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Stirling Moss in una immagine del 2008 (ansa)

F1 in lutto: è morto Stirling Moss, l'ultima leggenda dell'automobilismo

Aveva 90 anni e fino all'ultimo è stato presente sulle piste, alle rievocazioni storiche, guidando spesso - nonostante l'età - i bolidi che aveva dominato quando era giovane. Fu l'unico a vincere tante gare (16) senza laurearsi mai campione del mondo

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Addio Stirling Moss. "È morto mentre viveva, sembrava meraviglioso", ha detto sua moglie Susie. Ci lascia così, con quel sorriso e quell'allegria contagiosa, la leggenda dell'automobilismo. Aveva 90 anni e fino all'ultimo è stato presente sulle piste, alle rievocazioni storiche, guidando spesso - nonostante l'età - i bolidi che aveva dominato quando era giovane. Nella foto che vedete qui sopra aveva 80 anni e, come se nulla fosse, guidava con l'entusiamso di un ragazzino i bolidi da competizione, proprio gli stessi che aveva a suo tempo portato in pista.

Il ricordo della Maserati

Figlio di un dentista londinese, Moss ha avuto una carriera lunghissima: si è ritirato da ogni competizione solo nel 2011 quando aveva 81 anni... L'ultima gara, con una micidiale Porsche RS61 del 1961 (il soprannome, "la fabbrica delle vedove", era tutto un programma) a Le Mans, poco dopo aver portato in gara la sua Osca da 1.500 cc in occasione di eventi storici. Certo, corse di classic car, ma sempre corse.

Le competizioni "vere" finirono però dopo un incidente a Goodwood nel 1962, che lo lasciò incosciente per un mese e paralizzato per sei.


Nato a Londra il 17 settembre 1929, Moss ha vinto 16 Gp di formula uno senza mai laurearsi campione del mondo. E' arrivato secondo quattro volte nei mondiali del 1955, 1956, 1957 e 1958 correndo in F1 fino al 1961. E' stato al volante di Jaguar, Cooper, Lotus, Mercedes-Benz e Maserati. Nessuno ha vinto tanto senza mai avere il titolo mondiale. Ma questo, forse, non ha fatto altro che accrescere il mito, la leggeda.

Tante le corse indimenticabili. Fra tutte di sicuro il Gran Premio di Monaco del 1961 ma, soprattutto, la vittoria alla Mille Miglia del 1955, dove stabilì con la Mercedes SLR il record di velocità mai più battuto, a una media, pazzesca, di 157,650 km/h, coprendo i 1600 km in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi. Facendo gli ultimi 133 km, da Cremona a Brescia, alla media (media, attenzione) di 264 orari!

Con uno così, vincere un mondiale di F1 diventa un dettaglio...  Va detto fra l'altro che Moss avrebbe potuto essere il primo campione del mondo britannico nel 1958 invece di Mike Hawthorn: perse il titolo per un solo punto quell'anno,  dopo aver chiesto ai giudici di gara di levare una sanzione al suo connazionale squalificato al Gran Premio del Portogallo. "Ovviamente gli hanno restituito i suoi punti e questo mi è costato il titolo", ha spiegato cavallererscamente Moss.  Che non ebbe mai rimpianti: "Sono nella posizione esclusiva della gente che dice che avrebbe dovuto vincere e non l'ha mai fatto", raccontò poi.

Ecco spiegata la leggenda. Ma c'è dell'altro: nel suo periodo di massimo splendore, Moss ha partecipato a qualcosa cone 54 gare all'anno in tutto il mondo, oltre a una serie infinita di test. Possiamo dire quindi che una delle più incredibili imprese di Stirling è quella di essere sopravvissuto fino a 90 anni, visto che all'epoca di piloti ne morivano tantissimi, una ventina l'anno solo nelle massime categorie.

E ancora oggi in salotto ha appesi al muro due volanti piegati, come ricordi importanti: uno etichettato "Spa 1960" e l'altro "Goodwood 1962"...

Ma lui la prendeva sempre con allegria quando gli si faceva notare la cosa: "Tutto quello che dovevo fare era arrivare, fare pratica con la macchina, correre e basta. Poi potevo andare a caccia di ragazze o qualunque cosa volessi fare ... era solo una vita favolosa",

Il calvario è iniziato a Singapore alla fine del 2016 colpito da un'infezione che lo ha costretto a 134 giorni di ospedale: ma poi sopravvisse. Come fece anche nel 2010, dopo che cadde in un pozzo profondo come tre piani di un palazzo, nella sua casa di Londra. Si ruppe entrambe le caviglie e quattro ossa nei suoi piedi. Ma alla fine ce la fece ancora.

Ora il mondo dell'auto piange però una leggenda. compagno di squadra della Mercedes al cinque volte campione del mondo argentino Juan Manuel Fangio. Era diventato il sinonimo stesso - e lo è ancora oggi - di velocità. Ancora oggi in Inghilterra - e in mezzo mondo, si dice "chi pensi di essere Stirling Moss"? quando qualcuno corre troppo in auto. E fu proprio questa la domanda - rivelò il pilota - che gli fece davvero un poliziotto quando lo fermò a Londra. "Ma non riuscivo a capire se mi stesse prendendo in giro o se mi avesse riconosciuto davvero...".
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