PECHINO - Un Fernando Alonso apparso leggermente giù di tono, questo pomeriggio (in Italia era ancora mattina), ha parlato per la prima volta del momento della Ferrari, dopo le dimissioni shock del team principal, Stefano Domenicali. "Stefano ha computo un gesto responsabile, dimettendosi. Quando uno è in una posizione del genere non è scontato che faccia un passo indietro come invece ha fatto lui. Probabilmente non era più dell'umore giusto, non aveva più lo spirito per continuare".
Alonso ha poi rinviato ogni discorso sul futuro: "E' ancora prestissimo per parlare di quello che sarà". Di certo, qui a Shanghai, la Ferrari è attesa da una prova molto dura (anche se il circuito sembra meno ostile rispetto a quello del Bahrein): "Speriamo di migliorare un pochino le nostre prestazioni. Di certo non è che le dimissioni del team principal diano un secondo di vantaggio al motore. Sappiamo comunque che in questa prima parte di stagione dovremo soffrire". I tifosi l'avevano già capito.
Alonso non si aspetta grandi cambiamenti, soprattutto nell'immediato. "Adesso non è che miglioreremo di un secondo, perchè non dipendeva da Stefano, dobbiamo aspettare un pò di tempo e vedere dove poter migliorare lavorando insieme alle persone che arrivano". Ovvero Marco Mattiacci, un manager che in Ferrari ha fatto benissimo nel suo ruolo, ma che adesso è atteso da un'esperienza completamente nuova. "Dobbiamo concedergli tempo e vedere come si adatterà - commenta Alonso -, è un pò troppo presto per dire come andrà, l'importante è che tutto il team sia dalla sua parte e lo aiuti a lavorare nelle migliori condizioni possibili, facendolo sentire a suo agio. Speriamo che la sua gestione abbia successo. Non ho ancora parlato con lui, ci sarà il tempo di dargli il benvenuto. Sarà abbastanza bravo per capire quali sono i punti deboli, io come pilota cercherò di guidare nella migliore maniera possibile così come Raikkonen, faremo di tutto per aiutarlo come possiamo".
Intanto da venerdì si scende in pista a Shanghai. "Siamo qui per cercare di migliorare la nostra situazione, di diventare più competitivi rispetto alle prime tre gare. Dobbiamo essere onesti, la nostra situazione non è quella che volevamo, ma credo ci siano parecchi margini di miglioramento, il percorso di crescita è molto lungo, ma lo è anche il campionato. Nella prima parte non saremo competitivi come la Mercedes e gli altri team di vertice, ma dobbiamo cercare di ottenere il meglio e di raccogliere quanti più punti poissibili sperando in una seconda parte di stagione migliore".
Alonso è tornato anche sul Gp del Bahrain, dove ha chiuso al nono posto. "Ho ringraziato i meccanici, perchè hanno lavorato davvero duramente, nel sabato precedente alla gara abbiamo avuto un problema al motore che ci ha rallentato nelle qualifiche, non avevamo una soluzione nemmeno domenica a mezzogiorno, non eravamo sicuri sul fatto che la macchina fosse a posto, ma in pista era tutto ok proprio per il lavoro fantastico che hanno fatto". Si parla anche di tecnologia e del peso dei piloti in questa F.1. "Abbiamo visto negli ultimi anni che i piloti continuano ad avere un peso nello sviluppo della macchina, ma la F.1 è dominata dalla potenza delle vetture, in Bahrain si lottava tra compagni di squadre, ma era difficile inserirsi in questi duelli. Non ci sono grandi differenze rispetto al passato, però adesso c'è molta più tecnologia ed è difficile vedere le vetture a metà griglia lottare per il podio". Si avvicina il 20esimo anniversario della morte di Ayrton Senna, Alonso ricorda così il brasiliano: "avevo il poster di Aytron, il mio kart aveva i suoi colori perchè anche mio padre aveva come idolo Senna, è stato un giorno molto triste per me. Nei prossimi giorni verrà verrà ricordato in Italia e io voglio esserci".
Alonso ha poi rinviato ogni discorso sul futuro: "E' ancora prestissimo per parlare di quello che sarà". Di certo, qui a Shanghai, la Ferrari è attesa da una prova molto dura (anche se il circuito sembra meno ostile rispetto a quello del Bahrein): "Speriamo di migliorare un pochino le nostre prestazioni. Di certo non è che le dimissioni del team principal diano un secondo di vantaggio al motore. Sappiamo comunque che in questa prima parte di stagione dovremo soffrire". I tifosi l'avevano già capito.
Alonso non si aspetta grandi cambiamenti, soprattutto nell'immediato. "Adesso non è che miglioreremo di un secondo, perchè non dipendeva da Stefano, dobbiamo aspettare un pò di tempo e vedere dove poter migliorare lavorando insieme alle persone che arrivano". Ovvero Marco Mattiacci, un manager che in Ferrari ha fatto benissimo nel suo ruolo, ma che adesso è atteso da un'esperienza completamente nuova. "Dobbiamo concedergli tempo e vedere come si adatterà - commenta Alonso -, è un pò troppo presto per dire come andrà, l'importante è che tutto il team sia dalla sua parte e lo aiuti a lavorare nelle migliori condizioni possibili, facendolo sentire a suo agio. Speriamo che la sua gestione abbia successo. Non ho ancora parlato con lui, ci sarà il tempo di dargli il benvenuto. Sarà abbastanza bravo per capire quali sono i punti deboli, io come pilota cercherò di guidare nella migliore maniera possibile così come Raikkonen, faremo di tutto per aiutarlo come possiamo".
Intanto da venerdì si scende in pista a Shanghai. "Siamo qui per cercare di migliorare la nostra situazione, di diventare più competitivi rispetto alle prime tre gare. Dobbiamo essere onesti, la nostra situazione non è quella che volevamo, ma credo ci siano parecchi margini di miglioramento, il percorso di crescita è molto lungo, ma lo è anche il campionato. Nella prima parte non saremo competitivi come la Mercedes e gli altri team di vertice, ma dobbiamo cercare di ottenere il meglio e di raccogliere quanti più punti poissibili sperando in una seconda parte di stagione migliore".
Alonso è tornato anche sul Gp del Bahrain, dove ha chiuso al nono posto. "Ho ringraziato i meccanici, perchè hanno lavorato davvero duramente, nel sabato precedente alla gara abbiamo avuto un problema al motore che ci ha rallentato nelle qualifiche, non avevamo una soluzione nemmeno domenica a mezzogiorno, non eravamo sicuri sul fatto che la macchina fosse a posto, ma in pista era tutto ok proprio per il lavoro fantastico che hanno fatto". Si parla anche di tecnologia e del peso dei piloti in questa F.1. "Abbiamo visto negli ultimi anni che i piloti continuano ad avere un peso nello sviluppo della macchina, ma la F.1 è dominata dalla potenza delle vetture, in Bahrain si lottava tra compagni di squadre, ma era difficile inserirsi in questi duelli. Non ci sono grandi differenze rispetto al passato, però adesso c'è molta più tecnologia ed è difficile vedere le vetture a metà griglia lottare per il podio". Si avvicina il 20esimo anniversario della morte di Ayrton Senna, Alonso ricorda così il brasiliano: "avevo il poster di Aytron, il mio kart aveva i suoi colori perchè anche mio padre aveva come idolo Senna, è stato un giorno molto triste per me. Nei prossimi giorni verrà verrà ricordato in Italia e io voglio esserci".