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F1, scatta la caccia alla Mercedes: Ferrari in rimonta, ci credono anche i bookmakers

Sebastian Vettel (agf)
Domenica in Australia al via la stagione. Grande fiducia nel team di Maranello dopo i test a Barcellona. Nelle ultime ore di questa interminabile vigilia le quote di Hamilton vincente a fine stagione si sono alzate mentre quelle di Vettel si sono abbassate
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MELBOURNE - I bookmakers inglesi che abbassano le quote del mondiale Ferrari sono il miglior indice del clima di fiducia che si respira nel team di Maranello alla vigilia della prima stagionale di Melbourne. La Formula 1 è uno sport dal dna anglosassone e i diabolici bookies di Londra hanno tradizionalmente le antenne più efficienti reperibili sulla piazza. Per dire: l'ultimo giorno di test prima del via della stagione 2009, quando Ross Brawn mise in pista per la prima volta la sua Brawn Gp, agli allibratori furono sufficienti una decina di giri per capire quello che sarebbe successo di lì a qualche mese - e cioè che Button avrebbe vinto il mondiale a spasso - e abbassare drammaticamente la quota (da 500 a 1 a 4 a 1). E così c'è parecchio da sorridere nel considerare come nelle ultime ore di questa interminabile vigilia di mondiale le quote di Hamilton vincente a fine stagione si sono alzate (sia pure di poco) da 1,90 a 2, mentre quelle di Vettel si sono abbassate da 5 a 4,50.

CALENDARIO E CIRCUITI

Ma su cosa si basa il vaticinio dei bookmakers? Se nel 2009 in molti videro sfrecciare quella macchina bianca e senza logo (tanto che un manipolo di meccanici della Brawn gp riuscì a giocarsi la quota più alta, e oggi probabilmente guarda la Formula 1 da un resort di proprietà su un'isola deserta) negli ultimi giorni nessuno ha avuto modo di vedere neppure di sfuggita le macchine, sono ancora in viaggio sui cargo verso Melbourne.
E' dunque probabile che gli analisti delle agenzie di scommesse abbiano ritenuto attendibili le molte voci che in queste ore riempiono il paddock e che vogliono una Ferrari iper competitiva grazie a una serie di trovate tecniche molto aggressive dal punto di vista regolamentare. Gli ingegneri di Maranello, secondo alcuni, avrebbero scoperto e imitato il segreto del propulsore Mercedes che consisterebbe in un dispositivo in grado di miscelare una quantità di olio al carburante all'interno della camera di scoppio. Interrogato sulla questione, Toto Wolff, il capo della Mercedes, si è fatto una bella risata. "Il segreto della velocità della Mercedes negli scorsi anni è stata una mappatura del motore perfetta", ha detto. Nessun commento, ovviamente, dalla Ferrari che è rimasta fedele alla linea del silenzio scelta sin dall'inizio della stagione.

TEAMS E PILOTI

Fatto sta che la Rossa è apparsa molto veloce e affidabile, nei giorni di test, a Barcellona. Frutto, secondo un ex tecnico di Maranello che oggi fa il commentatore per la tv spagnola, di "centinaia di milioni di euro spesi in sviluppo". Se il miglioramento ferrarista rispetto alla passata stagione sembra evidente, sarà decisivo vedere dove si troveranno gli avversari una volta accesi i motori. Se appare difficile che la Mercedes non sia più la prima della classe, fa molto riflettere la posizione della Red Bull. Gli inglesi, guidati dalla matita del genio del design Adrian Newey, erano i più attesi. L'aerodinamica, il loro punto di forza, è anche la zona su cui le modifiche regolamentari sono intervenute maggiormente. Per questo si è sempre detto che i veri antagonisti della Mercedes avrebbero dovuto essere Max Verstappen e Daniel Ricciardo (nell'ordine che preferite). Ma alla prova dei fatti l'impressione è che ancora una volta il team di Milton Keynes non abbia trovato la giusta alchimia con i motoristi del fornitore francese Renault, riaprendo una crisi che aveva portato a una stagione pessima, nel 2015. Anche per loro i bookmakers hanno dovuto rivedere le quote: al rialzo. E che rialzo, dall'8 per entrambi di due giorni fa, al 9 per Verstappen e l'11 per Ricciardo di oggi.
 
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