Nel giorno di Senna, pensando a Schumacher
Migliaia di persone a Imola per ricordare il grande pilota brasiliano. Alonso: "Era il mio idolo: nell'armadio avevo il suo poster". Hamilton: "Una vera leggenda"
IMOLA - Il ricordo è per Ayrton Senna; il pensiero va a Michael Schumacher. Ad avvicinare nell'emozione per la loro sorte i due eterni rivali sono milioni di persone che nel mondo commemorano il ventesimo anniversario della morte del pilota brasiliano, che cade nelle stese ore in cui il campione tedesco lotta per la vita in un ospedale di Grenoble.
Il circuito di Imola, dove trovarono la morte quel maledetto fine settimana Roland Ratzenberger su Simtek e Senna mentre le prove avevano visto un incidente grave a un miracolato Rubens Barrichello, è stato il punto di migliaia di persone per le celebrazioni ma anche l'occasione per fare il punto su vent'anni di trasformazioni nella Formula 1, che da quell'1 maggio vide la definizione di nuovi e più stringenti regolamenti per la gare, le piste e le automobili. "Tutti sono colpevoli della morte di Ayrton", aveva detto due giorni fa Viviane, la sorella di Ayrton, sottolineando come "siano state necessarie qu…
Il circuito di Imola, dove trovarono la morte quel maledetto fine settimana Roland Ratzenberger su Simtek e Senna mentre le prove avevano visto un incidente grave a un miracolato Rubens Barrichello, è stato il punto di migliaia di persone per le celebrazioni ma anche l'occasione per fare il punto su vent'anni di trasformazioni nella Formula 1, che da quell'1 maggio vide la definizione di nuovi e più stringenti regolamenti per la gare, le piste e le automobili. "Tutti sono colpevoli della morte di Ayrton", aveva detto due giorni fa Viviane, la sorella di Ayrton, sottolineando come "siano state necessarie qu…
IMOLA - Il ricordo è per Ayrton Senna; il pensiero va a Michael Schumacher. Ad avvicinare nell'emozione per la loro sorte i due eterni rivali sono milioni di persone che nel mondo commemorano il ventesimo anniversario della morte del pilota brasiliano, che cade nelle stese ore in cui il campione tedesco lotta per la vita in un ospedale di Grenoble.
Il circuito di Imola, dove trovarono la morte quel maledetto fine settimana Roland Ratzenberger su Simtek e Senna mentre le prove avevano visto un incidente grave a un miracolato Rubens Barrichello, è stato il punto di migliaia di persone per le celebrazioni ma anche l'occasione per fare il punto su vent'anni di trasformazioni nella Formula 1, che da quell'1 maggio vide la definizione di nuovi e più stringenti regolamenti per la gare, le piste e le automobili. "Tutti sono colpevoli della morte di Ayrton", aveva detto due giorni fa Viviane, la sorella di Ayrton, sottolineando come "siano state necessarie quelle morti affinchè si prendessero misure che ci sarebbero dovute essere anche prima". Si accorse che qualcosa non andava in quelle ore dopo l'incidente lo stesso Michael Schumacher, vincitore -"senza soddisfazione", disse dopo la gara- di quel Gran Premio di San Marino, quando affermò che "I tragici fatti di Imola non devono ripetersi. Dobbiamo renderci conto delle conseguenze".
Oggi al circuito di Imola, intitolato a Dino ed Enzo Ferrari, sono state fatte simbolicamente circolare diverse automobili e una messa e" stata tenuta nella curva Tamburello, dove il pilota della Williams si schiantò a una velocità di 307 km orari. A Imola si trovano anche i piloti Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, ma già da una settimana in Brasile la figura di Senna viene salutata con commozione: la squadra di calcio del Corinthians di San Paolo, dove a dare l'addio alla salma di Senna furono in tre milioni, ha indossato i caschi automobilistici su quali erano disegnati i colori della bandiera nazionale. "Era una incredibile leggenda", ha detto Lewis Hamilton, campione del mondo nel 2008. "Sul mio diario scolastico non avevo foto di ragazze, anche perchè ero molto giovane, ma immagini di Senna e così nella mia stanza da letto", ha raccontato Alonso. "Senna per me era un idolo. Ero un bambino e correvo in kart, guardavo il telegiornale e vedevo che a vincere in F1 era sempre lui col suo casco giallo. Era quello che mi colpiva di più nell'armadio avevo il suo poster. Non ho avuto l'opportunità di conoscerlo o di gareggiare con lui, ma vedere tutta questa gente qui a Imola, che l'ha visto in pista, testimonia quanto ha colpito. Sarà sempre immortale".
Ayrton Senna condivideva con altro campioni carioca la solidarietà con i poveri del Brasile. "Ayrton", è ancora Viviane a parlare, nella veste di presidente di una fondazione intitolata al fratello, "voleva davvero lavorare per il nostro paese, contribuire alla costruzione di un futuro migliore per i bambini ed è da quel sogno che è nata questa organizzazione: oggi lavoriamo con oltre due milioni di bambini e 75.000 insegnanti in mille città del paese".
Il circuito di Imola, dove trovarono la morte quel maledetto fine settimana Roland Ratzenberger su Simtek e Senna mentre le prove avevano visto un incidente grave a un miracolato Rubens Barrichello, è stato il punto di migliaia di persone per le celebrazioni ma anche l'occasione per fare il punto su vent'anni di trasformazioni nella Formula 1, che da quell'1 maggio vide la definizione di nuovi e più stringenti regolamenti per la gare, le piste e le automobili. "Tutti sono colpevoli della morte di Ayrton", aveva detto due giorni fa Viviane, la sorella di Ayrton, sottolineando come "siano state necessarie quelle morti affinchè si prendessero misure che ci sarebbero dovute essere anche prima". Si accorse che qualcosa non andava in quelle ore dopo l'incidente lo stesso Michael Schumacher, vincitore -"senza soddisfazione", disse dopo la gara- di quel Gran Premio di San Marino, quando affermò che "I tragici fatti di Imola non devono ripetersi. Dobbiamo renderci conto delle conseguenze".
Oggi al circuito di Imola, intitolato a Dino ed Enzo Ferrari, sono state fatte simbolicamente circolare diverse automobili e una messa e" stata tenuta nella curva Tamburello, dove il pilota della Williams si schiantò a una velocità di 307 km orari. A Imola si trovano anche i piloti Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, ma già da una settimana in Brasile la figura di Senna viene salutata con commozione: la squadra di calcio del Corinthians di San Paolo, dove a dare l'addio alla salma di Senna furono in tre milioni, ha indossato i caschi automobilistici su quali erano disegnati i colori della bandiera nazionale. "Era una incredibile leggenda", ha detto Lewis Hamilton, campione del mondo nel 2008. "Sul mio diario scolastico non avevo foto di ragazze, anche perchè ero molto giovane, ma immagini di Senna e così nella mia stanza da letto", ha raccontato Alonso. "Senna per me era un idolo. Ero un bambino e correvo in kart, guardavo il telegiornale e vedevo che a vincere in F1 era sempre lui col suo casco giallo. Era quello che mi colpiva di più nell'armadio avevo il suo poster. Non ho avuto l'opportunità di conoscerlo o di gareggiare con lui, ma vedere tutta questa gente qui a Imola, che l'ha visto in pista, testimonia quanto ha colpito. Sarà sempre immortale".
Ayrton Senna condivideva con altro campioni carioca la solidarietà con i poveri del Brasile. "Ayrton", è ancora Viviane a parlare, nella veste di presidente di una fondazione intitolata al fratello, "voleva davvero lavorare per il nostro paese, contribuire alla costruzione di un futuro migliore per i bambini ed è da quel sogno che è nata questa organizzazione: oggi lavoriamo con oltre due milioni di bambini e 75.000 insegnanti in mille città del paese".