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F1, mondiale chiuso: Rosberg è in una botte di ferro

Con il successo in Giappone al tedesco ormai sono sufficienti due vittorie e un secondo posto per aggiudicarsi il titolo iridato, il primo della sua carriera. E la Mercedes è già campione del mondo costruttori

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SUZUKA - Prometteva questo e quell'altro, la pista di Suzuka. Invece non s'è vista una sola goccia di pioggia (nonostante le previsioni meteo), e neppure un momento di vera intensità in pista. Se vogliamo, solo la partenza del gp del Giappone ha regalato il clamore che tutti gli appassionati vorrebbero vedere in Formula Uno.

Pronti, via, scattano tutti meno Hamilton che sembra esser seduto su un'utilitaria piuttosto che su un bolide altamente tecnologico. Gli passano da tutte le parti e, da secondo, si ritrova a scivolare in ottava posizione. Un altro regalo a Nico Rosberg, che già non ne aveva bisogno. Il gp asiatico si chiude praticamente alla prima curva, per quanto riguarda l'assegnazione della vittoria: è ormai assodato che la Mercedes del tedesco, sempre più saldamente in testa alla classifica, quest'anno non ha mai sofferto problemi, al contrario di quella dell'attuale campione in carica, il compagna di squadra britannico. Il quale, gli va dato atto, non ha mai mollato. La sua rimonta gli fa guadagnare e confermare quel rispetto professionale che comunque gli è unanimemente riconosciuto, tanto da riuscire ad essere comunque sul podio e provare anche il sorpasso all'ultimo giro al giovane Verstappen, che gli ha negato la gioia e ha chiuso secondo. Le Ferrari? Vettel quarto, Raikkonen quinto. Probabilmente, senza le penalizzazioni (Vettel, per il botto di Kuala Lumpur. E Raikkonen alla vigilia per il cambio), avrebbero potuto fruire ancora meglio del flop in partenza di Hamilton, ma sono tutti discorsi ipotetici. La performance delle Rosse rispecchia l'attuale momento, senza più e senza meno.

A proposito di penalizzazioni: la Mercedes ha protestato contro Verstappen (art. 27.5 del regolamento) per la sua manovra durante il tentativo di sorpasso di Hamilton all'ultimo giro. La Fia s'è riservata di decidere ad Austin, il prossimo Gp. Così poi il team ha deciso di ritirare il ricorso.

Quindi: Rosberg guida il Mondiale con 33 punti di vantaggio, a soli quattro gare dalla fine. Le gare confermano il suo trend positivo e irresistibile, al ritorno dalla pausa estiva e gli consente anche di fare il ragioniere, da oggi in poi: a Rosberg sono sufficienti due vittorie e un secondo posto per aggiudicarsi il titolo iridato, il primo della sua carriera motoristica. In altre parole: è in una botte di ferro.
 
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