BAKU - La Ferrari rifiuta i processi, ma i tribunali social della strada in realtà hanno anche già sputato sentenze in nome del vecchio adagio che il buongiorno si vede dal mattino. Dopo quattro gran premi dominati dalla Mercedes la domanda "il mondiale è già finito?" è oggettivamente legittima e in fondo, nel mondo più tecnologico che c'è, una risposta con i se e con i ma (in Bahrain avevamo praticamente vinto, e se a Baku la pole fosse andata diversamente"...) non è la più logica, per usare un eufemismo.
La Formula 1 ora approda in Europa, ma non sarà certo a Barcellona che la Ferrari colmerà il gap con il team tedesco, quindi in Spagna sarà un'altra partita in trasferta dove il pareggio sarà un signor risultato, forse il più gradito. Ma se apparentemente la Ferrari fa quadrato e non ci sono spifferi e folate velenose dai palazzi di Maranello, alcuni fatti vanno segnalati: in primis che la Mercedes riesce a far funzionare meglio le gomme Pirelli, e poi che Leclerc ha più feeling di Vettel con SF90, e questo lo ha confermato domenica lo stesso pilota tedesco. Che, se è davanti in classifica al monegasco, è anche per gli ordini di scuderia. Poi ci sono i cattivi e i maliziosi che tirano in ballo la filosofia orizzontale (invece che verticale) della Ferrari voluta dal principal Binotto e un ipotetico problema sulle sospensioni.
Provocazioni, oppure no, resta il fatto che la Rossa è talmente indietro che forse dovrebbe cambiare l'approccio, e viverlo giorno per giorno, come in fondo ha detto Binotto. "Ogni gran premio è un'opportunità", anche perché, nel tentativo di recuperare a tutti i costi, si rischia il cosiddetto 'superallenamento', che porterebbe solo a un boomerang. Domenica sera Binotto è sembrato voler omettere qualche informazione, ed è facile immaginare che qualsiasi team avesse previsto delle safety car che invece sono venute meno, ed anche per questo Leclerc la rimonta di Leclerc è rimasta incompiuta.
Insomma, la frittata ormai è fatta ma forse c'è un alleato, oppure un aiuto inatteso: Valtteri Bottas. Che, in questo 2019, fa rima con Nico Rosberg. È lui che sta togliendo punti a Hamilton, e se oggi vige il fair play in Mercedes, non è detto che regga anche quando la stagione entrerà nel vivo. L'imponderabile è sempre dietro l'angolo. Almeno così vogliono pensare a Maranello.
La Formula 1 ora approda in Europa, ma non sarà certo a Barcellona che la Ferrari colmerà il gap con il team tedesco, quindi in Spagna sarà un'altra partita in trasferta dove il pareggio sarà un signor risultato, forse il più gradito. Ma se apparentemente la Ferrari fa quadrato e non ci sono spifferi e folate velenose dai palazzi di Maranello, alcuni fatti vanno segnalati: in primis che la Mercedes riesce a far funzionare meglio le gomme Pirelli, e poi che Leclerc ha più feeling di Vettel con SF90, e questo lo ha confermato domenica lo stesso pilota tedesco. Che, se è davanti in classifica al monegasco, è anche per gli ordini di scuderia. Poi ci sono i cattivi e i maliziosi che tirano in ballo la filosofia orizzontale (invece che verticale) della Ferrari voluta dal principal Binotto e un ipotetico problema sulle sospensioni.
Provocazioni, oppure no, resta il fatto che la Rossa è talmente indietro che forse dovrebbe cambiare l'approccio, e viverlo giorno per giorno, come in fondo ha detto Binotto. "Ogni gran premio è un'opportunità", anche perché, nel tentativo di recuperare a tutti i costi, si rischia il cosiddetto 'superallenamento', che porterebbe solo a un boomerang. Domenica sera Binotto è sembrato voler omettere qualche informazione, ed è facile immaginare che qualsiasi team avesse previsto delle safety car che invece sono venute meno, ed anche per questo Leclerc la rimonta di Leclerc è rimasta incompiuta.
Insomma, la frittata ormai è fatta ma forse c'è un alleato, oppure un aiuto inatteso: Valtteri Bottas. Che, in questo 2019, fa rima con Nico Rosberg. È lui che sta togliendo punti a Hamilton, e se oggi vige il fair play in Mercedes, non è detto che regga anche quando la stagione entrerà nel vivo. L'imponderabile è sempre dietro l'angolo. Almeno così vogliono pensare a Maranello.