F1, doppietta da Mondiale: "Ora la Ferrari può sognare"
dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICO
Vettel festeggia sul podio dopo la vittoria nel Gp di Monaco
La vittoria di Vettel a Montecarlo e il secondo posto di Raikkonen sono la dimostrazione che la "Rossa" ha ormai raggiunto la Mercedes e può ambire al titolo
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MONTECARLO - L'ingegnere di Sebastian Vettel, Riccardo Adami, sale sul podio di Montecarlo col suo ragazzo favoloso. Il tedesco non solo ha vinto nel Principato 16 anni dopo Schumacher raccogliendone l'enorme eredità, ma ha dimostrato che con questo terzo successo in sei gare, con la Mercedes in difficoltà sulle strade di Monaco, ha uno spirito, una squadra e una macchina che ora sembrano quelle da battere. Adami spiega: "E' una pista che in passato non ci ha favorito, e invece ecco il successo di Seb con Kimi sul podio. Siamo partiti bene sin dai test invernali, ci siamo organizzati per essere a posto con il cambio del regolamento. Che cosa gli dico dal muretto a Seb? Ci conosciamo bene, l'importante è capirsi tra pilota e ingegnere, serve solo l'essenziale. Cerco di trasmettergli calma ma è lui che fa la differenza". Molta. "Sicuramente è una delle giornate più belle della mia vita. Sebastian è stato grandissimo in gara, quei tre giri in più prima della sosta sono stati incredibili e ha riscattato la piccola delusione delle qualifiche. La nostra macchina ha confermato di essere competitiva e adatta a questo tracciato, per questo abbiamo vinto. E' una gioia perché in passato a Monaco non eravamo stati fra i favoriti, quindi trionfare nel 70° anniversario della Ferrari è speciale".
F1, Gp Monaco: Vettel, festa sul podio con balletto
Col terzo successo dall'inizio della stagione Vettel è scappato a 25 punti di vantaggio sul suo rivale della Mercedes Lewis Hamilton. E la Rossa guadagna 17 lunghezze sulle Frecce d'argento nel mondiale costruttori. E' solo il sesto appuntamento del campionato che sarà lungo con le sue venti tappe e la prossima su un circuito molto diverso, quello intitolato a Gilles Villeneuve a Montreal (11 giugno). Schumacher vinse a Monaco anche nel 1997, 16 anni dopo Villeneuve. Un filo lega piloti così, e il Cavallino. Ma più che la suggestione di un'eventuale cabala, convince di più il fatto che a questo punto, dopo annate di magra, polemiche e musi lunghi, la Ferrari è tornata a essere la squadra che vince. Con la Mercedes campione uscente e imperatrice delle ultime tre stagioni, costretta a inseguire.
Il parco di parole Mattia Binotto, direttore tecnico della Rossa, dice che "la vittoria Monaco ci fa contenti perché erano 16 anni che non ci riuscivamo qui, la soddisfazione c'è per chi è qui con noi e per chi lavora da casa. Una doppietta del genere è proprio bella e il successo conferma che la SF70H ha le carte giuste per ambire a qualcosa di importante. Le aveva già in Australia e oggi siamo qui a ribadirlo".
F1, Gp Monaco: il film della corsa
Ancora non si può dire sorpasso Ferrari su Mercedes, ma qualcosa che un poco adesso gli assomiglia, sicuramente la prevalenza schiacciante della SF70-H sulla W08 a Monaco c'è stata. Una superiorità che l'anno scorso non era nemmeno immaginabile, con le Frecce che ormai avevano sancito il proprio potere tecnico. In un inverno passato a bottega, con la Scuderia compatta, la Ferrari si è messa al lavoro e dal garage ha fatto uscire una macchina prepotente, nuova e azzeccata per il cambio delle regole (pneumatici più larghi, sostanzialmente). Tutti a Maranello sulla stessa linea di montaggio, con Binotto capo di tutti gli ingegneri, con Simone Resta capo progettista e David Sanchez creativo aerodinamico francese. Ne è uscita un'auto made in Italy, moderna e pregiata come quelle di una volta. Quelle che bisognava battere, come adesso.