Sport

F1, Verstappen: "MI sto allenando per vincere il mondiale"

Sulle piste di Kitzbuhel il pilota austriaco della Red Bull parla della prossima stagione e della velocità su gli... sci. "Altro che F1, mi impressiona come scendono sulla Streiff"

4 minuti di lettura
KITZBÜHEL - Freddo e intenso come questa notte a 15 gradi sottozero a Kitzbühel. Il teenager della Formula Uno Max Verstappen sorpassa tutti anche qui. Macché giacca a vento, smoking e papillon. La velocità è elegante. Cena di gala con la Red Bull, la scuderia austriaca festeggia il sabato della Streif col suo campione di 19 anni. Il belga cittadino d'Olanda è a suo agio nel tempio dello sci. E ha un bel portamento  anche nel futuro dell'automobilismo.    
Ha seguito la discesa libera?
"Sì. Ho molto rispetto per gli sciatori, mi impressiona la velocità che raggiungono sugli sci su piste molto difficili come questa".
Lei scia?
"L'ho fatto a Natale. E sono tornato intero".
Proprio lei che è stato molto criticato per la guida aggressiva.
"Sono cresciuto così, ho fatto molte gare con i miei amici e mio padre mi ha aiutato molto. Per me è naturale guidare in questo modo, credo che sia una caratteristica che si sviluppa in modo automatico col diventare piloti".
Lei quando ha cominciato?
"A quattro anni, anzi in realtà a tre provando con i go kart".
Più facile per lei che viene da una famiglia di piloti.
"Aiuta. Cresci in un ambiente dove hai a disposizione giusti indizi e consigli. Per me è stato davvero importante".
Cosa le ha insegnato suo padre?
"Tutto. Gli devo solo dire grazie. Senza di lui non sarei qui, e neanche seduto su una macchina al volante". 
Farebbe lo stesso con suo figlio?
"Non so, è molto intenso. Ma per fortuna sono abbastanza giovane per non dover pensare ai figli".
Che rapporto ha con la paura?
"Io non ho paura. Quando sei alla guida non puoi averla, altrimenti non vai veloce. Conosci i rischi e le conseguenze di questo sport, sai che puoi avere brutti incidenti, ma fa parte del gioco".
E adesso rischia di diventare il più giovane pilota a vincere un titolo mondiale.
"Sicuramente il mio obiettivo è vincere il titolo. Ma non ho l'obiettivo di raggiungerlo in quanto più giovane. Per ora tutte le sensazioni sono positive. Siamo stati molto vicini alle Mercedes e lo saremo ancora di più, gli ingegneri stanno sviluppando i motori. Anche la Ferrari sta studiando per diventare altrettanto competitiva. Quindi credo che sarà una stagione interessante".
Ci sono state molte polemiche sul fatto che lei non avesse neanche la patente di guida. Vincendo ha dimostrato che erano solo polemiche?
"Non ho mai dato troppo retta a tutte queste chiacchiere. Ho sempre e solo pensato di dare il meglio. Certo, il fatto di vincere aiuta a darti maggiore spinta e convinzione.
Cosa pensa del ritiro di Rosberg?
E' stato sicuramente sorprendente, non pensavo che lo avrebbe fatto e forse nessuno se lo aspettava. Ma quando fai queste scelte, magari per stare più in famiglia, forse è una buona decisione. Credo che alla fine si fanno questi cambiamenti quando si sente che una cosa è giusta per sé in quel momento: se per Rosberg è stato così, lasciare è quello che doveva fare.  
La sua rivalità con Ricciardo diventerà simile a quella tra Hamilton e Rosberg?
"Non penso che sarà la stessa cosa. Abbiamo molto rispetto l'uno per l'altro. E' normale che cerchiamo di batterci e va da sé che entrambi ci combatteremo sempre più duramente per vincere il titolo. Ma abbiamo un buon rapporto, lavoriamo bene insieme e ci divertiamo, alla fine scendiamo in pista per vedere chi dei due vince".
La Formula Uno sarà sempre uno sport per "scienziati" o per giovani incoscienti?
"Non lo so, è molto complicato al momento, più conosci la Formula Uno e più capisci che è complicata. A me va bene così adesso".
Ci racconta la gara dell'anno scorso in Brasile, quando fu terzo da 15° che era, con 11 sorpassi in 15 giri?
"E' stata molto speciale per me: condizioni molto difficili, ma io ero molto concentrato, non potevo rilassarmi, ero in un grande momento e avevo un grande feeling con la macchina. Sì ho sorpassato molte persone, grande risultato".
Cosa pensa delle nuove regole sulle gomme?
"Le ho provate due volte ad Abu Dhabi, la costruzione cambia abbastanza perché sono più grandi e larghe, quindi devi anche trasformare un po' la linea della macchina. In generale mi pare che le risposte siano positive, anche se dobbiamo ancora vedere l'ultima versione perché finora abbiamo fatto solo dei test".
Come si sta preparando?
"Mi sto allenando molto, soprattutto adesso. A dicembre ho avuto un mese quasi libero, sono stato con i miei".
Cosa fa un ragazzo come lei nel tempo libero?
"Dipende, sto con gli amici e la famiglia, magari a casa non fare niente, o a guardare la tv e giocare alla playstation".
Legge?
"No, non l'ho mai fatto. Magari quando invecchierà lo farò. In questo somiglio ai giovani? Non è vero, perché ho tanti coetanei che amano i libri, io invece preferisco stare all'aria aperta a fare cose".
Fidanzato?
"Single".
Si ispira a qualcuno?
"No, solo a mio padre".
La preoccupa il senso di insicurezza politica e sociale denunciato da molti?
"Onestamente non sono preoccupato, neanche per le minacce del terrorismo. Vivo alla giornata, mi sveglio la mattina e faccio quello che devo fare cercando di godermi la vita".
Pensa che un giorno andrà alla Ferrari?
"Per il momento no. Ho un contratto con la Red Bull: penso che essere leali è importante con chi ti ha dato l'opportunità di andare in Formula 1. Ma mai dire mai, ho 19 anni adesso e spero di poter gareggiare per altri 15 o 16 anni almeno".
La Rossa sarebbe interessata al figlio di Schumacher, intanto.
"Sarebbe un'opportunità portarlo nell'Academy. Però credo che Mick non debba tanto pensare a questo ma a fare esperienza e a vincere più gare possibili perché è quando vinci che si aprono molte porte. Di sicuro lui è un grande talento emergente".
E di Schumacher papà tra voi piloti parlate?
"No. Una grande sfortuna quello che gli è successo. Credo che la speranza di ognuno di noi sia che un giorno possa stare bene".
Qualcuno l'ha definita il nuovo Ayrton Senna.
"Sono solo Verstappen. Non voglio essere messo in confronto con altri. E' molto bello che mi paragonino a una leggenda come lui, ma provo solo a essere me stesso".
E in che cosa è unico Verstappen?
"Penso di essere una persona calma, che non si spaventa e che sa tenere lontane le pressioni".
 
 
 
 
 
 
I commenti dei lettori