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Formula uno, Gp Brasile: altra pole per Hamilton, ma Rosberg è subito dietro

Hamilton e Rosberg (reuters)
Prosegue il testa a testa in casa Mercedes nella corsa al titolo mondiale. Terzo tempo per Raikkonen, quinto Vettel
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SAN PAOLO - Una martellata fortissima assestata nel momento decisivo della stagione, rovescia sulle spalle di Nico Rosberg, all'improvviso, tutta la pressione. Lewis Hamilton (1'10''736) strappa la pole position del Gran Premio di Interlagos (undicesima della stagione per l'inglese). Nico  Rosberg (1'10''838), appena un decimo più lento, partirà dietro di lui. Dal punto  di  vista narrativo, le qualifiche di oggi possono essere definite un piccolo capolavoro. Perché rovesciano perfettamente i ruoli in vista della gara di domani. Lewis, l'inseguitore in classifica generale, partirà davanti. Nico, l'inseguito, dovrà rincorrere il rivale e superarlo se vuole evitare di arrivare all'ultima gara, ad Abu Dhabi, con un appena una manciata di punti tra sé e il baratro. Attualmente a difendere il tedesco dall'aggressività di Hamilton c'è un cuscinetto di 19 punti. Che possono essere tanti, ma possono essere anche pochi, pochissimi. Dipende dal sangue freddo, che a 300 all'ora non è un optional. 

Quello  che succede alle spalle dei due, è poco più di un dettaglio, a questo punto. Ferrari e Red Bull cercano di non sfigurare pur non avendo più nulla da chiedere alla stagione e a modo loro ci riescono. In particolare, in casa Maranello, meglio Raikkonen (terzo, 1'11''404) di Vettel (quinto, 1'11''495): il tedesco che ha avuto qualche noia alla macchina prima dell'inizio della sessione ha commesso qualche errore di guida di troppo a conferma di un momento non proprio serenissimo.

Cattive notizie per la Rossa arrivano invece da fuori la pista. La Ferrari che due giorni fa aveva presentato uno "strano" ricorso - fuori tempo massimo e senza alcuna speranza di cambiare il risultato acquisito - contro la decisione della Fia di retrocedere Vettel dal terzo al quinto posto al termine della gara del Messico, ha dovuto registrare una dura sconfitta. La Federazione Internazionale dell'Automobilismo dopo una relativamente breva riunione con le parti interessate via conference call ha respinto il ricorso dichiarando che non è emerso nessun elemento nuovo (come invece sosteneva la Ferrari) tale da cambiare in maniera rilevante lo scenario.

Il team di Maranello, con una mossa altrettanto insolita, ha deciso di fare appello contro questa decisione: la Fia e la Ferrari si troveranno così l'una contro l'altra a Parigi. Vettel era stato penalizzato perché accusato di aver cambiato traiettoria in frenata mentre si difendeva dall'attacco di Ricciardo. Secondo la Ferrari i dati del gps dimostrano oggi il contrario.

Va detto che la mossa del team di Arrivabene ha sorpreso un po' tutti, nel paddock: anche se dovesse vincere difficilmente il risultato del Messico verrà ripristinato e dunque il tutto si risolve in una sorta di questione di principio, pure un po' tardiva.

Ma nessuno, in Formula 1, si muove spinto da questioni di  principio, resta dunque da capire cosa abbia portato la Ferrari ha un faccia a faccia dall'esito (negativo) quasi scontato contro la Fia. La tesi più gettonata è quella del messaggio ai naviganti in un momento in cui le decisioni di Charlie Whiting, il  direttore di corsa, sono sembrate un po' troppo  condizionate dagli eventi: da oggi la Ferrari non lascerà più passare nulla.





 
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