Ferrari, Arrivabene pensa positivo: ma a Baku sarà un'incognita
dal nostro inviato STEFANO ZAINO
Il team principal di Maranello, apparso contrariato subito dopo il Gp del Canada, corregge il tiro: "Non sono più tanto convinto che la nostra strategia fosse sbagliata". Ora una settimana di incertezze in vista della nuova pista in calendario: tante prove al simulatore, ma senza dati certi della pista
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MONTREAL - "Il Mondiale non è chiuso, è ancora molto lungo. E dopo ciò che abbiamo visto a Montreal penso possa essere anche molto divertente". A caldo Maurizio Arrivabene, il capo del team Ferrari, era parso molto contrariato. "Abbiamo sbagliato strategia, è giusta quella che ti fa vincere, noi abbiamo fatto due pit stop e siamo finiti secondi". Aveva parlato di errore tattico, con la precisazione che a dirlo era "il senno del poi", ma che sempre di sbaglio si trattava. Qualche ora dopo Arrivabene è meno adirato e più propenso a guardare le note positive, in vista della prossima gara fra sette giorni a Baku, gran premio che dovrà azzerare la beffa patita a Montreal, e più in generale del futuro. Vettel ha guidato alla grande e lui lo sottolinea: "La partenza è stata mostruosa, una delle più efficaci che io abbia mai visto. La macchina ha mostrato confortanti progressi. Non ha senso, almeno fino a quando non torneremo alla vittoria, parlare di una singola area, ma penso che il nuovo turbocompressore ci abbia permesso di raggiungere la Mercedes almeno sul piano della power unit e della velocità di punta. Mi spiace non aver vinto questo gran premio, Vettel se lo meritava, ma a mente più serena non sono nemmeno più tanto convinto che la nostra strategia fosse sbagliata, sfruttando il ritiro di Button e la safety car virtuale abbiamo solo anticipato di qualche giro la sosta, ma che noi dovessimo fare due pit stop era inevitabile. Dalle voci che avevamo sentito nel paddock, tutti i team avrebbero dovuto comportarsi così. Ecco, più che la rabbia per la nostra tattica, posso riconoscere la sorpresa per un Hamilton che è riuscito con le stesse gomme a fare quarantasei giri. Tantissimi. E senza perdere prestazione".
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La prova che ancora una volta la Mercedes, soprattutto quando è guidata dallo scatenato inglese (Rosberg sembra essere tornato in un cono d'ombra, perso nei suoi incubi da eterno perdente), sa stupire ed è quasi imbattibile. La Ferrari però non vuole arrendersi. Baku, il prossimo gran premio, è nuovo nel calendario ed è un'incognita per tutti. Le squadre ci arrivano con tante prove al simulatore, senza però avere i dati certi della pista. Si punta molto sui grandi rettilinei, ma si sa che in altri punti è un imbuto peggio di Montecarlo, dove sorpassare è impossibile e dove, alla curva 8, se sbagli traiettoria rischi di prendere in pieno la torre del castello. Arrivabene sprona Vettel, "ha dimostrato di essere tornato in grandissima forma", e ancora una volta si mostra indulgente nel commentare la deludente prova di Raikkonen, "ha avuto molti problemi e nel finale siamo stati noi a dirgli di rallentare, perché aveva consumato troppo carburante". Resta il fatto che il finlandese nella lotta che conta praticamente non esiste, è stato battuto anche dalla ridimensionata Red Bull di Verstappen e da Rosberg, che in Canada si è dibattuto fra mille traversie, una partenza al rallentatore, un'escursione sull'erba alla prima curva (ruota contro ruota Hamilton non fa mai sconti), una gomma bucata, un testa coda nel vano sorpasso a Verstappren. Gli è successo di tutto, ma Raikkonen è finito alle sue spalle.
Vettel invece aveva dentro il sacro fuoco e non vuole spegnerlo. A Montreal giura di essersi divertito, "perché la Ferrari rispondeva bene", ha difeso la squadra, "se anche avessimo sbagliato la tattica, io lavoro con i migliori strateghi del paddock", e ha giurato ad Hamilton lotta dura sino all'ultima gara. "Noi non ci arrenderemo mai - ha detto - e del resto non vedo perché dovremmo farlo, visto che in Canada la macchina era fantastica. La rincorsa è difficile, ma il Mondiale è lungo. E io so solo pensare positivo. Invitando i tifosi a fare lo stesso".