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F1, gara speciale per Button. In Malesia il Gp numero 300

Button festeggia i 300 gp con Alonso, Ricciardo, Ericsson e Vandoorne (lapresse)
Il pilota britannico della McLaren, campione del mondo nel 2009, taglia il traguardo a Kuala Lumpur. A fine stagione lascerà il circus: ''Finalmente avrò il mio tempo''
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KUALA LUMPUR - Trecento di questi gran premi, Jenson. Per il britannico Button, campione del mondo 2009, questa in Malesia sarà una gara da ricordare. Una delle ultime, perché a fine anno lascia la F1 (così come Felipe Massa), ma anche perché festeggerà il 300° gp. Non male, per un arzillo 36enne in perfetta forma.
Con i colleghi ha già fatto bisboccia, giovedì, grazie al party che gli ha regalato il suo team, la McLaren-Honda, che ha addobbato per l'occasione la sua hospitality: tutti al "The Dog and Button", nel classico stile dei pub inglesi tutto legno, parati e quadri vintage.

Chiuderà con 305, alla fine. Ma chiuderà? In realtà s'è lasciato una fessura della porta aperta, sebbene - dopo Abu Dhabi - sarà difficile rivederlo in pista. "Non usate la parola: ritiro. Jenson nel 2017 lavorerà per noi, sarà nostro testimonial e poi, nel 2018 vedremo" ha detto Ron Dennis. Ma Button è troppo un bravo ragazzo, e anche di buon senso, per sapere che la sua stroia agonistica finisce quest'anno. "Ho tante cose da fare, che non ho potuto per via della F1. Finalmente avrò il mio tempo". Ci saranno anche le ragazze, per questo dongiovanni dal volto e dal modo di fare gentile. Ha vinto 15 gp, 50 podi e il mondiale del 2009 con la macchina più improbabile, quella di Ross Brawn, l'ex tecnico della Ferrari. Un miracolo, dovuto al cambio delle regole e alla bravura dell'ingegnere nel saperle interpretare. Sedici anni di F1, dal 2000 a oggi. Un viaggio lungo, pieno di ricordi. "Sono felice di quello che ho fatto, della mia vita sportiva". Terzo nel 2004, ancora secondo nel 2011. Ha vinto dappertutto: in Belgio, a Melbourne, in Turchia, a Shanghai, a Monaco. Certo, non a Monza, ma anche a Sepang. "Sarebbe troppo bello vincere in questo weekend". Ma non ce n'è bisogno: con il suo stile, il suo comportamento, Button lascia qualcosa in eredità a chi verrà, senza tanti proclami e/o esagerazioni. Il messaggio è stato trasmesso: ben vengano altri Jenson.
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