AUSTIN - Niki Lauda contro Bernie Ecclestone. Lo scontro è di quelli epocali. E la cosa bella è che è del tutto involontario visto che nessuno dei due, ieri nel momento cruciale, sapeva delle dichiarazioni dell'altro. Altrimenti, da vecchie volpi quali sono, probabilmente si sarebbero astenute. E invece... Il primo ad aprire il fuoco è stato Bernie Ecclestone che, celebrando il funerale della Catheram e della Marussia - i team che si sono ritirati per mancanza di fondi prima della fine del campionato - ha sparato grosso: "La colpa è di questi motori inutili che non servono a nessuno. Non è Formula 1, questa. E il prossimo anno rischiamo di perdere ancora un paio di squadre (Lotus e Sauber, ndr)". Poche parole ma violente e molto chiare. Alle quali però pochi metri più in là stava rispondendo un Niki Lauda inferocito. "Ok, Catheram e Marussia hanno mollato. Ma non è una questione di oggi. La Formula 1 negli ultimi 50 anni è sempre stata così. I team vanno e i team vengono. Diciotto macchine al via sono poche? Allora scriviamo le regole e mettiamo tre macchine per ogni scuderia. Basta deciderlo e farlo. Però l'analisi facciamola tutta. Non ci sono i soldi, non ci sono gli sponsor. Non ha senso mettere dentro altre squadre a spartire una torta che non basta già ora. E poi riflettiamo sulle cause della situazione. Se lo facessimo scopriremmo che la colpa è tutta nostra. Abbiamo passato l'anno intero a lamentarci. Ci siamo lamentati dei motori, ci siamo lamentati delle macchine, dei rumori. E adesso ci lamentiamo che gli sponsor non investono su di noi. Forse se gli avessimo detto la verità, e cioè che quest'anno la stagione è stata la più bella e spettacolare di sempre, forse non staremmo in questa situazione".
L'ira di Lauda si rivolge poi contro la Ferrari che sta guidando, sostiene, un attacco concentrico alla "sua" Mercedes. I rivali vogliono modificare il regolamento per la prossima stagione, e sono riusciti a portare sulle proprie posizioni tutti quanti, compreso Jean Todt (Fia) e perfino lo stesso Ecclestone. La questione è semplice. Il regolamento, così come è stato scritto, permette ai team di mettere le mani sul motore durante l'inverno per modificarne non più del 48 per cento. In quel 48 per cento i motoristi rivali della stella a tre punte dovranno cercare di recuperare il gap che quest'anno si è dimostrato abissale.
Secondo la Ferrari e i suoi alleati però sarebbe meglio poter distribuire quel lavoro sul 48 per cento durante tutto l'anno in maniera tale da poter continuamente aggiornare le power unit, cosa che rappresenterebbe un piccolo vantaggio per gli inseguitori che potrebbero così lavorare in maniera più razionale e mirata. Ma Lauda non ci sta. La situazione attuale vede la sua Mercedes in vantaggio tecnico e non ha alcuna intenzione di fare omaggi agli avversari.
"Non lo permetteremo mai - dice - è una cosa irrazionale e insensata che farebbe schizzare il costo dei motori di almeno dieci milioni". L'argomento del costo dei motori è quello cavalcato ufficialmente dalla Mercedes, ma Lauda non si vuole nascondere dietro gli argomenti ufficiali. Il motivo della sua posizione è agonistico. "E' ridicolo. La Mercedes vince un mondiale dopo cento anni e questi vogliono cambiare le regole. E allora cosa avremmo dovuto fare negli anni passati quando la Red Bull ha vinto per quattro anni di fila. No, non cederemo mai. La Ferrari può già intervenire sul 48 per cento del motore: non c'è niente da scongelare. E' già scongelato".
L'ira di Lauda si rivolge poi contro la Ferrari che sta guidando, sostiene, un attacco concentrico alla "sua" Mercedes. I rivali vogliono modificare il regolamento per la prossima stagione, e sono riusciti a portare sulle proprie posizioni tutti quanti, compreso Jean Todt (Fia) e perfino lo stesso Ecclestone. La questione è semplice. Il regolamento, così come è stato scritto, permette ai team di mettere le mani sul motore durante l'inverno per modificarne non più del 48 per cento. In quel 48 per cento i motoristi rivali della stella a tre punte dovranno cercare di recuperare il gap che quest'anno si è dimostrato abissale.
Secondo la Ferrari e i suoi alleati però sarebbe meglio poter distribuire quel lavoro sul 48 per cento durante tutto l'anno in maniera tale da poter continuamente aggiornare le power unit, cosa che rappresenterebbe un piccolo vantaggio per gli inseguitori che potrebbero così lavorare in maniera più razionale e mirata. Ma Lauda non ci sta. La situazione attuale vede la sua Mercedes in vantaggio tecnico e non ha alcuna intenzione di fare omaggi agli avversari.
"Non lo permetteremo mai - dice - è una cosa irrazionale e insensata che farebbe schizzare il costo dei motori di almeno dieci milioni". L'argomento del costo dei motori è quello cavalcato ufficialmente dalla Mercedes, ma Lauda non si vuole nascondere dietro gli argomenti ufficiali. Il motivo della sua posizione è agonistico. "E' ridicolo. La Mercedes vince un mondiale dopo cento anni e questi vogliono cambiare le regole. E allora cosa avremmo dovuto fare negli anni passati quando la Red Bull ha vinto per quattro anni di fila. No, non cederemo mai. La Ferrari può già intervenire sul 48 per cento del motore: non c'è niente da scongelare. E' già scongelato".