ROMA - "Mi spiace per Ricciardo, ma anche se i punti di distacco in classifica non sono troppi, penso proprio che alla fine non rappresenti una minaccia reale per i due piloti della Mercedes. La loro macchina è troppo superiore alle altre, due secondi a giro in qualifica sono un gap incolmabile". Fernando Alonso è uno che di rimonte - sia fatte sia subite - se ne intende, e se lo dice lui, c'è da crederci. E però il giorno dopo i fattacci - si fa per dire - di Spa, con la coppia Mercedes scoppiata definitivamente, e il team che non sa più che pesci prendere, le possibilità di un recupero inatteso da parte del giovane talento australiano della Red Bull non appaiono così improbabili.
Non tanto perché la sua macchina sembra crescere di gara in gara intorno a un telaio e a un assetto aerodinamico sempre più efficiente (la firma di Adrian Newey sul progetto del 2014 è una garanzia). E nemmeno per merito della demenziale trovata di Ecclestone, quella di assegnare il doppio dei punti nella gara di Abu Dhabi. Ma piuttosto perché Lewis Hamilton e Nico Rosberg sembrano ormai sul punto di una rottura irrecuperabile e dannosa, tanto che ormai la cosa sta cominciando a vivacizzare anche il mercato piloti - ma questo è un altro discorso.
Basta ascoltare le parole di Hamilton per capire come ad ogni curva, da qui in avanti, sarà un thriller per Toto Wolff e Niki Lauda, il vertice del team di Stoccarda. "Io non mi fido più di Rosberg", ha detto l'inglese e la frase è suonata carica di funesti presagi.
"Nel nostro mestiere è molto importante ogni volta che vai lì fuori a giocarti la gara poter fare affidamento su quelli che lavorano con te. Devi dare per scontato che ragionino con la loro testa e non facciano cose deliberatamente. Una condizione che ormai è venuta a mancare. Dopo il meeting che abbiamo fatto domenica sera (quello in cui Rosberg avrebbe ammesso di aver volutamente tenuto la posizione fino alle estreme conseguenze perché era arrabbiato dopo i fatti dell'Ungheria, quando Hamilton ignorò gli ordini di scuderia, ndr) non so proprio come affronterò la prossima gara". Nelle prossime ore sono attese le decisioni del team che aveva preannunciato una reazione molto chiara alla mossa ritenuta sconsiderata di Rosberg. "Ma sinceramente - dice ancora Hamilton - proprio non riesco a immaginare cosa possano fare".
Di certo cosa fare lo sa Ricciardo: spingere come un matto fino alla fine, sperando che la tensione giochi altri brutti scherzi alle due frecce d'argento. Il meglio, per lui, deve ancora arrivare. Con buona pace di Alonso.
Non tanto perché la sua macchina sembra crescere di gara in gara intorno a un telaio e a un assetto aerodinamico sempre più efficiente (la firma di Adrian Newey sul progetto del 2014 è una garanzia). E nemmeno per merito della demenziale trovata di Ecclestone, quella di assegnare il doppio dei punti nella gara di Abu Dhabi. Ma piuttosto perché Lewis Hamilton e Nico Rosberg sembrano ormai sul punto di una rottura irrecuperabile e dannosa, tanto che ormai la cosa sta cominciando a vivacizzare anche il mercato piloti - ma questo è un altro discorso.
Basta ascoltare le parole di Hamilton per capire come ad ogni curva, da qui in avanti, sarà un thriller per Toto Wolff e Niki Lauda, il vertice del team di Stoccarda. "Io non mi fido più di Rosberg", ha detto l'inglese e la frase è suonata carica di funesti presagi.
"Nel nostro mestiere è molto importante ogni volta che vai lì fuori a giocarti la gara poter fare affidamento su quelli che lavorano con te. Devi dare per scontato che ragionino con la loro testa e non facciano cose deliberatamente. Una condizione che ormai è venuta a mancare. Dopo il meeting che abbiamo fatto domenica sera (quello in cui Rosberg avrebbe ammesso di aver volutamente tenuto la posizione fino alle estreme conseguenze perché era arrabbiato dopo i fatti dell'Ungheria, quando Hamilton ignorò gli ordini di scuderia, ndr) non so proprio come affronterò la prossima gara". Nelle prossime ore sono attese le decisioni del team che aveva preannunciato una reazione molto chiara alla mossa ritenuta sconsiderata di Rosberg. "Ma sinceramente - dice ancora Hamilton - proprio non riesco a immaginare cosa possano fare".
Di certo cosa fare lo sa Ricciardo: spingere come un matto fino alla fine, sperando che la tensione giochi altri brutti scherzi alle due frecce d'argento. Il meglio, per lui, deve ancora arrivare. Con buona pace di Alonso.