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F1, caso Racing Point; la Ferrari non ci sta e presenta appello: "Copiare non è legale"

La Racing Point di Hulkenberg (ansa)
La cosidetta "Mercedes rosa" punita con una penalizzazione di 15 punti e una multa di 400 mila euro per aver copiato le prese d'aria dei freni dalle Frecce 2019. Verdetto giudicato insufficiente da Maranello, Binotto: "Vogliamo riflettere se allargare il concetto all'intera macchina". A Silverstone sostituita in via precauzionale anche la power unit di Leclerc
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Per il 70° compleanno, la Formula 1 celebra se stessa con la più fiera battaglia. Non tanto in pista, dove le Mercedes non lasciano scampo a nessuno. Ma sui tavoli della politica e dei legislatori. Il week end di Silverstone è stato aperto dalla sentenza di parziale condanna della Fia contro la Racing Point, la cosiddetta "Mercedes rosa": 400 mila euro di multa e -15 punti in classifica costruttori per il team inglese reo di aver copiato le prese d'aria dei freni dalle Frecce 2019. La Ferrari, l'anno scorso al centro di polemiche per presunte irregolarità sul motore con conseguente inchiesta chiusa con un accordo segreto con la Fia, ha presentato l'intenzione di fare appello contro un verdetto che giudica insufficiente, e ha quattro giorni per confermare la richiesta. La stessa intenzione è stata espressa da McLaren, Renault, Williams e la stessa Racing Point. "La sentenza è un punto di partenza importante perché riconosce un'infrazione delle regole. Ma noi siamo convinti che copiare non sia il processo giusto, che non sia legale" ha spiegato il team principal delle rosse, Mattia Binotto. "Il giudizio peraltro riguarda solo le prese d'aria, noi vogliamo riflettere se allargare il concetto all'intera macchina".

La Scuderia, alle prese con un guasto al motore sulla macchina di Sebastian Vettel che ha costretto a cambiare la power unit in via precauzionale anche a Charles Leclerc (nessuna penalità), non è la sola a essere scontenta di una sentenza le cui motivazioni, spiegate in 14 pagine, appaiono a dir poco bizantine. L'indagine era stata sollecitata dalla Renault che ha presentato tre proteste in altrettante gare, anche se il verdetto della federazione ha sanzionato le vetture rosa soltanto per il gp di Stiria, mentre per le due seguenti (Ungheria e Silverstone 1) ha emanato una reprimenda, consentendo di fatto alla rosa di continuare a correre in questo campionato con quegli stessi elementi giudicati irregolari perché frutto di un trasferimento dati, e non di un design autonomo. La Racing Point ha infatti costruito le prese d'aria dei freni, elemento importante per l'aerodinamica, sfruttando un passaggio di informazioni dalla Mercedes quando queste componenti erano ancora cedibili (non lo sono più dal 6 gennaio 2020, quando è entrato in vigore il cambio di regolamento ratificato il 30 aprile 2019). Insomma non le ha costruite lei ma la Mercedes, risparmiando di fatto risorse e traendone dunque vantaggio.
 

Ha dunque infranto il regolamento sportivo ma non tecnico, perché gli elementi in sé erano legali, ma non il processo con cui sono arrivati a utilizzarlo. Colpevoli, ma a metà. E siccome non può "disimparare" quello che sa, conoscenza costruita non solo grazie alle informazioni avute direttamente da Mercedes, in tutto questo ritenuta innocente, ma anche grazie a immagini scattate da telecamere 3D come ammesso dai copianti e dai copiati, continuerà a correre così com'è. "Non è possibile copiare una macchina solo dalle foto. Non è mai successo nella storia della F1. Non credo che il verdetto sia sufficiente, è solo un punto di partenza nel quale è stato riconosciuto che è stato infranto il regolamento" ha insistito Binotto. "Per noi il processo di copiare è sbagliato, non legale. Noi vogliamo allargare la riflessione all'intera vettura. Chi è stato copiato andrebbe sanzionato? Siamo stati tutti a scuola: di solito quando uno copia e l'altro passa il compito, l'esito è noto".

La Ferrari, pronta a firmare il nuovo Patto della Concordia, la Mercedes no con il team principal Toto Wolff che lamenta di non aver visto riconosciuto nella distribuzione dei premi il suo contributo in questi anni. Binotto: "C'è una scadenza suggerita da Formula 1 e fissata al 12 agosto, da parte nostra ci sono piccoli ritocchi da un punto di vista legale ma siamo pronti a firmare e contenti di farlo, perché favorisce i piccoli team e riconosce il valore della Scuderia Ferrari per la Formula 1 in 70 anni".
La Ferrari ci vuole rimanere possibilmente per altrettanto tempo, e studia il proprio futuro: "Motore nuovo nel 2021. Obiettivo? Essere seconda forza. Adesso mi preoccupa la power unit come mi preoccupa il telaio e ogni altra area che non riteniamo all'altezza. È vero che il nostro motore è il meno potente, ma non è distante da Renault e Honda, penso che queste tre power unit siamo molto vicine tra loro. Ce n'è solo una che sta facendo la differenza, per un'entità tra l'altro che io giudico elevata in un periodo in cui ci si aspetta invece convergenza. Questa settimana abbiamo ricevuto una nuova direttiva tecnica sulla power unit, a conferma che il tema è complesso e necessita ancora di chiarimenti. Noi continuiamo a lavorare: quest'anno potremo fare poco, ma per l'anno prossimo avremo l'opportunità di portare in pista una power unit nuova sulla quale stiamo lavorando intensamente a Maranello. Nel frattempo è importante che la Fia chiarisca ulteriormente un regolamento ancora molto complesso".
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