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F1, Gp Silverstone, disastro Ferrari: Alonso e Raikkonen in fondo alla griglia. Pole di Rosberg

Per la prima volta nella storia le Rosse fuori dal Q1, per la penalizzazione di Maldonado partiranno rispettivamente in 16esima e 18esima posizione. Errori di strategie e pioggia improvvisa le cause. Continua intanto il dominio Mercedes
di VINCENZO BORGOMEO

2 minuti di lettura
SILVERSTONE - E meno male che nei giorni scorsi Lauda aveva lanciato l'allarme sul fatto che il dominio Mercedes è agli sgoccioli: oggi - come al solito - la pole del Gp di Silverstone è andata a Rosberg.

Ma la notizia del giorno è un'altra: il disastro Ferrari. Mai, nella sua storia, le Rosse erano partite così indietro sulla griglia di partenza. Soltanto per la penalizzazione di Maldonado i due piloti Ferrari hanno guadagnato una posizione: Alonso partirà sedicesimo, Raikkonen diciottesimo.

Una debacle dovuta al fatto che la pista era difficile (leggermente bagnata) e che all'improvviso è arrivata la pioggia. Ma - e non si può dimenticarlo, al fatto che i ferraristi hanno aspettato troppo per uscire in pista. Il concetto lo spiega molto bene un veterano delle corse, Felipe Massa, anche lui con Valtteri Bottas fuori dal Q1 come le Ferrari: "Siamo usciti nel momento sbagliato - spiega Felipe - sappiamo che piove, sappiamo che c’è il brutto tempo, non possiamo aspettare tanto per andare in pista. Abbiamo sbagliato completamente la qualifica".

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Massa insomma parla chiaro. Ammette la scemenza fatta ai box. Alonso invece no e fa un discorso quasi filosofico: "Se tutto va bene - spiega Fernando - sono solo elogi per la squadra, se tutto va male è un week end di commenti negativi. Certo, non è bello essere diciannovesimi e ventesimi, ma domani faremo una bella rimonta, ci saranno tante possibilità, soprattutto con un tempo così variabile". Nuova speranza per i ferraristi? Non proprio: Alonso è amareggiato perché poi subito dopo ha spiegato che "domani lottiamo al massimo per avere qualche punto, questo è. Questa è la nostra situazione. D'altra parte se penso che in Austria abbiamo fatto la migliore gara dell’anno e siamo arrivati quinti...".

Raikkonen dal canto suo spiega poi solo che "Ha cominciato a piovere nella seconda parte del giro e avevamo le slick, è andata così". Già, ma così i ferraristi e i tanti tifosi si trovano davanti ad una realtà difficile, davvero difficile da digerire.

Il team principal della Ferrari, Marco Mattiacci, poco prima delle qualifiche del Gp di Gran Bretagna aveva spiegato che "Bisogna lavorare il doppio degli altri su tutte le aree". Forse a questo punto non basta più: bisognerà lavorare il triplo... "Naturalmente - ha continuato Mattiacci - ci sono delle aree nelle quali gli altri sono più competitivi, nelle quali hanno iniziato a investire e a focalizzarsi molto prima di noi. "Detto questo - ha aggiunto - siamo coscienti e stiamo mettendo giù una strategia, un piano per andare a colmare quel gap". Mattiacci ha parlato anche del direttore tecnico della scuderia James Allison, "una figura molto importante, è l'uomo di sintesi dal punto di vista tecnico, è l'uomo in carica per lo sviluppo della vettura 2015, che naturalmente passa anche per il miglioramento quotidiano della vettura 2014. A lui fanno riferimento l'area power unit, l'area telaio, quindi abbiamo una chiara responsabilità, dei chiari responsabili con dei target".

"Stiamo irrobustendo la struttura intorno a lui, con persone - ha proseguito - che sono all'interno dell'azienda perché abbiamo molti talenti, ma anche andando sul mercato e cercando delle figure specifiche, senza andare dietro a dei nomi esotici o glamour perché la Ferrari ha una base di partenza solida. Vediamo oggi la Mercedes dov'è, quando è partita due, tre anni fa per costruire un vantaggio di un secondo sul resto del gruppo. Quindi c'è moltissimo da lavorare". "Non voglio dare scadenze all'esterno perché poi si creano delle frustrazioni, delle illusioni e queste sono cose che fanno male ai tifosi e a noi stessi", ha aggiunto Mattiacci, che ha così concluso: "Lavorare per Ferrari ed essere Ferrari ci obbliga ad essere primi". Già primi, non ultimi.

Griglia di partenza
1. Nico Rosberg (Mercedes) 1'35"766;
2. Sebastian Vettel (Red Bull) 1'37"386;
3. Jenson Button (McLaren) 1'38"200;
4. Nico Hulkenberg (Force India) 1'38"329;
5. Kevin Magnussen (McLaren) 1'38"417;
6. Lewis Hamilton (Mercedes) 1'39"232;
7. Sergio Perez (Force India) 1'40"457;
8. Daniel Ricciardo (Red Bull) 1'40"606;
9. Daniil Kvyat (Toro Rosso) 1'40"707;
10. Jean-Eric Vergne (Toro Rosso) 1'40"855;
11. Romain Grosjean (Lotus) 1'38"496;
12. Jules Bianchi (Marussia) 1'38"709;
13. Adrian Sutil (Sauber) senza tempo;
14. Valtteri Bottas (Williams) 1'45"318;
15. Felipe Massa (Williams) 1'45"695;
16. Fernando Alonso (Ferrari) 1'45"935;
17. Max Chilton (Marussia) 1'39"800;
18. Kimi Raikkonen (Ferrari) 1'46"684;
19. Marcus Ericsson (Caterham) 1'49"421;
20. Pastor Maldonado (Lotus-Renault) senza tempo
21. Kamui Kobayashi (Caterham) 1'49"625;
22. Esteban Gutierrez (Sauber) 1'40"912 (retrocesso di 10 posizioni dopo Gp Austria).

Classifica mondiale piloti
Nico Rosberg 165 punti
Lewis Hamilton 136 
Daniel Ricciardo 83 
Fernando Alonso 79 

Classifica mondiale costruttori
Mercedes 301 punti
Red Bull Racing-Renault 143
Ferrari 98
Force India-Mercedes 87

 
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