AUSTIN - Lewis Hamilton viaggia (quasi) da solo. Si prende la pole a Austin, la 72esima della carriera, l'11esima quest'anno, stracciando di volta in volta e ormai contro se stesso, il record della pista. Mai nessuno quest'anno era riuscito a dominare fino al sabato il crono di ogni sessione. Con il tempo di 1'33"108 il britannico si accomoda al primo banco della classe, anche se dietro a 239 millesimi riesce all'ultimo ad aggrapparsi Sebastian Vettel. Che scende dalla sua Gina un po' deluso, sebbene abbia colto il massimo da un week end non particolarmente illuminato: "Ho azzeccato l'ultimo giro e alla fine sono contento. Mi è mancato un po' il ritmo tra primo e secondo settore, c'era molto vento, ma essere in prima fila è quello che volevo. Ora vediamo, dovremmo vincere qui e anche tutte le altre, ma vediamo un passo alla volta".
Seb deve rincorrere un sogno quasi ormai del tutto proibito: è in ritardo di 59 punti da Hamilton dopo il trittico di gare asiatiche andate alla malora (incidente e ritiro a Singapore, quarto posto in Malesia dopo un problema al turbocompressore in qualifica, una candela spenta lo ha lasciato a piedi in Giappone). "E anche qui abbiamo avuto problemi, non mi sentivo a mio agio sulla macchina e mi sono reso conto che qualcosa non funzionava Il team è stato fantastico a mettere le cose a posto". Cambiata la scocca e anche il cambio (senza penalità visto il ritiro a Suzuka). "e' come se su di noi ci fosse una minaccia costante in queste ultime settimane, ma per fortuna oggi le cose sono andate bene. Per fortuna ho azzeccato l'ultimo giro e sono in prima fila, è quello che volevo. Per la gara vediamo, possiamo fare un bel risultato".
Lewis permettendo. L'inglese invece ha viaggiato senza quasi intoppi fin qui a cominciare dalla pausa estiva: dal Belgio, passando per Monza e l'occasione colta a Singapore, infine il Giappone, ha preso il largo: può già laurearsi campione 2017 se vince a Austin e il tedesco è sesto. Il terzo titolo Lewis se lo è preso proprio qui, nel 2015. E qui in Texas Hamilton sembra particolarmente ispirato: dai quattro successi sul Circuit of Americas ma anche da quello che lui stesso definisce "un periodo molto positivo nella mia vita. Ho 32 anni e ho trovato un equilibrio, in pista porto energie giuste e ogni volta che entro nell'abitacolo mi viene voglia di urlare, non lo faccio per non sembrare stupido. Amo questo circuito, anche se la pista oggi era difficile e c'era molto vento".
Che deve averlo ulteriormente spinto. "Mi sento benissimo, sono felice e mi sarebbe piaciuto che la qualifica durasse di più. Il mio ultimo giro non è stato spettacolare, ma ho guidato molto forte. Il team ha fatto un ottimo lavoro per tutto il weekend e i ragazzi sono riusciti ad analizzare correttamente tutti i dati per trovare il giusto set up e far fruttare al massimo l'auto". Fianco a fianco i duellanti, perché Lewis questo pensa di Seb: "E' stato quattro volte campione del mondo, ha una macchina velocissima. Non mollerà fino alla fine".
Seb deve rincorrere un sogno quasi ormai del tutto proibito: è in ritardo di 59 punti da Hamilton dopo il trittico di gare asiatiche andate alla malora (incidente e ritiro a Singapore, quarto posto in Malesia dopo un problema al turbocompressore in qualifica, una candela spenta lo ha lasciato a piedi in Giappone). "E anche qui abbiamo avuto problemi, non mi sentivo a mio agio sulla macchina e mi sono reso conto che qualcosa non funzionava Il team è stato fantastico a mettere le cose a posto". Cambiata la scocca e anche il cambio (senza penalità visto il ritiro a Suzuka). "e' come se su di noi ci fosse una minaccia costante in queste ultime settimane, ma per fortuna oggi le cose sono andate bene. Per fortuna ho azzeccato l'ultimo giro e sono in prima fila, è quello che volevo. Per la gara vediamo, possiamo fare un bel risultato".
Lewis permettendo. L'inglese invece ha viaggiato senza quasi intoppi fin qui a cominciare dalla pausa estiva: dal Belgio, passando per Monza e l'occasione colta a Singapore, infine il Giappone, ha preso il largo: può già laurearsi campione 2017 se vince a Austin e il tedesco è sesto. Il terzo titolo Lewis se lo è preso proprio qui, nel 2015. E qui in Texas Hamilton sembra particolarmente ispirato: dai quattro successi sul Circuit of Americas ma anche da quello che lui stesso definisce "un periodo molto positivo nella mia vita. Ho 32 anni e ho trovato un equilibrio, in pista porto energie giuste e ogni volta che entro nell'abitacolo mi viene voglia di urlare, non lo faccio per non sembrare stupido. Amo questo circuito, anche se la pista oggi era difficile e c'era molto vento".
Che deve averlo ulteriormente spinto. "Mi sento benissimo, sono felice e mi sarebbe piaciuto che la qualifica durasse di più. Il mio ultimo giro non è stato spettacolare, ma ho guidato molto forte. Il team ha fatto un ottimo lavoro per tutto il weekend e i ragazzi sono riusciti ad analizzare correttamente tutti i dati per trovare il giusto set up e far fruttare al massimo l'auto". Fianco a fianco i duellanti, perché Lewis questo pensa di Seb: "E' stato quattro volte campione del mondo, ha una macchina velocissima. Non mollerà fino alla fine".