F1, il rilancio di Vettel e una macchina 'diversa'. Così è nata la riscossa Ferrari
dal nostro inviato MARCO MENSURATI
Sebastian Vettel (lapresse)
Una macchina piena di spunti originali, non il copia e incolla della Mercedes. Questo ha fatto la differenza a Melbourne nel Gp vinto dal tedesco. Una prima gara che ha detto tante cose, tra queste che Giovinazzi è già una stella
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MELBOURNE - Il ritorno al successo della Ferrari, l'errore clamoroso della Mercedes, il naufragio Alonso e il boom dell'italiano, Antonio Giovinazzi. Sono successe talmente tante cose, e tutte insieme, in questa prima volta di Melbourne, che è difficile metterle a fuoco tutte. Ecco, dunque, l'elenco delle otto cose che si sono capite con ragionevole certezza, dopo questi primi giorni della stagione 2017.
"Gina" è nata bene - La SF70H, ribattezzata da Vettel "Gina", è una macchina nata bene. In Formula uno si usa questa espressione per indicare un progetto che appare promettente. Ora bisognerà vedere come gli ingegneri della Ferrari svilupperanno le loro idee nel corso della stagione. Un po' di ottimismo è giustificato dalla forte personalità che la macchina - e dunque la Scuderia - ha dimostrato di avere. Dopo tanti anni a inseguire la Mercedes sarebbe stato umano e comprensibile se a Maranello avessero optato per un "copia e incolla" delle idee dei primi della classe. E invece la macchina che ha vinto a Melbourne era piena di spunti originali, in tutto e per tutto diversa da quella dei favoriti.
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Vettel ha fatto i compiti - Dopo essere andato in crisi relazionale con il team - più di una volta, la scorsa stagione, ha pensato di mollare - Sebastian Vettel ha deciso di rilanciare, ha "abbassato la testa" (espressione che va molto di moda a Maranello, in questo periodo) e si è messo a lavorare più forte. Il guizzo decisivo, a quanto pare, è stato quello di prendere parte personalmente ai test Pirelli di novembre ad Abu Dhabi. Non è un caso che la Ferrari qui a Melbourne è stato il team che ha lavorato meglio con le gomme e che Vettel sembra trovarsi a proprio agio nella macchina, molto più del compagno di squadra.
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La Mercedes è ancora la più veloce - Sul giro secco, la Mercedes è ancora la macchina più veloce del mucchio. In qualifica, Vettel ha preso circa tre decimi che sono una sorta di distanza di sicurezza - anche considerando che stiamo parlando di un circuito non lunghissimo. Questo alla lunga potrebbe rappresentare un problema non da poco per la Ferrari: con le nuove monoposto è difficilissimo superare (il sorpasso di Melbourne è stato effettuato ai box, e non è un caso).
Il ritorno delle seconde guide - Dopo anni in cui i team hanno tutti puntato ad avere coppie di piloti molto equilibrate, la tendenza si è invertita. Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas non sembrano in grado di tenere il passo dei propri compagni di squadra.
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La Red Bull ha perso le ali - Erano i grandi attesi di questo inizio di stagione, sono stati la grande delusione. Stiamo parlando dei ragazzi della Red Bull. La rivoluzione regolamentare, ponendo l'accento sull'aerodinamica, aveva consegnato al team del genio del design Adrian Newey una gigantesca occasione. Che sembra andata sprecata: il motore Renault non ha tenuto il passo delle spaventose evoluzioni di Ferrari e Mercedes; e dal punto di vista aerodinamico sembra esserci ancora molto lavoro da fare. Attenzione però: a Milton Keynes hanno già dato prova di saper correggere il tiro molto in fretta. Proprio la Ferrari lo scorso anno ne ha fatto le spese.
Honda anomala - Nonostante il blasone di due marchi che hanno fatto la storia del motorsport, la McLaren Honda ha fallito goffamente il progetto per il terzo anno consecutivo. Condannando il povero Fernando Alonso a un'altra stagione a cavallo tra l'irrilevante e il ridicolo. E' una maledizione quella dello spagnolo che ormai non sa più cosa dire nelle interviste del dopo gara.
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Giovinazzi superstar - Da Cesare Fiorio ad Enrico Zanarini fino a Sergio Marchionne, un giorno faremo l'elenco delle persone che hanno aiutato questo talento fino ad oggi sottovalutato ad emergere. Ma per adesso accontentiamoci di godere dello spettacolo di questo ragazzo di Martina Franca (Taranto) che continua a rimediare applausi a scena aperta e complimenti. Cosa sarà di lui ancora non è chiaro: sostituirà in pianta stabile Pascal Wehrlein in Sauber? O tornerà a fare il terzo pilota, con vista su un 2018 da titolare, in Ferrari. Quello che è chiaro è che la Formula 1 non può fare a meno di lui.
Stroll disastroso - Dopo i piloti paganti, la Formula 1 conosce un'altra tipologia di driver; i turisti. Figlio di uno degli uomini più ricchi del mondo, Lance Stroll è stato catapultato nella massima serie del motorsport più dalle smanie paterne, che evidentemente voleva riscattare chissà quale antica frustrazione attraverso il figlio, che non dal proprio talento. Per arrivare fino al volante della Williams, papà ha fatto investimenti da centinaia di milioni di euro, comprando macchine, meccanici, scuderie e persino interi campionati. L'effetto finale sfonda il muro del ridicolo. Non solo in maniera figurata (è già andato contro i muri quattro volte, dopo una sola gara). Il campionato è appena cominciato, e questo povero ragazzo è lo zimbello del paddock, che gli dedica irridenti siti "ad personam", e nomignoli perfidi, come "disastroll" o "pastroll" dal nome di Pastor Maldonado, un altro demolitore di macchine.