F1, doppietta Ferrari a Budapest: vince Vettel, Raikkonen è secondo
dal nostro inviato MARCO MENSURATI
Vettel festeggia la vittoria a fine gara (reuters)
Nonostante un problema allo sterzo il tedesco si impone in Ungheria davanti al compagno di squadra e porta a 14 i punti di vantaggio su Hamilton. Il britannico restituisce la posizione a Bottas e chiude quarto
2 minuti di lettura
BUDAPEST - Con una splendida doppietta, maturata al termine di una gara un po' noiosa in pista ma tesissima dal punto di vista dei nervi e degli equilibri tra i piloti, la Ferrari risponde alla Mercedes inviando un messaggio chiaro: "Combatteremo fino alla fine".
Come si diceva la gara non ha offerto molti spunti di cronaca. Di fatto si è chiusa alla partenza. Che, per i ferraristi, è stata perfetta: non solo tecnicamente, ma anche strategicamente, con Raikkonen che ha chiuso la strada a chiunque da dietro potesse infastidire Vettel (leader mondiale, oggi a +14 rispetto ad Hamilton), e con il tedesco a guadagnare quel tanto di margine che gli potesse garantire due ore di serenità relativa, lì davanti. Il resto è stato una processione verso la bandiera a scacchi.
Una processione in realtà più turbolenta di quanto non si possa immaginare: Vettel ha infatti dovuto guidare per tutti e 70 i giri evitando i cordoli per via di un problema allo sterzo ("che tirava verso sinistra", ha spiegato via radio ai suoi ingegneri), e forse non sarebbe finita così se alle sue spalle Raikkonen, molto più veloce di lui, non lo avesse difeso dalle aggressioni prima di Valtteri Bottas e poi di Lewis Hamilton le cui Mercedes, nella seconda parte della gara, andavano decisamente più forte.
F1, la Ferrari fa doppietta in Ungheria: la festa di Vettel sul podio
La Rosse vincono a Budapest, il tedesco precede Raikkonen e allunga su Hamilton (+14), quarto alle spalle del compagno di squadra Bottas
Alla fine si può dire che è stata la gara degli ordini di scuderia. Quello della Mercedes, che ha costretto Bottas a lasciar passare Hamilton per dare modo all'inglese di provarle tutte per arrivare almeno secondo e limitare dunque i danni in classifica generale; e quello della Ferrari che ha impedito a Raikkonen di sorpassare Vettel (poteva farlo comodamente rimanendo fuori un paio di giri in più con le gomme rosse, quelle più veloci).
Ferrari, Mensurati: "La mutazione genetica della F1: ora è uno sport di squadra"
Entrambi i secondi piloti, da dire, in scadenza di contratto, sono stati ligi al loro dovere. Ed entrambi sono stati ripagati. Bottas si è visto restituire da Hamilton la posizione, è successo proprio negli ultimi metri, quando l'inglese ha capito che non ce n'era, e che avrebbe potuto provare qualsiasi mossa ma Raikkonen, lì davanti a lui, era un muro. E Raikkonen - invero più riottoso di Bottas ad accettare il diktat del team - ha ricevuto di persona i complimenti di Sergio Marchionne, "una felicità enorme", accorso proprio questa mattina nel paddock ungherese. In fase di trattativa per i rinnovi dei contratti (entrambi in scadenza) una simile dimostrazione di attaccamento all'azienda era proprio quello che ci voleva.
Questo l'ordine d'arrivo del Gran Premio di Ungheria
1. Sebastian Vettel (Ger) Ferrari 1h39'46"713 alla media di 184,386 Km/h
2. Kimi Raikkonen (Fin) Ferrari a 0"908
3. Valterri Bottas (Fin) Mercedes 12"462
4. Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes 12"885
5. Max Verstappen (Ned) Red Bull 13"276
6. Fernando Alonso (Esp) McLaren Honda 1'11"223
7. Carlos Sainz (Esp) Toro Rosso 1 giro
8. Sergio Perez (Mex) Force India Mercedes 1 giro
9. Esteban Ocon (Fra) Force India Mercedes 1 giro
10. Stoffel Vandoorne (Bel) McLaren Honda 1 giro
11. Daniil Kvyat (Rus) Toro Rosso 1 giro
12. Jolyon Palmer (Gbr) Renault 1 giro
13. Kevin Magnussen (Den) Haas Ferrari 1 giro
14. Lance Stroll (Can) Williams Mercedes 1 giro
15. Pascal Wehrlein (Ger) Sauber Ferrari 2 giri
16. Marcus Ericsson (Swe) Sauber Ferrari 2 giri
17. Nico Hulkenberg (Ger) Renault DNF
Giro più veloce: (69°) Alonso in 1'20"182 a 196,697 Km/h