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F1: crisi Red Bull, tensione con la Renault

Dopo la delusione di Melbourne botta e risposta tra il dt Newey ("non si vede luce alla fine del tunnel") e la casa francese che fornisce i motori: "Adrian è un gentiluomo ma ha passato tutta la vita a criticare i fornitori di motori ed è troppo vecchio per cambiare"

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LONDRA - Tensione in casa Red Bull. Il Gran Premio della Malesia è alle porte e fra la scuderia angloaustriaca e la Renault - che fornisce i motori - i rapporti sono ai minimi storici. Nell'occhio del ciclone è finito Adrian Newey, dt della Red Bull, che dopo le difficoltà incontrate a Melbourne (Ricciardo sesto e Kvyat ritirato) non ha esitato a dire: "Non si vede la luce alla fine del tunnel", scaricando le colpe sul motore. Già lo scorso anno i V6 forniti dalla casa francese non erano stati all'altezza delle stagioni precedenti in cui la Red Bull aveva calato per tre volte di fila l'accoppiata mondiale pilota-costruttori.

La reazione della Renault non si è fatta attendere: "E' dura avere un partner che mente - la risposta di Cyril Abiteboul, direttore generale Renault Sport F1, al magazine 'Autohebdo' - Adrian è un gentiluomo affascinante e un grande ingegnere ma ha trascorso tutta la vita a criticare i fornitori di motori ed è troppo vecchio per cambiare. Abbiamo bisogno di lavorare assieme per capire i problemi legati a power unit e telaio. Il deficit sul giro che si è visto a Melbourne con la Mercedes era egualmente suddiviso fra problemi di guidabilità, prestazione del motore e prestazione del telaio. Per cui è tutto il pacchetto che va rivisto, siamo stati abbastanza aggressivi nello sviluppo e i risultati si dovrebbero vedere più chiaramente in Malesia". Red Bull e Renault sono legate da un contratto fino al 2020 ma vista la situazione attuale non è da escludere che il rapporto possa interrompersi prima.
 
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