La Ferrari c'è, la Mercedes è un mistero: i segreti di un mondiale avvincente
dal nostro inviato MARCO MENSURATI
Le due Ferrari in pista a Sochi (lapresse)
Il Gp di Russia ha mischiato un'altra volta le carte. La Rossa, nonostante la mancata vittoria, torna a casa con una classifica generale confortante. Hamilton in crisi, Bottas scelta indovinata
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SOCHI - Il gran premio di Sochi ha mischiato un'altra volta le carte di questa stagione che si fa di gara in gara sempre più avvincente. Alla fine, nonostante il risultato abbia premiato la Mercedes di Valtteri Bottas, la Ferrari torna a casa con una classifica generale confortante. Vettel sale a più 13 punti rispetto ad Hamilton nel Piloti, mentre nel Costruttori la situazione resta sostanzialmente in equilibrio, con la Mercedes che si porta a +1 (136 a 135). Ma l'asfalto scivoloso di Sochi ha raccontato molto di più di quello che si può desumere dai numeri.
Quella di Lewis Hamilton è una crisi vera. Partito con addosso l'etichetta di favorito per la vittoria del mondiale, dopo appena quattro gare si trova in una situazione impensabile. Si era preparato mentalmente a un anno di riscossa facile facile. E invece dopo quattro gare è in piena trincea. E vede nemici ovunque. Davanti ci sono le Ferrari con il loro passo indiavolato, a fianco un compagno di squadra che assomiglia sempre di più al classico lupo travestito da agnellino. Ma la cosa peggiore, per Lewis, è che in questo momento non riesce nemmeno a contare su quella che è sempre stata la sua principale certezza: il proprio talento. Come tutti i piloti, anche Hamilton ha bisogno di un minimo di confidenza con la macchina per poter provare a fare la differenza. E al momento, il rapporto con la W08 è ai minimi termini. "Dopo pochi giri ero già quarto, nel senso che la mia gara era finita ed ero arrivato quarto - ha raccontato alla stampa l'inglese - Ero talmente quarto che mentre guidavo ho passato gli ultimi venti giri di gara a guardare sui maxischermi a bordopista la battaglia tra Vettel e Bottas. E devo dire che Valtteri è stato bravissimo".
F1, Gp Russia: il dito medio di Vettel a Massa
Il dito medio di Sebastian Vettel all'ex ferrarista Felipe Massa nel finale di gara, a Sochi, in Russia: il brasiliano sarebbe stato colpevole di aver ostacolato la Ferrari in fase di doppiaggio. Vettel ha minimizzato l'episodio durante la festa sul podio. "All'ultimo stavo dando tutto per prendere Bottas, Massa forse non ha capito cosa fare, ma non importa, forse non ce l'avrei fatta lo stesso"
Al di là di quella che è a metà tra una battuta e uno sfogo isterico c'è un oceano di problemi tecnici. Ieri la macchina scaldava troppo, specialmente nelle fasi di attacco a Raikkonen. Ma è dall'inizio dell'anno che Hamilton lamenta di non riuscire a lavorare con le gomme posteriori (specialmente le supersoft): "Il posteriore scivola e fatico nell'inserimento in curva. Dal quinto giro ho dovuto rallentare per mantenere la quarta posizione ho perso molti settaggi della power unit e ho avuto a tratti il taglio di uno dei cilindri legato all'aumento delle temperature".
Il potenziale vero della Mercedes è ancora un mistero. Mentre le prestazioni della Ferrari Sf70H sono molto lineari e costanti e dunque in un certo modo misurabili, lo stesso non può dirsi per la Mercedes. Proprio a causa dei vari, visibili, problemi tecnici che ha avuto non è ancora possibile dire esattamente dove sia la W08. Basti pensare che nonostante tutte le difficoltà dimostrate in questa prima fase della stagione, Hamilton e Bottas hanno vinto due Gran Premi, la metà di quelli disputati, e lasciando intravedere, di tanto in tanto, delle prestazioni terrificanti, da macchina dominante, come ad esempio l'ultimo "stint" dell'inglese in Bahrein o lo spunto killer del finlandese in partenza (immediatamente seguito da una dozzina di giri velocissimi). L'impressione, insomma, è che quando - e se - la Mercedes dovesse riuscire a risolvere i suoi problemi di lettura degli pneumatici farà un discreto balzo in avanti.
Bottas si sta rivelando una scelta indovinata. Dopo un avvio a dir poco incerto ("in Cina ho fatto il più grande errore della mia carriera" ha ammesso lui stesso, giovedì) Bottas ha trovato una serenità e una solidità mentale straordinarie dimostrando a tutti che Toto Wolff - nel duplice ruolo di suo procuratore e suo team principal - ci aveva visto giusto, quest'inverno, quando lo aveva scelto per sostituire Nico Rosberg. La verità è che il temperamento finlandese - i ferraristi ne sanno qualcosa - aveva ingannato un po' tutti, anche quelli che ne avevano sempre apprezzato il talento e l'indubbia velocità. E tra questi va annoverato anche Niki Lauda, che adesso ride con quella risata cattiva che ha solo lui: "Mi ha sorpreso. Ero convinto che avrebbe vinto la Ferrari, e invece Bottas è stato straordinario. Ha resistito con una forza mentale incredibile all'attacco di Vettel vincendo la sua prima gara in carriera, che - credetemi, lo so per esperienza personale - è la più difficile nella storia di un pilota. Io la mia la ricordo ancora. Il giorno dopo mi chiamò Emerson (Fittipaldi, ndr) e mi disse "le prossime saranno molto più facili", che poi è quello che ieri ho detto a Valtteri subito dopo la gara. Ed aveva ragione".
Ma la crescita di Bottas può essere tanto un'opportunità quanto un problema per la Mercedes. Se da un lato, infatti, recuperare un pilota alla causa, in una stagione tanto equilibrata, può essere decisivo; da un altro potrebbe rischiare di complicare ulteriormente la vita ad Hamilton, sia dal punto di vista psicologico, sia dal punto di vista della classifica (di tutto ha bisogno, l'inglese tranne di un compagno di squadra che gli porti via punti).
F1, Gp Russia: primo successo per Bottas, le due Ferrari a podio
La Ferrari ha raggiunto la Mercedes anche in qualifica. Uno dei momenti decisivi del week end russo è stato l'inizio della Q3, la fase decisiva per la corsa alla pole position. Quando i meccanici hanno acceso i motori dei due ferraristi, il box rosso è stato invaso da un fumo densissimo: era la combustione dell'olio miscelato alla benzina. Non era mai successo. Non in quella misura. Nelle settimane precedenti, la Fia aveva annunciato la messa al bando dal 2018 del giochino - inaugurato dalla Mercedes - di miscelare lubrificante al combustibile per ottenere una sorta di overboost in qualifica (la spiegazione è un po' grossolana, tecnicamente, ma rende l'idea).
Interpretando quel bando dal 2018 come un definitivo via libera per il 2017 di una pratica decisamente border line, i motoristi Ferrari si sono rapidamente messi in pari con la concorrenza, che da adesso, in qualifica, fa molta meno paura.
Le gare verranno decise sui dettagli. Sebastian Vettel ha perso la gara per 0,6 secondi. Praticamente niente. Bastava fare meglio il pit stop (dove ha perso 0,9 secondi su Bottas) oppure riuscire a doppiare Massa in maniera più fluida oppure, ancora, sarebbe stato sufficiente, in partenza, non avere contro la raffica di vento di cui ha parlato Vettel in conferenza stampa.
Certo sono calcoli teorici, perché anche avendo recuperato il distacco, poi il tedesco avrebbe dovuto eseguire la manovra di sorpasso su Bottas e sul tracciato di Sochi questo sarebbe stato molto complesso, e però rendono perfettamente l'idea di quanto la competizione tra le due macchine sia ormai arrivata al suo limite estremo.
Raikkonen deve fare di più. La gara del finlandese non è stata affatto male, tutto sommato. Buona soprattutto la partenza, sul lato sporco della pista. La Ferrari sapeva bene che cosa avrebbero provato a fare quelli della Mercedes, ma mentre Vettel è subito impotente l'accelerazione di Bottas, Raikkonen ha tenuto duro, portando a casa un risultato utilissimo sia per il Costruttori sia per il Piloti.
E però la Ferrari che aveva a disposizione gli avrebbe permesso di tenere un altro passo, come ha dimostrato lo stesso Kimi alternando alle sue solite pennichelle tempi mostruosi. Stavolta è andata bene, perché Hamilton stava guardando la gara di Sochi sui maxischermi del circuito. Ma l'incostanza è un lusso che difficilmente il finlandese si potrà concedere per il futuro.