MONTECARLO - L'unica notizia che arriva dalla prima conferenza stampa ufficiale di Marco Mattiacci, il nuovo team principal della Ferrari, se fosse vera, sarebbe molto inquietante: la Ferrari non ha cercato di strappare alla Red Bull Adrian Newey. Lo ha detto, e in modo pure parecchio deciso, lui stesso ai cronisti in quella che può essere ritenuta l'unica vera risposta dell'intera conferenza che per il resto è stata una specie di slalom speciale, una corsa disperata verso la fine cercando di non rispondere a niente, di non dire niente, di non mettersi in qualche guaio.
Così la platea ha avuto un sussulto solo quando Mattiacci ha risposto il suo secco "no" al cronista brasiliano che, educatamente, gli chiedeva se avesse provato in questo mese a portare il genio del design a Maranello. Tentativo che in molti ritenevano scontato oltre che doveroso.
Il corteggiamento di Newey da parte della Ferrari è da sempre una delle poche certezze del paddock. Domenicali ci ha provato in tutti i modi, ma l'ingegnere inglese non ne ha mai voluto sapere, adducendo di volta in volta scuse sempre meno credibili (l'ultima era l'inserimento a scuola dei figli). Di conseguenza, l'idea che Mattiacci si sarebbe presentato ai tifosi del cavallino portando in omaggio l'ambita preda, magari strapagata, era una delle grandi speranze di questi giorni, speranza alimentata dalle parole di Montezemolo ("non faremo mancare nulla di quello che serve per vincere").
E invece no: Newey rimane dove sta, le macchine di Maranello continueranno ad essere disegnate da quel gruppetto di menti che ha partorito la serie di macchine degli ultimi anni. "Abbiamo un sacco di gente di valore - ha spiegato Mattiacci - oltre che degli ottimi piloti e lavoreremo ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana per ridurre la distanza da chi ci precede".
Così la platea ha avuto un sussulto solo quando Mattiacci ha risposto il suo secco "no" al cronista brasiliano che, educatamente, gli chiedeva se avesse provato in questo mese a portare il genio del design a Maranello. Tentativo che in molti ritenevano scontato oltre che doveroso.
Il corteggiamento di Newey da parte della Ferrari è da sempre una delle poche certezze del paddock. Domenicali ci ha provato in tutti i modi, ma l'ingegnere inglese non ne ha mai voluto sapere, adducendo di volta in volta scuse sempre meno credibili (l'ultima era l'inserimento a scuola dei figli). Di conseguenza, l'idea che Mattiacci si sarebbe presentato ai tifosi del cavallino portando in omaggio l'ambita preda, magari strapagata, era una delle grandi speranze di questi giorni, speranza alimentata dalle parole di Montezemolo ("non faremo mancare nulla di quello che serve per vincere").
E invece no: Newey rimane dove sta, le macchine di Maranello continueranno ad essere disegnate da quel gruppetto di menti che ha partorito la serie di macchine degli ultimi anni. "Abbiamo un sacco di gente di valore - ha spiegato Mattiacci - oltre che degli ottimi piloti e lavoreremo ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana per ridurre la distanza da chi ci precede".