Mercedes, che ha vinto le prime 3 gare in calendario e pare destinata a dominare la stagione preceduta da una rivoluzione regolamentare. Il team tedesco non avrebbe nessun motivo per modificare il quadro normativo in questo momento. Nemmeno i padroni del campionato, però, possono ignorare l'umore degli appassionati. "E' evidente che il rumore sia diverso. Ma questo significa che è migliore o peggiore?", si chiede Toto Wolff, numero 1 di Mercedes Motorsport. "Ognuno la pensa in maniera diversa e noi dobbiamo ascoltare tutte le opinioni. Vedremo cosa possiamo fare, verificheremo tutte le ipotesi. Se c'è una soluzione sensata e realizzabile, senza rivoluzionare le regole, allora bisogna esaminarla in maniera approfondita", aggiunge.
"Abbiamo interpellato gli ingegneri e ci hanno detto che hanno bisogno di analizzare la situazione. Non è una questione semplice o scontata, perchè l'obiettivo della tecnologia adottata è utilizzare i gas di scarico per alimentare il motore e il turbo", prosegue facendo riferimento al nuovo Energy Recovery System. "Siamo più efficienti - conclude - perché non buttiamo via energia dagli scarichi".